Lavoro, lavoro /2

Dalle nostre parti accade anche che un uomo rimasto senza lavoro decida di togliersi la vita. Purtroppo non è il primo e dovremmo chiederci quanto sia opportuno raccontare il dramma di coloro che per la mancanza di un lavoro arrivano al suicidio. E accade pure che questa notizia sia diffusa nel corso di un incontro di metalmeccanici di due diversi sindacati. Era quasi uno di loro: diverse le mansioni, uguali i problemi e le preoccupazioni.

Così mentre i disoccupati di lungo corso si preoccupano più della scomparsa dei corsi di formazione organizzati in passato dalla Regione e di paralizzare Napoli, c’è chi perde il lavoro e cerca di rimboccarsi le maniche per trovare una nuova occupazione. Poi, preso dalla disperazione, si impicca lasciando due bambini senza papà. Era un lavoratore dell’indotto della Fincantieri di Castellammare di Stabia. La situazione lì è complicata, l’azienda in un primo momento ha parlato anche di chiusura dello stabilimento, poi è tornata sui suoi passi, ma non basta.

L’operaio che nella notte si è tolto la vita era stato licenziato da un anno e da 4 mesi non percepiva più neanche il sussidio di disoccupazione. Per un po’ si era arrangiato facendo il muratore. Non è facile ricominciare da capo con una famiglia da mantenere e lui deve essersi sentito perso.

E intanto i disoccupati bloccano il traffico, si arrampicano, minacciano assessori e “imbrattano i muri ancora profumati di vernice fresca”.

L.

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