Archivi del giorno: ottobre 4, 2010

Voglio vederti danzare

Ancora per poco è 4 ottobre. San Francesco. Per me è un giorno in cui festeggiare molte persone che mi sono care. Tra loro una stellina che ho visto crescere. Sono stata da lei ed è diventata una stella: alta, bella, silenziosa e decisa.

Lei danza da 4 anni. La ricordo reggersi alle sedie della cucina mentre imitava le ballerine alla sbarra. “Voglio imparare la danza classica”, diceva e faceva piroette improvvisate e un po’ buffe.

Lei è stata la prima a smussare i miei angoli e ad amarmi incondizionatamente. L’ho incontrata quando avevo 19 anni e lei 3. Piccola, tenera, siamo andate d’accordo dal primo momento, da quando mi vide, la sera in cui i suoi genitori deciso che sarei stata la sua baby-sitter, e mi invitò a vedere i suoi giocattoli. Perché l’unica cosa che chiedeva era di essere ascoltata quando parlava e ammirata quando danzava. Con lei ho imparato la pazienza, le astuzie per farla alzare e mangiare un boccone in più. Perché la mia stella non aveva (e non ha) mai fame. (Ha accettato di venire con me al ristorante giapponese e non so se per farmi contenta o perché le ho detto che in quel posto ho incontrato Roberto Bolle).

Ora lei si prepara per un appuntamento importante, forse il primo dei suoi quasi 12 anni: un provino al San Carlo per continuare lì a coltivare il suo sogno. Perché la sua maestra ritiene che sia pronta per provarci, crederci.

E allora danza, stella mia, voglio vederti danzare

L.

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Lesson number one: take the pen on the table

Allora, io ora vorrei dire a tutti, e in primis alla socia, che sono distrutta ed è soltanto lunedì sera.

Non so come arriverò alla fine di questa settimana.

Detto ciò, mentre mangio pane carasau e acqua, vorrei fare alcune osservazioni.

1. I ragazzi della scuola di giornalismo sono preparatissimi sulla teoria e per questo saccenti (socia, non mi volere male ma è così). Poi però sono andati tutti in crisi perché c’era casino mentre scrivevano l’articolo. Questo denota la loro assenza di pratica redazionale, perché è evidente che non hanno mai fatto un’intervista con uno che ha il cellulare che non gli prende mentre gli altri colleghi urlano da una scrivania all’altra , mettono canzoni su youtube e raccontano barzellette, tutto questo in assenza di ossigeno. Giuro, è la normalità.

2. Dio benedica le agenzie. Se all’esame mi esce il processo breve come oggi alla simulazione – ed è evidente che è un suicidio fare il compito sul processo breve – appena consegnato vado in pellegrinaggio a casa di Sergio Lepri.

3. I 15 membri eletti per un terzo dal Parlamento in seduta comune, un terzo dalla magistratura e un terzo dal presidente della Repubblica NON sono quelli del Csm. In realtà non so bene chi siano. Ok, sono quelli della Corte Costituzionale.

4. Puoi fare carta stampata da una vita, ma spiegare cos’è la giustezza è un cacchio di guaio.

5.  Con quello che guadagni non potrai mai iscriverti alla Casagit. (Ovvero: morirai in un fosso).

A.