Archivi del giorno: ottobre 5, 2010

Pure passion

Costretta a stare un’intera giornata, per tutta la settimana, al chiuso di un’aula. Ma sì che può alzarsi e camminare e affacciarsi al balcone e fumare una sigaretta. Però lei vuole altro: lavorare.

Era un grido quello contenuto nella mail: “Voglio lavorareeeee”. E invece deve seguire il corso di preparazione all’esame che l’attende, insieme a saccenti che non s’è capito bene cosa vogliono fare nella vita, oltre a interrompere le lezioni per il solo gusto di rompere le scatole.

La cosa strana è che noi, il nostro, lo chiamiamo ‘lavoro’ anche se soldi non se ne vedono o sono pochi quelli che arrivano. Viviamo come in un limbo e l’incertezza non è data soltanto dal vedere o meno qualche euro a fine mese, ma dalla paura di essere messi in panchina da un momento all’altro, magari senza nemmeno capirne il perché.

Chi c’è passato ti dice che è normale che “così deve andare”. Come se tutte le tribolazioni che uno ha da passare, le paure, le angosce e il timore di non aver fatto abbastanza fossero paragonabili alla selezione della specie di Darwin per cui alla fine resta solo il più forte. Sarà, ma certe volte arrivi a sera che ti fai schifo e non hai la forza nemmeno per mangiare, però sei contenta lo stesso.

Vai in giro ore intere in cerca del valore aggiunto, senza pensare né al sole né alla pioggia. Passano in secondo piano compleanni, aperitivi, shopping, il parrucchiere e tutto per tendere a quell’obiettivo ultimo che non è solo la notizia, l’articolo, lo scoop. È soddisfare  una passione.

Così ogni mattina ti svegli, leggi la rassegna stampa di cui qualche anima pia ti ha fornito le chiavi d’accesso, ti aggiorni se per caso hai saltato qualcosa il giorno prima e cerchi spunti per nuovi articoli, nuove indagini.

Anche perché la mattina che avrai deciso di chiudere la tua finestra sul mondo  – tv, pc, radio, cellulare – ti chiameranno a casa o ti manderanno un telegramma o un piccione viaggiatore per dirti che c’è un palazzo da presidiare (e magari ha uscite multiple e non sai come presidiarle tutte, ma meno male che le socie sono due e sanno come fare) o è crollato un palazzo o si è aperta una voragine in strada o qualcuno è caduto da un tetto o stanno abbattendo una casa e i proprietari sono impazziti e hanno cominciato a tirare pietre ai vigili. E tu devi correre e stare lì, quasi con il ruolo da paciere prima che di giornalista andato a raccogliere una notizia.

L.