Archivi del giorno: ottobre 6, 2010

Parole, parole, parole

Allora, io mò vorrei fare un approfondimento su questo blog.

Dovete sapere infatti che sulla bacheca di wordpress c’è una simpatica finestra dal titolo “parole più cercate”. Ovvero le parole che qualcuno ha digitato su google e tramite cui sono finite su queste pagine ricche di scleri miei e della socia, che pure va a finire che ci internano se continuiamo così.

Dunque, le parole che mi compaiono oggi sono: “aziende uscite dal consorzio unico anm, di pietro “arpa della felicità” “al rogo insieme alla bandiera anche l’unità d’italia” frottole, unicocampania”. Ora secondo me tutto ciò merita una riflessione (anche perché non ho sonno)

Aziende uscite dal consorzio unico Anm: qui abbiamo due possibilità. O è qualcuno che vuole capire se quel blocchetto di biglietti Unico che s’è comprato dal tabaccaio serve ancora a qualcosa o deve farci solo i filtri per le canne, che a quel punto butta tutti i biglietti dell’autostrada e pure quelli da visita di gente che tanto non chiamerà mai. Oppure è qualche collega che doveva fare un pezzo su Unico perché il suo direttore/caporedattore ha la macchina dal meccanico e ha aspettato per 8 ore il pullman alla fermata (se abita a Posillipo o via Petrarca e aspettava 140 e c21 può essere che sta ancora là, nel qual caso vi suggerisco di andarlo a prendere che come leccata di culo è ben accetta dal suddetto e può essere che domani vi risparmia la millesima marchetta umiliante).

Di pietro: vabbuò, sul simpatico Tonino e l’incontinenza verbale abbiamo scritto. E comunque, nel caso ve lo chiediate come qualcuno che sta al corso con me, quella non è diffamazione.

“Arpa della felicità”: onestamente non ho idea di cosa sia o voglia dire o perché qualcuno dovrebbe parlare di arpa della felicità. Dubito che lo sapesse pure Tonino. Bisognerebbe chiedere a Nerone, o al limite, a Berlusconi.

“Al rogo insieme alla bandiera anche l’unità d’italia”: questo è facilmente comprensibile pure per i barbari pagani. E comunque Tonino spopola perché porta visitatori e dunque con la socia potremmo pure inaugurare la rubrica di Tonino così almeno non ci leggiamo solo noi che pare che ce la suoniamo e cantiamo da sole (senza l’arpa della felicità, come qualcuno particolarmente attento potrebbe desumere).

Frottole: questo è sempre merito di Tonino e comunque frottole ce ne sono fin troppe quindi non farò finta di avere qualcosa da dire su questo punto.

Unicocampania: come sopra ma qualcuno s’è ricordato che il nome esatto del consorzio è Unicocampania. Ancora per poco.

Per ora è tutto ma confido che non sia finita.

A.

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Dalla libertà del Portogallo alla prigionia di un’Aula

Come un anno fa, oggi in Consiglio ero da sola. Senza la socia. La differenza con l’ottobre del 2009 è che lei era in Portogallo da una sua cara vecchia amica che lì stava facendo l’Erasmus. Si divertì bevendo porto e mangiando schifezze dal nome irripetibile, facendo notte fonda in giro per la città e andando di fronte all’oceano, facendosi scattare foto sorridenti.

Ora no. Ora è costretta a stare tra ragazzi che, a suo dire puzzano perché non usano il deodorante o forse non si lavano (portebbe essere anche questo un caso di diffamazione, eh). Deve obbligatoriamente seguire una settimana di corso organizzata dall’Ordinen dei giornalisti prima di andare a fare l’esame e non può lavorare. Tra un po’ andrà in crisi d’astinenza da lavoro.

E così stamattina ero sola soletta a seguire la discussione sul piano edicole che, però, è stato rinviato in commissione perché la maggioranza ha presentato emendamenti che potrebbero stravolgere l’impianto del provvedimento (ma nessuno ha capito come e  perché) e il centrodestra ha chiesto e ottenuto il rinvio.

Da semicronista quale sono, ho avvicinato il tipo del Pdl per chiedergli il perché della sua proposta. Mi ha risposto che alcuni punti non lo convincevano, poi però il tipo del Pd che si è incazzato perché il suo partito ha detto sì all’opposizione, mi ha detto: “Abbiamo parlato e mi ha confessato che è intervenuto senza sapere nemmeno cosa dire”. Sarà. Fatto sta, però, che la cosa è passata, la maggioranza non ci ha fatto una bella figura e la prossima volta potrebbero anche non avere i  numeri per cominciare la seduta, perché sarà in prima convocazione.

E nonostante i mal di pancia di qualcuno del Pd e una telefonata di un consigliere-amico che mi ha detto: “Mi hai dato la giustificazione per non essere mai più presente in Consiglio”, il sindaco sostiene che vada bene così perché “l’opposizione va tutelata e la maggioranza non può presentare tre pagine di emendamenti all’ultimo minuto”.

Ah e non dobbiamo dimenticare che stamattina, il sindaco, intervenendo in aula sulla questione rifiuti, non ha mai pronunciato il nome né del presidente del Consiglio, che le ha addossato tutta la responsabilità della mancata raccolta dei giorni scorsi, né “del suo sottosegretario delegato che è stato anche mio dipendente per 5 anni agli Affari sociali, quando ancora non era una celebrità”.

L.

Vuoi vedere che non sono neanche in 20?

Sono quasi le 11

Tra un po’ qualcuno chiederà l’appello per dare inizio ai lavori del Consiglio comunale. In seconda convocazione. Quindi non 31 consiglieri per dichiarare valida la seduta, ma 20. E su questa quota che, però, è stata fatta un po’ di confusione. Perchè, stando al regolamento, basterebbero 12 consiglieri. Una legge (la 267 del 2000) prevede che sia presente 1/3 dei consiglieri che, nel caso del Comune di Napoli è, appunto, 20.

Seduto tra i banchi dell’Aula, c’è qualcuno che con una mano tiene il foglio con i nomi dei consiglieri con l’altra il telefono e chiama a raccolta la maggioranza.

“Vuoi vedere che non hanno nemmeno i 20?”, mi fa uno del Pdl e ride di gusto, pensando che i suoi colleghi non conoscano le regole né abbiano letto, sul giornale di oggi, che il numero richiesto non è 12.

Ma i 20, alla fine, ci sono. Anzi sono addirittura 31 e dire che oggi nemmeno servivano.

City council can start.

L.

Fanno strada le ragazze che si lasciano invidiare

Sono stanca.

Stanca, stanca.

Ora vorrei farmi una corsetta sul lungomare e andare in Consiglio con la socia e invece devo tornare al corso.

Mi sento un po’ fuori dal mondo, sono tre giorni che non lavoro e sto impazzendo.

Ieri per esempio c’era una riunione politica e io sono impazzita al pensiero che non ne potevo scrivere e per sapere che è successo dovevo affidarmi alle agenzie, ai giornali. Cioè, io devo leggere dagli altri? Pazzesco. Il corso non mi piace per il semplice motivo che mi sono annoiata ogni singolo giorno di lezione della mia vita. E poici sono i saccentoni insopportabili, mentre io sto lì zitta  e ascolto perché, avendo studiato poco, ogni informazione per me è vitale. È ben noto infatti che io, come saccente ma geniale, ho una reputazione da difendere e dunque evito di parlare a sproposito e soprattutto di interrompere fastidiosamente il presidente del Tribunale che poi va a finire che me lo ritrovo di fronte per un caso di diffamazione e magari lui se lo ricorda.

Oggi faremo la correzione della prima simulazione, speriamo bene. Anche se so che sul questionario ho fatto un disastro, ma almeno non ho scritto, come so che ha fatto un ragazzo, che l’ingiuria “è l’insulto che avviene in una stanza chiusa”. Molto da imparare, poco da ridere, ma insomma, qualche bel momento non ce lo facciamo mancare.

La cosa peggiore, se è possibile ci sia di peggio oltre la saccenza degli ignoranti, è che questi ragazzi puzzano. Non ho capito se si lavano poco, affatto,male, in ogni caso è certo che non usano il deodorante.

Avrei sperato di incontrare qualche collega “amico”. Un paio di volti conosciuti ce ne sono , ma non sono quelli con cui rido e scherzo ogni giorno della mia esistenza lavorativa. E questo mi dispiace perché mi avrebbe rassicurato molto.

Nel frattempo in Italia ci sono notizie bomba: Fini ha fondato il suo partito. No, non lo aveva già fatto prima perché quella era una corrente interna al Pdl, un po’ come nella Dc, e poi un movimento. A proposito, ora che ci penso è meglio che mi riguardi qualcosa della Dc. O potrei chiedere a mammà, se solo la vedessi.

Ah, Tiziano Ferro è felice di essere gay. Sì, sì, è gay. (Ma dai???).

E per intenderci, i bastardi erano altri.

E ora sto sentendo questa qui Le ragazze, Gianna Nannini

A.