Archivi del giorno: ottobre 28, 2010

La redazione dei giornalisti randagi

Anche stamattina ero di guardia in Prefettura perché “non si può mai sapere se, ad horas, Berlusconi e Bertolaso decidano di venire lì dopo Acerra”. Sola, per fortuna c’era il sole e non faceva freddo. Ore di attesa, stavolta inutili, perché alla fine non è venuto nessuno, nemmeno i sindaci vulcanici per la riunione tecnica. Oggi no.

Però sono tornata a casa, ho sistemato un po’ di cose e poi di corsa ancora a lavoro. Perché Ranieri ha ufficializzato la sua candidatura alle primarie del centrosinistra per scegliere il nome di chi dovrà competere per la poltrona di sindaco di Napoli. Gli conviene con tutti i guai che ha la città?

Vuole le primarie e le vuole subito perché il candidato poi dovrà lavorare per “risalire la china”. Un’affermazione che non lascia molto spazio all’interpretazione, è sintomo che qualcosa che non va il centrosinitra l’ha fatto altrimenti non ci sarebbe da risalire alcuna china. La data che lui vorrebbe è quella del 28 novembre. Domani si riunirà la direzione provinciale del Pd e discuteranno anche di questo.

Lo slogan che ha scelto è “Non c’è problema che non si possa risolvere”. La scritta è azzurra per la prima parte (Non c’è problema) il resto è bianco sullo sfondo azzurro. La base è a strisce trasversali ‘bejoline’ (io e la socia siamo d’accordo sul colore) e ricorda molto la grafica di Mister Kentucky. In sé non è male, però, se hai fame non aiuta la concentrazione. A curargli la comunicazione pare sarà Velardi. La notizia attende solo l’ufficialità, ma la socia lo sa per certo e lei l’ha scritto anche nei suoi pezzi. Io, invece, no perché le indiscrezioni non sempre ci interessano.

Siamo state fortunate (sì, perché stavolta ci siamo andate insieme e “in due appariamo tre testate”) nonostante l’ora infelice – le 18 – e un intervento fiume di Ranieri su Napoli e le cose da fare e non fare, dove intervenire, cosa modificare, quanti asili nidi servono ancora, case, vicoli e palazzi…

La sala del cinema era piena. La socia ha fatto un rapido calcolo di file  e poltrone 16×17: 272 posti a sedere in tutto qualche altra decina in piedi ai lati. Ma sì, 400 persone in tutto. Un vasto parterre di esponenti del partito, nazionali, locali, assessori ed ex, consiglieri e poi qualche spia, almeno un paio, venute a vedere chi c’è, a sentire cosa dice.

E adesso stiamo aspettando che una piccola strega ci faccia sapere cosa intende fare, se vuole davvero vederci o se ci appende di nuovo.

L.

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L’immondizia di una giornata qualsiasi

Cinque minuti di calma in questa giornata, mentre aspetto la socia con cui andare alla seconda conferenza di oggi (la prima me la sono beccata mentre lei faceva la posta alla Prefettura, dove non succedeva un cazzo, ma forse pensavano che se ne fuggisse).

Per inciso, oggi ho cambiato dei pantaloni da Zara che la S mi va larga, preso un caffè con la socia, sentito una conferenza, dettato delle notizie, preso aperitivo con socia e un amico, raccolto notizie, mangiato, scritto due pezzi, raccolto altre notizie varie ed eventuali.

La brutta notizia è che l’emergenza rifiuti versione 2010 si sta complicando, almeno così mi sembra.

Hanno riaperto la discarica a Taverna del Re (tecnicamente è un sito di trasferenza) e subito è scoppiata la protesta per cui finora non è entrato manco un sacchetto. A Chiaiano hanno paura e hanno protestato fino a metà notte: pochi sacchetti. Gli stir vanno a rilento: pochi sacchetti. Terzigno è ancora chiusa: niente sacchetti.Mò, noi, sti cavolo di rifiuti, dove li dobbiamo mettere?

Il premier, in visita al termovalorizzatore di Acerra che funziona benissimo e anzi in Campania ce ne vogliono 4, dice che entro due.tre giorni Napoli sarà pulita. Spero che abbia ragione, ma le montagne di rifiuti dove le mettiamo, considerato anche che la legge in vigore (quella che sanciva la fine dell’emergenza, ma la nostra è talmente infinita che continua anche dopo essere finita) prevede la provincializzazione dei rifiuti. Ovvero: i sacchetti di Napoli si smaltiscono a Napoli, mica a Salerno. Manco se glielo chiedi per pietà, come Caldoro aveva fatto: le altre province subito erano pronte a protestare.

E noi, sinceramente, di proteste siamo già pieni.

Non ho molta voglia di entrare nel dettaglio dell’emergenza rifiuti, del perché e del come, che se iniziamo poi ci vuole un libro. Gli annunci ci piacciono e se ci levano dall’imbarazzo del vivere nell’immondizia noi siamo ben lieti. Ma il problema è strutturale e finché non risolviamo quello staremo sempre punto e a capo. Ecco, pensiamo un po’ a questo, che delle donne del premier alla fine ce ne frega di meno. O sarà fatto apposta?

A.