Archivi del giorno: novembre 11, 2010

Quando vorresti una vita di riserva

Ieri è stata una di quelle giornate che andrebbero cancellate. Ho cominciato presto, praticamente all’alba per i ritmi che abbiamo di solito, e alle 9 ero già operativa, in strada. Perché i ragazzi del Centro don Bosco di Napoli hanno pregato Gesù affinché mandi qualcuno a togliere la monnezza dalle strade visto che i rifiuti continuano ad accumularsi.

Si sono sistemati in strada con gli striscioni e accompagnati da educatori, professori e padri salesiani, hanno recitato: “Gesù, manda chi vuoi tu a prendere la monnezza quaggiù”, poi è stata la volta del Padre nostro. E tutto bloccando la strada e facendo incazzare la gente che doveva andare a lavoro. L’autista di un autobus ha addirittura consigliato al prete di smetterla “altrimenti t’abboffo ‘e mazzate”. Perché proprio non capiva il motivo per cui scomodare Dio.

Sono tornata a casa, pensando di aver finito, di avere un paio d’ore prima dell’appuntamento pomeridiano e mi ero sistemata davanti al pc per assistere alla conferenza di Caldoro sui primi sei mesi di governo regionale.

E invece no! Mi hanno spedita a casa di un signore morto lunedì scorso al quale non avevano ancora fatto i funerali per l’assenza di un certificato della Asl. Il punto è che questo signore è morto a Caserta e poi è statotrasportato a Napoli e le Asl si sono rimpallate la responsabilità di firmare questo certificato. Intanto i familiari si tengono il morto a casa, nel suo letto.

Sono tornata a casa poco prima delle 15, il tempo di scrivere, cambiarmi e scendere ancora una volta perché “C’è una cosa alla Camera di Commercio che va seguita”. Sempre in macchina (altrimenti non ce l’avrei fatta), ho raggiunto piazza Borsa, parcheggiato e poi seguito questo convegno sui rischi che corrono le aziende nel passaggio generazionale, quando il padre decide di lasciare le redini e passare il testimone al figlio.

Un imbecille di ufficio stampa mi ha messo addosso una fretta pazzesca e poi ha precisato: “Sai, Mattino e Repubblica stanno aspettando il tuo lancio”. E questo in presenza di un collega di un’altra agenzia. Ora, io credo che gli sia mancato tatto e penso che sia mancato anche a me visto che gli ho risposto: “Non lavoro per nessuno dei due giornali, se hanno tanta fretta, mandino qualcuno dei loro!”. Quell’imbecille, non solo mi ha guardato un po’ contrariato (schus eh, ma mica fatico per te?) ma si è pure lamentato con altre persone! Cose ‘e pazzi!

E poi volevo uscire. Ho tempestato la socia di telefonate. Lei avrebbe preferito restare a casa a vedere la partita perché, dice, “nei locali non si vede bene”. Alla fine l’ho convinta e quando sono andata a prenderla ha detto: “Potrei denunciarti per stalking”. Poi siamo uscite e il Napoli ha vinto con un gol di Lavezzi praticamente al 94esimo minuto.

L.

Annunci