Archivi del giorno: novembre 13, 2010

Il presidio quasi inutile

Si vede dagli occhi che proprio non ce la faccio più. Ho bisogno di dormire per cui, tra poco, mi infilo nel letto e buonanotte a tutti.

Stamattina ero a Napoli perché ieri, dopo l’ennesima riunione in Prefettura, sono rimasta a dormire dalle ragazze. Fumata nera per la situazione rifiuti a Napoli: le altre Province non ne vogliono sapere della nostra monnezza. Solo Salerno, oggi, ha detto che ancora una volta possiamo sversare a Battipaglia qualcosina e da qualche minuto Caserta ha detto che accoglierà 1.500 tonnellate. Forse Napoli per un po’ tornerà a respirare. Da Avellino ancora nessuna risposta, mentre Benevento resta fuori dai giochi perché la sua discarica sta già inguaiata di suo.

Ho trascorso l’intera giornata davanti alla Prefettura perché ieri l’assessore G.Romano aveva detto che probabilmente ci sarebbe stata una riunione, ma “non si sa a che ora”. Fonti male informate hanno detto ai miei che l’incontro era fissato per le 11 e così ho fatto appena in tempo a tornare a casa, mettere qualcosa di pulito e tornare in centro.

Un presidio quasi inutile perché lì non è arrivato nessuno. Le poche notizie che sono riuscita ad avere sono state per lo più indiscrezioni su riunioni in corso altrove e che pure hanno causato qualche guai alle fonti (altre e stavolta bene informate) perché è ovvio che avrebbero preferito che non si sapesse nulla.

Il sonno e la stanchezza hanno cominciato a prendere il sopravvento. Caffè, passeggiate in via Roma e via Chiaia, chiacchiere, telefonate interminabili fino a quando non è arrivata la certezza che non ci sarebbe stata nessuna fottuttissima riunione oggi.

L’incontro potrebbe tenersi domani, ma visto l’ok di Caserta, potrebbe anche non esserci niente. A me, comunque, non interessa perché è domenica e io dormirò. La patata bollente passa ai miei perché “tu domani stai sciolta, riposati” e “non ti ho chiamato prima perché mi vergogno un po’ a tenerti da stamattina in piazza”.

L’ultimo lancio è passato poco dopo le 18. Poi mi sono rimessa in macchina per tornare a casa, ho scelto una strada senza traffico e ho fatto fatica a restare attenta per la stanchezza. Ora ho solo voglia di dormire.

L.

Annunci

Too much rain

Dopo l’alluvione in Veneto gli imprenditori della zona si sono ribellati all’indifferenza che avvolgeva la loro tragedia.

“O ci aiutate o non paghiamo le tasse” e via manifestazioni, slogan e contestazioni al premier.

Gli aiuti sono arrivati, è partita una gara di solidarietà che ha visto attivamente coinvolta la Campania, nonostante gli amici del Nord non ci vedano di buon occhio, in genere. Ma i soldi, si sa, non puzzano.

Il Corriere, il tg La7, il Corriere del Veneto hanno dato il via a una raccolta fondi, si aderisce inviando un messaggino. E c’è pure un conto corrente.

Nel Nord Est arriveranno i fondi europei. E pure Angelina Jolie, riferisce il Corsera, sta seguendo la vicenda.

A Sud di Salerno c’è stata un’altra alluvione. I fiumi esondati, gli sfollati, le centinaia di migliaia di persone senz’acqua, le autobotti della Protezione Civile, l’ultima mission ufficiale di Bertolaso nel suo ultimo giorno di lavoro prima della pensione. I tg hanno trasmesso le immagini delle bufale trascinate dalla piena, molte sono morte. Quelle che hanno resistito alla furia del Sele hanno subito un trauma che potrebbe danneggiare il latte. Addio mozzarella Dop.

Quella zona la conosco bene perché lì ho una casa che apparteneva alla famiglia di mia nonna. Il Vallo di Diano s’è trasformato nel Lago di Diano. Strade e strade sono state chiuse, i danni si contano ancora, anche quelli che non finiscono sui giornali.

Ma qui non è partita alcuna gara di solidarietà e sotto l’articolo che parla della tragedia a Sud di Salerno il Corriere chiede un aiuto del Veneto.

A.

Rotolando verso SudD

Sono stanca morta.

Non che oggi abbia fatto chissà cosa, rispetto ad altre giornate decisamente peggiori, però il venerdì mi crolla addosso la stanchezza di tutta la settimana. Sono andata alla fondazione Sudd, quella di Bassolino, che ha parlato di tutto lo scibile umano e in particolare di rifiuti. Questo dopo essersi lasciato andare al ricordo dolceamaro dei suoi tempi da sindaco, quando sognava d’essere il nuovo Comandante (a proposito, su Achille Lauro c’è un libro di Carlo Maria Lomartire intitolato proprio ‘O comandante, molto carino. L’ho letto perché all’epoca lavoravo da Guida e organizzai la presentazione nella Saletta Rossa. Venne proprio Bassolino e lì effettivamente si autoidentificò come il nuovo Lauro) e decise di porre fine alle mani sulla città facendo il nuovo piano regolatore. Che però c’ha dei limiti e lo ha ammesso lui stesso. Intanto è andata a finire che “se uno vuole ristrutturare il cortile di un palazzo non ci riesce, bisognava, fatte le regole, ideare degli strumenti per snellire i tempi”. E poi il progetto periferie è fallito, perché “si voleva ampliare la società, creare un ceto medio a Scampia. La metropolitana doveva portare dalla periferia in centro, ma anche dal centro in periferia, però non non ci siamo riusciti”. Intanto però,e l’ha detto con orgoglio, come non lo vedevo fare da tempo visto che alla fine del suo governo gli arrivavano coppetielli da tutte le parti, Napoli è stata la prima città a dotarsi del Prg post elezione diretta del sindaco. Siccome lui è il primo sindaco eletto direttamente dal popolo, Bassolino è stato il primo a fare il Prg. Non come Milano, ha detto lui, che ha scelto di non dotarsi le regole. Però a Milano l’economia funziona. “In assenza di regole, a Napoli c’erano i palazzinari”. A quel punto, quando ha iniziato a raccontare del consiglio comunale che lo accusava di voler costruire troppo a Bagnoli, e ricordando che a quell’epoca si riuniva ancora nella sala dei Baroni, ho pensato che forse Francesco Rosi con “Le mani sulla città” ha fatto qualche danno collaterale.

Ringalluzzito dal fatto che ormai gli insulti di tutta Italia se li prende solo Rosetta, vedi sui rifiuti, ha rivendicato il suo valore politico:”Per tutto un ciclo ci siamo mossi su alcune idee. Quali sono quelle dei prossimi anni? Stento a vederle, e invece bisognerebbe concentrarsi proprio su questo”. Affianco a lui c’era Andrea Cozzolino, uno che potrebbe scende in campo per le primarie, e giustamente taceva. Perché su una cosa a Bassolino proprio non gli si può dare torto: qui di idee ce ne sono ben poche. Vorrei essere fiduciosa per il futuro, ma gli atti di fede non fanno per me. Ad ogni modo, dopo aver ricordato che nell’emergenza 2008 che per lui era tre anni fa c’era corresponsabilità e che però all’epoca s’è fatta solo campagna elettorale sui rifiuti per cui nessuno ha pensato a soluzioni strutturali, e suggerito a Berlusconi di acchiappare Bersani e qualche tecnico qualificato per trovare una soluzione, ha finalmente smesso di parlare e io e i colleghi siamo scappati.

A casa sono arrivata alle 8 e mezza, avevo un’apertura più altre 40 righe da scrivere ed era l’onomastico di mio padre per cui c’era gente a cena. Ho scritto talmente in fretta che potrebbe essere uscito di tutto, per sedermi a tavola col fiatone quando mamma ha portato la pasta (tempismo miracoloso). Ma quando mia cugina mi ha chiesto di scendere a bere una cosa proprio non ce l’ho fatta e ho detto di no, anche se avrei voluto. Il fatto è che domattina non posso dormire, perché alle 10 devo essere all’Ordine per il seminario, ci incontriamo per discutere delle tesine e dell’orale che non sappiamo quando sarà perché all’Odg nazionale si sono dimenticati di noi. E io non ho nemmeno una tesina che mi piaccia.

A.