Archivi del giorno: dicembre 22, 2010

“Casa, terra e lavoro”

“Sotto l’albero casa, terra e lavoro”. Caldoro forse si sente un po’ Babbo Natale, mentre lo dice. In linea di principio i provvedimenti della Regione possono anche essere buoni, ma è da vedere nei fatti cosa accade. E soprattutto se, nei bandi per il Piano lavoro, c’è davvero qualcosa anche per noi targato gs o cs.

Prima di arrivare a Santa Lucia, ho fatto in tempo a tamponare uno che si è fermato in curva, all’improvviso. Io non l’ho visto e ci sono andata a sbattere. Mo, lui ha ragione e io torto, però non è che ci si può fermare in curva come se niente fosse. Niente di rotto, ma tanta paura.

È stata una conferenza “interassessoriale” come l’ha definita Nappi, l’assessore al Lavoro. Nell’ordine ci hanno spiegato Piano Casa versione 2010 (e io l’avevo imparato a memoria, avendo seguito la cosa dalla prima stesura con Bassolino e poi i Consigli infiniti), poi il piano di sviluppo rurale e, dulcis in fundo, i primi bandi per il lavoro.

I miei ci hanno mandate in due, ma una soltanto ce l’avrebbe fatta lo stesso, come dimostra anche il fatto che tutti gli altri erano soli. Ad ogni modo, io ho seguito casa e lavoro, mentre l’altra collaboratrice il piano agricoltura.

Stavolta c’era anche la socia. Meglio così, certe cose, in due, si affrontano meglio. Perché è tutto il contorno, a volte, che complica fatti semplicissimi. Al termine della triplice conferenza – “Avanti il prossimo”, sembrava di stare a un esame all’università – io e la socia siamo andate a occupare i pc nella stanza di Nappi, che per un po’ è diventata la redazione dei giornalisti randagi.

C’è una cosa su tutte che mi ha colpito e che nei pezzi non ho scritto. Nappi, prima di andare via ha detto che se il lavoro è stato fatto in tempi record “è grazie a un gruppo di persone che in cambio ha ricevuto solo il mio grazie”. Tra queste c’è una nostra amica, quella che da quando si è insediata la nuova Giunta, noi non siamo state in grado di incontrare perché lei arrivava distrutta a sera.

L.

La via dei pastori

Sono rientrata a pieno ritmo nella quotidianità lavorativa. E ne sono contenta, ieri quando me ne sono accorta ho sorriso, perché davvero mi mancava.

Ieri per lavoro sono stata a San Gregorio Armeno, perché Genny Di Virgilio consegnava la statuina che la raffigura alla Polverini. Un orario scomodissimo, le tre, ci sono andata con la borsa piena di regali perché ho saltato il pranzo in favore dello shopping. Ma andarci è stato bello, anche se qualcosa è cambiato pure lì. San Gregorio Armeno è uno degli angoli di Napoli che mi piace di più, in assoluto. Io lo trovo magico, con tutti quei pastori e quelle botteghe che sembrano lì da secoli. È come se mi riportasse indietro ai migliori ricordi del Natale, come fosse rassicurante.

Comunque, dicevo, è venuta la Polverini ed è pure simpatica, molto più di quanto immaginavo. E a fine lavoro, mentre tornavo a casa, sono riuscita pure a prendere un pezzo nuovo per il mio presepe, che ogni anno compro qualcosa ma non ne avevo avuto il tempo.

Poi ho dovuto scrivere del caos Madre e Mercadante. A Largo Donnaregina i lavoratori, già in cassa integrazione, sono in sciopero a oltranza e io ho iniziato il mio pezzo ricordando che per loro non sarà affatto un buon Natale. Perché possiamo parlare quanto vogliamo degli sprechi di Basssolino, ma alla fine chi ci rimette non è certo lui. Al Mercadante è successo un casino perché il cda ha revocato l’incarico al direttore De Rosa per darlo a De Fusco. Pratiche da spoil system, perché il primo era indicato dal centrosinistra, questo dal centrodestra, ed è inutile negarlo. Solo che i tre consiglieri del Comune hanno votato contro De Rosa (nonostante l’assessore competente, Nicola Oddati, sostiene di aver dato indicazioni contrarie) e quindi ora Palazzo San Giacomo chiede la loro testa.

Nel frattempo a Napoli c’è ancora la munnezza. Pure il sindaco, che è solita essere talmente ostinata da non vedere l’evidenza, si è arresa e ha detto che passeremo Natale con l’immondizia.

E ora vado a prepararmi, perché seguo una cosa con la socia e prima ci prendiamo un caffè per iniziare bene questa giornata.

A.

Ps. Ieri la Polverini ha detto una cosa che mi è piaciuta. A chi le chiedeva come avesse trovato Napoli ha detto “Sì, vabè, ci stanno i rifiuti, ma Napoli è sempre magnifica”. E al di là dei rifiuti, hanno insistito?. E lei: “Napoli è Napoli, come Roma e Roma. Non puoi cambiarle, sono così e sono bellissime”. Un po’ di questo entusiasmo, dalle nostre parti, non guasterebbe.