Archivi del giorno: gennaio 5, 2011

Anno nuovo, monnezza vecchia

No, la Iervolino non ci crede che la soluzione sia vicina. La sua preoccupazione è che dopo il 10, quando cioè Caserta smetterà di accogliere i rifiuti di Napoli, la città torni punto e a capo. E questo nonostante l’incontro di ieri a Palazzo Chigi, durante il quale pareva fosse stato siglato un accordo per l’apertura di due discariche per risolvere la questione nell’immediato e poi siti di trasferenza e i famigerati termovalorizzatori.

Eppure lei stasera, a una cosa di beneficenza per la Befana, ha detto che ieri a Roma hanno solo “deciso di decidere” perché le decisioni, quelle “concrete” non sono state prese. Ha mantenuto la calma mentre parlava, ma si vedeva che era un po’ irritata. Basta seguirla in giro una decina di volte per capirlo: quando Rosetta si incazza, non lo chiama per nome il suo interlocutore, ma solo con il ‘titolo’ che ha. Così stasera non era Caldoro che non si decideva, ma il presidente della Regione.

Intanto, l’ipotesi di riaprire la discarica di Macchia Soprana, a Serre, è bastata da sola a far gridare alla protesta. E lo stesso vale per Visciano, area Nolana, dove il sindaco ha detto di essere pronto a usare il tricolore come sciabola. Dopo Terzigno, gli scontri, la guerriglia e la cancellazione di Cava Vitiello dalla lista delle discariche da realizzare, come dare torto a chi pretenderà che gli invasi non insistano sul proprio territorio?

E Chiaiano si avvia alla saturazione.

Insomma, la monnezza ce l’abbiamo ancora per le strade. Napoli respira e intanto la provincia soffoca. Caldoro, entusiasta (di che cosa poi?) all’uscita da Palazzo Chigi, ieri ha detto che entro il 15 sarà pulita anche la Provincia.

Nuove promesse e forse nessuno ci crede più.

L.

His girl friday

Il dialogo più lungo e veloce della storia del cinema…. Il mio film preferito.

Hildy: Vedo che sfoggi la solita grinta.
Walter: È la prima volta che mi giostro un governatore, cosa posso fare per te?
Hildy: Ti dispiace se mi metto a sedere?
Walter: C’è sempre stata la lampada alla finestra per te!
[Walter fa cenno a Hildy di sedersi sulle sue gambe.]
Hildy: Sono già saltata da quella finestra molto tempo fa.
[Walter prende una sigaretta.]
Hildy: Posso averne una anch’io? Grazie… e un fiammifero… grazie.
Walter: Bene bene, quanto tempo è?
Hildy: Quanto tempo è cosa?
Walter: Andiamo, lo sai, quanto tempo è che non ci vediamo noi due?
Hildy: Fammi pensare un attimo, 6 settimane a Rino, poi le Bermuda, 4 mesi circa direi. Eppure mi sembra ieri.
Walter: Forse era ieri Hildy. Di un po’, ti sono mai comparso in sogno?
Hildy: No, no non funziona più, non mi riconosceresti per come sono cambiata.
Walter: Oh, sì, invece. Ti riconoscerei sempre ovunque in qualsiasi momento…
Hildy: «…sempre, ovunque»: ah, ti stai ripetendo, caro, queste sono le parole della tua dichiarazione.
Walter: Noto che te le ricordi ancora.
Hildy: Certo, è perché le ricordavo che ho divorziato.
Walter: Eh, questo non te lo perdonerò mai.
Hildy: Questo che?
Walter: Il divorzio! Mia cara.
Walter: Una cosa che ti fa perdere la fiducia in te stesso, ti dà la sensazione di essere superfluo.
Hildy: Per la verità i divorzi servono proprio a questo.
Walter: Ah, tu hai un’idea all’antica del divorzio, come se fosse eterno, fino a che morte non vi riunisca. Oggi però il divorzio non vuol dire più niente, Hildy, sono 2 parole dette da un giudice distratto. Ma tra me e te c’è qualcosa che non potrà cambiare mai!
Hildy: Uhm, beh in fondo hai ragione, in un certo senso.
Walter: Certo che ho ragione.
Hildy: Tu mi piaci, sì, questo è vero. Vorrei che tu non fossi un lestofante.
Walter: Oh, senti, io…
Hildy: Perché avevi promesso di non opporti al divorzio e poi invece hai fatto di tutto per ritardare e insabbiare la faccenda.
Walter: Ah, le mie intenzioni erano buone, ma sai com’è… Non ti manca tanto l’acqua come quando il rubinetto è asciutto.
Hildy: Un lumacone della tua specie, che noleggia un aereo per scrivere in cielo: “Hildy pensaci bene non dimenticare mai il tuo dolce Walter”. Anche il giudice corse alla finestra per vedere cosa succedeva.
Walter: Beh, non faccio per vantarmi, ma al momento mi sembrò un’idea più che eccellente. Dopo tutto ero un marito che non voleva veder distrutto il suo focolare domestico.
Hildy: Quale focolare?
Walter: Ma come quale? Quello che ti avevo promesso, non te ne ricordi?
Hildy: Ma come no, per inaugurarlo dopo la luna di miele vero? Bella luna di miele!
Walter: Non è colpa mia se proprio allora ci fu una tremenda frana in quella miniera. Io volevo passare la luna di miele con te, Hildy, te lo giuro.
Hildy: Tutto ciò che so, è che invece di 2 settimane ad Atlantic City con mio marito, ho passato quasi 2 settimane in una miniera come cronista! Non vorrai negarlo, spero.
Walter: Negarlo? Ne sono orgoglioso, abbiamo battuto tutti con quel servizio!
Hildy: E anche se fosse? Non mi ero di certo sposata per questo! Oh, ma tanto a che serve? Senti, senti un attimo: quello che sono venuta qui a dirti è di smetterla di telefonarmi dodici volte al giorno e di mandarmi dieci telegrammi…
Walter: Vado forte con i telegrammi, vero? Lo dicono tutti quanti!
Hildy: Vuoi ascoltare quello che devo dirti?
Walter: Lo so, lo so, non vale la pena litigare, sei tornata per lavorare qui con me al giornale, se vediamo poi che da buon amici non funziona, ci risposiamo di nuovo!
Hildy: Cosa, come?
Walter: Certo, io non ti serbo nessun rancore, tesoro.
Hildy: Oh Walter, sei un vero fenomeno, anche se detestabile. Ma vuoi stare un po’ zitto fino a che ti ho detto ciò per cui sono venuta a dirti?
Walter: Andiamo a mangiare qualcosa? Che ne dici?
Hildy: Ho già un impegno per il pranzo.
Walter: Disdicilo!
Hildy: Non posso disdirlo!
Walter: Ma sì che puoi!
Hildy: Lasciami le braccia! Vuoi mettermi le manette?
Walter: Ehi, calma, calma.
Hildy: Stai a sentire, caro Walter, tu non sei più mio marito, non sei più nemmeno il mio capo, dimenticami per sempre.
Walter: Cosa diavolo vorresti dire?
Hildy: Proprio quello che ho detto.
Walter: Che non ritornerai a lavorare al giornale?
Hildy: Bravo, giusto, azzeccato in pieno, signor Burns.
Walter: Aaaah, hai un’offerta migliore!
Hildy: Ma certo che ho un’offerta migliore!
Walter: E va bene, accetta pure, lavora per qualcun altro! Ecco qual è la tua gratitudine…
Hildy: No, non esagerare…
Walter: Te lo dico cos’eri quando sei venuta a lavorare cinque anni fa: una ragazzina diplomata in giornalismo con l’aria da bambolona!
Hildy: Se non avevo quell’aria lì, non mi assumevi!
Walter: È che mi era sembrata un’ottima idea poter avere in redazione una bella bambolona!
Hildy: Ascoltami Hildy!
Walter: Io ho fatto di te una grande cronista che però non varrebbe la metà in un altro giornale!
[Scoppia una litigata incomprensibile.]
Walter: E va bene, come vuoi…
Hildy: Ascoltami, Walter, ti prego, il giornale dovrà arrangiarsi senza di me e anche tu, non ha funzionato, Walter.
Walter: Avrebbe funzionato se tu ti fossi accontentata di fare la cronista, ma no signore, tu hai voluto sposarmi e rovinare tutto.
Hildy: Ah, perché, è così? Io avrei chiesto la tua mano?
Walter: Beh, praticamente sì, perché per due anni interi mi hai fatto gli occhioni languidi: oh Walter! Eppoi la sera in cui mi sono dichiarato ero sbronzo, se tu fossi stata una signora non avresti fatto caso a quello che dicevo!
Hildy: Brutto villano!
[Hildy lancia una borsa a Walter.]
Walter: Oh, oh, non hai più l’occhio di una volta, miravi meglio!

A.