Archivi del giorno: gennaio 14, 2011

Chattin’ room

– dov’è piazza di pietra a roma?
–  hai presente il negozio che vende tutte le cose di legno? lì vicino
–  sì, ho capito.
–  è un posto meraviglioso e ci sono tre locali uno meglio di un altro. uno è un ristorante, poi c’è un’enoteca e l’altro è un club per chiattilli stupendo
–  ♥
–  dobbiamo tornare a roma e andiamo a bere all’enoteca. calice di vino 5 euro compresi migliaia di stuzzichini. ci andavamo a cenare
–  dobbiamo tornare a roma e rimanerci
– eh. ecco un ottimo proposito per il 2011
– sì, appunto (dopo le comunali però ia)
– eh sì, altrimenti ci perdiamo il divertimento della campagna elettorale

L.

La morte in terra di camorra

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È da ieri sera che ci penso, mi si è gelato il sangue nelle vene. L’incubo del cronista è trovarsi di fronte la morte dei propri cari. L’incubo di chi fa questo mestiere è di non raccontare il dolore, perché il dolore è tuo.

È quello che è accaduto a Mary Liguori, e io non riesco nemmeno a immaginare come si senta. Ho vissuto una brutta esperienza in passato, ma non paragonabile a questa. Le parole, in queste occasioni, si sprecano e io non ho voglia di farlo. Ne sto vedendo tante perché ognuno poi fa quel che si sente, mi fa ridere chi in un articolo sul giornale di oggi l’ha etichettata come “pubblicista”, mi ricorda un po’ le lotte sul titolo dell’omicidio di Siani. Al congresso di Bergamo della Fnsi l’hanno definita freelance, da queste parti la parola non esiste, esiste solo una miseria a pezzo e il fatto che il contratto non l’avrai mai, che ti hanno fregato, insomma. C’è la lettera della redazione del Mattino, chi minaccia ferro e fuoco, c’è il suo capo che la invita a non mollare. E la cosa più sensata finora l’ha detta lei. Un uomo onesto non può morire così.

A.

Ps. Inutile dire che le semicroniste sono vicine alla collega. Fatti forza.