Delfini, lapsus e candidati

Non voleva parlare di primarie. Bassolino, quando ha presentato il suo libro, rispose che ne avrebbe parlato poi. Nemmeno alla domanda: “Andrà a votare?” ha voluto dare una risposta. C’era poco da capire chi fosse il suo candidato, quando in sala si è palesato Andrea Cozzolino, vincitore delle primarie, anche se siamo ancora tutti in attesa della comunicazione ufficiale.

Chi ha scritto di lui “stratega della Campania che fu” aveva, probabilmente, pensato che ora Bassolino avrebbe pensato alla politica come scrive nel libro e basta. Invece continua a muovere i fili del centrosinistra. Sempre lui, a una domanda sull’opportunità di rompere con il passato, ventilata da più parti e leit motiv di due campagne elettorali, per le provinciali prima e per le regionali poi, aveva risposto: “Spero che si sia più saggi per le comunali”.

Il suo delfino ha vinto. Una prova di forza, forse un segnale per dimostrare che lui c’è e può. L’hanno pensato tutti. E adesso il centrodestra dovrà per forza tenerne conto. Se come in tanti hanno già detto, a Napoli “ha vinto il sistema di potere bassoliniano” (commento di Iapicca), questo significa una cosa soltanto: lui è sceso in campo e la campagna elettorale sarà diversa da quella per le provinciali e per le regionali perché il candidato stavolta lo aggrada, non come con Nicolais o peggio ancora con De Luca. “Bassoliniano Cozzolino lo è rimasto anche se mai è stato ufficialmente il candidato dell’ex governatore. Solo ufficialmente, però, nei fatti invece sì” (Fulvio Bufi, Corriere della Sera, pag. 9, 24 gennaio 2011). E lo è ancora di più se si considera, come aveva scritto la socia in un suo articolo della scorsa settimana, che il comitato di Cozzolino è stato allestito nelle stanze della Fondazione Sudd (stesso numero di fax oltre all’indirizzo, casomai qualcuno avesse dubbi, lei lo ha precisato).

Il lapsus più bello ed emblematico della situazione compare su sito della Stampa dove Andrea Cozzolino diventa “Antonio” Cozzolino.

Io sto leggendo il suo libro. Mi hanno colpito due passaggi, tra gli altri, che, secondo me, oggi calzano a pennello. Il primo é relativo al periodo in cui, eletto in Regione, Bassolino lavora per trovare un candidato al Comune (la Iervolino) e scrive dell’avversario di centrodestra, Antonio Martusciello, “era il candidato di Forza Italia alla Regione, ma poi preoccupato di doversi battere con me, si era ritirato dalla competizione”. Il secondo è invece relativo alla sua seconda candidatura in Regione, nel 2005 “l’errore più grande”. Scrive: “Cerco di tenere sotto controllo il mio orgoglio di fronte alle provocazioni di diversi esponenti del centrodestra che vedono dietro una mia eventuale non ricandidatura la paura di affrontare il giudizio degli elettori. Sono posizioni strumentali perché ogni volta sperano in realtà che non mi ricandidi“.

Lui non è il candidato. Ma c’è da scommettere che sarà in prima linea con Cozzolino.

L.

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