Sanremo, Morandi, le bellocce e le canzoni. Ma che Festival è?

Siccome Sanremo è Sanremo e purtroppo non ci possiamo fare niente, io alla fine mi sono risoluta a guardare il festival, dopo circa 15 anni. L’ho trovato esattamente come ricordavo. Morandi sembra rincoglionito, qualcuno gli tolga il gobbo e gli dica di arrangiarsi. Tanto non può andare molto peggio senza i testi di Federico Moccia. Le sue mani sono entrate nell’immaginario collettivo del paese. Le due ragazze sono imbarazzanti. Belle son belle. Ma lo sarebbero di più se evitassero di parlare e muoversi. Clooney s’è nascosto nel tombino perché si vergogna della Canalis. B-lèn, come la chiama Gianni, non ha nessuno che si vergogni di lei perché sta con Corona, un uomo che non sa cos’è la vergogna. Per me potevano lasciare solo Luca e Paolo sul palco, sarebbe andata molto meglio.

Quello che mi colpisce di più, a parte l’abbigliamento assolutamente indegno di tutti, dai presentatori ai cantanti, sono i testi delle canzoni. Ho un sacco di domande.

Partirei da Luca Agonia e Franco Battiato. Mister Tamburino giustamente sta zitto tutta la canzone e poi canta “Io vivo nei panni di un alieno che non vola e non mi riconosco”. E ci credo. Non ti riconosciamo nemmeno noi, se è per questo. È vero che hai scritto La cura e ti abbiamo stimato per questo, ma non significa che dovevi andare in una casa di cura e recuperare questo sociopatico di Agonia! Secondo me gli autori di Sanremo l’hanno acchiappato dallo psichiatra di Tricarico.

Albano. Arriva a Sanremo vestito con la tappezzeria della poltrona di mia nonna, dopo anni di felicità prova a fare una canzone impegnata. Amanda è libera, tutta l’Italia sogna che Albano vada in galera per oltraggio alla musica. Tutta tranne le over 80 che ai suoi urli di cui tutti, francamente, faremmo volentieri a meno, vanno in visibilio e infatti ieri si sono fatte spiegare dai nipoti che seguono Amici come funziona il televoto e hanno speso la pensione per ripescarlo.

Davide Van de Sfroos. C’ho messo due giorni solo per capire il suono Sfroos. Arriva vestito a metà tra un cowboy e un barbone, con giacche di pelo improponibili e cappelli allucinanti. Qualcuno gli deve aver detto che anziché sulla riviera dei fiori stava andando al Carnevale di Rio. Il suo look è imperdonabile. La canzone ha una musica carina ma per i commenti ci fermiamo qui perché nessuno ha capito cosa dice tranne sua madre. Geniale da parte degli autori vietare fino allo scorso anno il dialetto napoletano e poi far cantare in laghé.  Comunque ho il vago sospetto che le parole facciano cagare.

Anna Oxa ha un’anima d’uomo. E fin qui, avremmo potuto vivere tranquilli, continuare con le nostre occupazioni. Il problema è che poi è comparsa sul palco dell’Ariston in vestaglia e pigiama, con i capelli del cantante dei Tokio Hotel e un trucco che ha fatto piangere Diego della Palma per tre giorni di fila. Quando poi inizia a urlare abbiamo tutti consapevolezza che staremo uniti. Nell’avere gli incubi la notte. Menomale che è andata.

Max Pezzali con il suo secondo tempo ci convince ancor di più che i supplementari sono una cosa ingiusta. La prima sera è venuto vestito come un barbone alla mensa della Caritas. La seconda s’è messo la maglietta da yankee del fratello minore, i jeans stracciati e la giacca della domenica di Repetto. Che vedendolo a Sanremo è stato perfettamente soddisfatto del suo lavoro da animatore a Disneyland Paris. Meglio pupazzo che coglione. La canzone non la giudico perché è uguale a tutte le altre.

La canzone di Roberto Vecchioni mi piace. L’ex maestro di scuola riesce a steccare pure lui e io mi chiedo: ma si sono rincretiniti tutti o i fonici stanno pisciando in continuo? Comunque, poco da dire. Se non che batte qualche record perché riesce a dire amore venti volte in tre minuti.Questa maledetta notte dovrà pur finire, sì. Il problema è che quelle di Sanremo sono cinque e ne mancano ancora due.

Francesco Tricarico. Ho paura di parlare di Tricarico perché essendo una persone evidentemente disturbata la potrebbe prendere a male. Un giorno in manicomio gli han detto che avrebbe fatto un figurone se fosse arrivato a Sanremo con una canzone sulla bandiera nel 150simo dell’Unità di Italia e della Repubblica di Morandi. D’altronde il Principe e Pupo non avevano tentato la stessa paraculata? Parlare del suo abbigliamento sarebbe come sparare sulla croce rossa, un po’ come parlare delle sue qualità di cantante.

Nathalie vive sospesa. Sarà per questo che non si rende conto che avendo i polpacci da calciatore non è proprio indicato comparire con gli anfibi? Ma cosa t’ha messo in testa tua mamma? Se proprio vuoi fare l’alternativa mettiti una gonna lunga, così almeno non ti vediamo le gambe. La canzone a qualcuno piace, secondo me urla troppo.

Emma Marrone e i Modà. Santo cielo, come urlano pure loro. Troppo. Ma qualcuno ha spiegato a questa gente che cantare non equivale a strillare come suini in punto di morte? Altri due appunti. A me il ritornello ricorda “Riderà”, se non erro di Little Tony. Poi è vero, siamo tutti tristi per l’operazione di Sangiorgi dei Negramaro che ha fatto saltare il tour. Ma cari Modà, questo non significa che dovete provare a rimpiazzarli con una canzone così palesemente Negramaro Giuliano poi sta male, ma sta meditando di cambiare genere dopo avervi visto.

TutanPravo. Sinceramente mi dispiace parlarne male perché è stata una grande. Però pure tu, Patty, dammi una mano. Arrivi pettinata come nonna Papera con una canzone che non sarebbe male ma che non riesci più a cantare. Dovevi portarla dieci anni fa, io mi rendo conto che tu senti ancora il vento e le rose ma Patty, è ora di fartene una ragione, non sei più la ragazzina del Piper. Le mossettine incantano poco, il restyling facciale mi fa paura perché sembra Lord Voldemort. Chiudo con un sospiro di nostalgia. E non per la sua eliminazione.

Giusy Ferreri. Il mare è immenso ma forse non bastava a nasconderti? È una delle peggio vestite. L’altra sera ha rubato la giacca luccicante a Morandi, le scarpe bicolori erano un’offesa a tutto. Poi, se hai il culone, perché ti metti quei vestiti? Dice che è troppo tempo che non si fa più l’amore. Ma se sei un cesso e ti conci pure così, con chi te la vuoi prendere? La voce non mi è mai piaciuta. Giusy, senti a me. Vai a vedere se al supermercato vogliono ancora una cassiera.

Anna Giggia Tatangelo. La prima sera si concia come la sorella della Oxa e urla Bastardo. Ce l’aveva con il parrucchiere. Ieri non è andata meglio. Trucco orripilante, capelli da nonna e zeppe che potrebbero uccidere qualcuno. Si unisce al gruppo degli urlatori. Dicono che quando canta la Tatangelo si rompono cristalli in Giappone. Ma è pur sempre la moglie di Giggi e quindi la ripeschiamo. Che tristezza.

La Crus, confesso che mi piacciono. Non fisicamente perché il sosia di  Yuri Chechi è talmente brutto che fa sembrare bello pure Yuri Chechi. Canzone raffinata, atmosfera un po’ anni Sessanta.Stonano pure loro però. Ma è rimasto qualcuno che sappia cantare? No, Morandi non vale come risposta.

Luca Barbarossa e Rachel De Rosario.  E andare su su su nel cielo e poi giu giu giu nel cesso. Uniti, mi raccomando, che non si salvi uno dei due. Tipica canzone sanremese. Secondo me possono vincere. Del resto ce l’hanno fatta Giò di Tonno e Lola Ponce, perché non loro?

A.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...