“Human rights are not negotiable”

For the first time, stasera (ma lì era pieno pomeriggio) Obama ha parlato della situazione in Libia, della rivolta, dei morti, about boodshed and suffering che sono outrageus and unacceptable.

Io curiosavo su Twitter – come ha spiegato la socia, ci sono arrivata fattivamente da poco, pure essendo iscritta da tempo, per seguire Sanremo e certe altre cose (…) – e a un certo punto un pigolio da Oltreoceano ha cinguettato che Obama sarebbe intervenuto sulla vicenda e volendo si poteva seguire in diretta.

Così l’ho aspettato e ascoltato. Lui è sempre il presidente degli Usa, mica ceppa di minchia. C’eravamo, nel mio immaginario, io e lui soltanto. Mi sono sicuramente persa qualche parola, ma i contenuti no, il viaggio della Clinton in Svizzera no, che i diritti umani non sono negoziabili  no (These are Human rights, they are not negotiable).

Alla fine di tre minuti o poco più, lui ha ringraziato e se n’è andato. Io un po’ allegra (senza esagerare, eh!) perché ho ascoltato senza filtri ciò che lui diceva.

L.

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