Archivi del mese: marzo 2011

“Rottamatore anch’io”

Quella di ieri per le socie – che siamo sempre noi – è stata una bella prova. Insieme, anche se a distanza, abbiamo organizzato una conferenza stampa per Prossima fermata Napoli, i rottamatori di Renzi, che il 2 vengono in città, come ha scritto una collega oggi “si riuniscono in conclave”.
Io ero agitata, prima esperienza come ufficio stampa, e la socia da Roma mi supportava e sopportava.

Reduce da una settimana infernale trascorsa sotto la sede della Augusta Offshore per il mercantile sequestrato dai libici, ho fatto tutto da strada: mail, telefonate. Mercoledì il mio iPad ha deciso che le mail con il comunicato non le voleva mandare. Meno male che ci ha pensato la socia.

E poi ansia. Le telefonate ai colleghi, giovedì, per invitarli personalmente e la preoccupazione che nessuno venisse.

Poi la sorpresa: ieri mattina c’erano davvero tutti. Contenti i nostri committenti, contente noi. E Morconechi? che era presente ha dato il titolo: “Rottamatore anche io”, nonostante l’età. Forse più perché da poco in politica lui che è prefetto e che mi ha detto: “Bellella ‘sta
piccerella”. E va be’ oramai c’ho fatto l’abitudine.

Un primo riscontro è stato quello delle tv. Già ieri il servizio è andato in onda, compresa la Rai che fa sempre scena ovviamente. Stamattina bene anche i giornali. Qualche articolo di più qualcuno di meno, ma c’eravamo.
Insomma bella esperienza, riuscita bene. E adesso ci prepariamo a sabato prossimo e noi lavoreremo spalla a spalla perché saremo insieme.

L.

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I would…

Vorrei che domattina non fosse già giovedì di una settimana infernale. Vorrei svegliarmi e sentire che l’equipaggio di Asso 22 è tornato libero e a casa, anche perché fin quando non lo saranno loro, non lo sarò nemmeno io e mi toccherà appostarmi alla Riviera di Chiaia. Vorrei godere del sole caldo di questi primi giorni di primavera. Vorrei che fosse venerdì sera per sapere se sarò sopravvissuta a una nuova prova che vivo con ansia. Vorrei rendermi conto che la campagna elettorale è qui. Vorrei avere il tempo per dare fondo al mio conto in banca per comprare il motorino nuovo. Vorrei chiarezza. Vorrei tutte cose che ora non sono possibili.

L.

Something new

Mentre l’Onu dava l’ok per i bombardamenti che dovrebbero servire per l’istituzione della ‘no fly zone’, la socia preparava la valigia senza salutare il mondo fin qui conosciuto. Abbiamo cominciato a salutarci con il pranzo dal giapponese la scorsa settimana, martedì, quando era ancora indecisa se accettare o meno.

Poi Napoli è una questione mondiale, quasi l’ombelico del mondo e così mentre in Libia le bombe venivano sganciate, nelle acque che la bagnano navigava un mercantile, l’Asso 22, con a bordo 8 italiani di cui 2 napoletani che è stata sequestrata. Manco a dirlo l’armatore è di Napoli. Io è da lunedì che sono appostata davanti al portone, giù alla Riviera di Chiaia. E mentre lo facevo ero a telefono e in chat con un’amica della socia per organizzare la serata, un brindisi a sorpresa.

L’armatore della compagnia, l’Augusta Offshore, ha deciso di indire una conferenza stampa alle 18.15 e di incontrare tutta la stampa del mondo per le scale del palazzo. A un certo punto, mentre il tipo parlava, nella calca infinita, ho sentito una spinta sulle gambe. Ho abbassato lo sguardo e ho visto un collega che gattoni arrivava con il suo microfono davanti, per non perdere l’intervista.

Sono tornata a casa sfatta e mi dicevo: ‘Non è il momento di crollare per la stanchezza’. Una doccia e via, di nuovo in strada perché la socia mi aspettava. Già quando è uscita da casa sua, qualcosa mi diceva che avesse sospetti. Poi abbiamo parcheggiato e siamo entrate in uno dei locali di San Pasquale. La guardavo e lei nascondeva un sorriso un po’… come dire? beffardo. E poi dentro è stato chiaro che se lo aspettava. Ha detto: “Mi ero preparata anche la faccia sorpresa”. Peccato che non l’abbia fatta.

Dopo, tornando a casa, mi ha detto: “Mentre eravamo in piazza San Pasquale, davanti a noi c’era il motorino del nostro amico (lo stesso che gattonava alla conferenza)”. No, io non l’avevo visto. E pensare che ero stata messa in guardia: “Stai attenta, quello lì ti rovina la sorpresa”.

L.

la valigia sul letto è quella di un lungo viaggio

Non ho scritto finora perché era troppo difficile. Il mio treno è quasi arrivato a Roma. Mi trasferisco lì, per iniziare una nuova avventura, mi sento sempre targato gs o cs anche se le cose cambieranno un po’.
Forse doveva andare così ed è una nuova avventura. Ma la socia già mi manca anche se tanto non cambierà nulla.

Sappilo

Giorni di assestamento, di pioggia, di pranzi dal giapponese e vento di novità. Ce n’è per tutti i gusti perché, come sempre, noi non ci facciamo mancare niente.

Ora io ho un dilemma – sarà dissolto quando questo post, a breve, sarà pubblicato. Dirlo o non dirlo alla socia che già mi manca? Perché io, tendenzialmente, opterei per non farglielo sapere. Fa parte di me non dire le cose per uno strano pudore dei sentimenti. Perché penso che dire: “Mi manchi già” può complicare le cose. Ma forse questo è solo il mio punto di vista e per la socia non è così.

Allora la soluzione al mio dilemma è presto data: appoggio qualunque tua scelta, lo sai. Ma te lo dico lo stesso: già mi manchi. Sappilo.

L.

Addio mio motorino

La mia percezione della sicurezza a Napoli è cambiata. Decisamente peggiorata. Intendiamoci: non ho mai creduto che fosse una città sicura, ma adesso è assai peggio. Per un fatto tutto personale: mi hanno rubato il motorino, in un posto dove l’ho parcheggiato migliaia di altre volte, lasciandolo lì anche tutta la notte. Una strada che conosco da otto anni, dove sono stata a piedi, in macchina, di giorno e di notte. Come ieri. Sono tornata a casa delle mie amiche alle 23  e l’ho parcheggiato al solito posto. Stamattina quando sono uscita non c’era più. Sono stata al commissariato per la denuncia, non credo di riuscire a riaverlo e con la campagna elettorale che ha già spalancato le porte non ci voleva affatto.

Così da Di Pietro e de Magistris ci sono andata in funicolare. Dovrò fare lo stesso per gli altri appuntamenti da qui alle elezioni.

L.

 

Io sono ancora qua, eh già

– Chi se l’aspettava dopo la settimana scorsa che oggi Napoli avrebbe avuto ancora un sindaco donna?

– Non me l’aspettavo nemmeno io e invece sono qua.

Sì, è la Iervolino che l’ha detto e a quel punto nella testa mi è scattata la canzone di Vasco Rossi “Eh… già”. E mi è venuto da ridere mentre la intervistavamo, poi ho chiesto scusa, poteva essere sembrato irriverente.

La prima occasione pubblica dopo il pasticcio della scorsa settimana è stata un convegno sulle donne, oggi che è 8 marzo. Mi ha detto: “Almeno oggi lei non prende freddo”. Magari no, ma sono comunque venuta in motorino.

Si è seduta prima al tavolo dei relatori, poi quando hanno proiettato un filmato, si è spostata tra il pubblico abbracciando il nipote. Io stavo dietro, penso alla socia, cercando di focalizzare l’attenzione su ogni minimo dettaglio della scorsa settimana. Perché, al di là di tutto, è giornalisticamente che abbiamo vissuto un evento difficilmente ripetibile. Difficilmente ci saranno di nuovo 31 persone che dicono di volersi dimettersi, ma non essendone sicure, sbagliano a firmare. Difficilmente si passerà di nuovo – loro, intendo – dalla gioia al baratro della figura di merda, mentre il sindaco dall’addio passa al “io sono ancora qua”. E noi in prima linea. L’euforia non era solo perché Rosetta, un po’ come Napoleone, torna al suo posto dopo che quelli che lei in conferenza ha chiamato “voltagabbana”, “vermciattoli” hanno provato a mandarla via. L’euforia era per un evento strano: l’opposizione che finalmente si compatta, mette d’accordo tutti, Fli, Udc, Popolari per il Sud, li porta davanti a un notaio e pensa a un prefetto un po’ comunista che li ha fermati; un sindaco che prima dice “Addio alla città” e poi la risaluta e dice: “Scherzavo, non me ne vado!”. E consiglieri che ballano la macarena e altri che si disperano.

Ci hanno detto che forse abbiamo esagerato nelle reazioni, ci è stato fatto notare che forse siamo state un po’ eccessive. Ma sarà che “siamo piccole e ancora dovete vedere cosa succede” e allora abbiamo vissuto tutto con il cuore, la pancia e ci abbiamo messo la testa solo davanti ai fogli bianchi dei nostri Mac.

L.