Archivi del giorno: marzo 3, 2011

VIZIO FIRME, NO A SCIOGLIMENTO CONSIGLIO

(ANSA) – NAPOLI, 3 MAR – Non si può procedere, almeno per il momento, allo scioglimento del Consiglio comunale di Napoli. Questo perchè dopo una verifica delle 31 firme dei consiglieri dimissionari, la prefettura di Napoli ha rilevato un vizio relativo ad una delle firme presentate. (ANSA).

03-MAR-11 22:14

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It’s time to say goodbye

È tempo di cambiamenti.

Ne stanno avvenendo troppi nella mia vita per pensare che sia solo una coincidenza.

Oggi 31 consiglieri si sono dimessi, Rosetta va a casa, arriverà un commissario.

È successo all’improvviso perché le firme erano 30 e si era protocollata la mozione di sfiducia, che ci vuole un mese per discuterla. Ma poi è successo che le opposizioni volevano sospendere la seduta, convocare i capigruppo e decidere la data della discussione. Con una sfiducia politica così forte già sul tavolo, dicevano, continuare non è democrazia. Rosetta non ha voluto mollare. “Io non scappo”. Quelli del centrosinistra – quelli che rimangono – sono rimasti in aula e si sono approvati le delibere da soli. Carmine Simeone, che è quello che aveva firmato la mozione di sfiducia ma non le dimissioni, si è chiuso a lungo in una stanza con il coordinatore cittadino del Pdl Marcello Taglialatela. Ne è uscito per andare a rassegnare il suo mandato dal notaio. “È stata arrogante”, ha detto, “lo faccio per amore della mia città”.

Noi siamo corsi a Palazzo San Giacomo e lì abbiamo atteso ore: “mammà” però non ci ha voluto parlare, lo farà in una conferenza stampa.

Io e la socia abbiamo continuato a ripeterci: non ci credo.

Ora, al di là dei giudizi, qui finisce un’era. E per noi, permettetemi questa indulgenza, è particolarmente dura. Per noi che c’eravamo quando il palazzo stava crollando con il Global Service e poi non è successo nulla (ma qualcuno ci ha rimesso la vita). Per noi “comunali” che a Palazzo San Giacomo ci passiamo quasi ogni giorno. Per noi che il sindaco chiama “la mia famiglia”. Per me che ci sono cresciuta professionalmente, e la Iervolino è stata il mio primo sindaco, da cittadino consapevole e da cronista. Quasi ci viene da ridere, ma per noi è dura. Ci guardavamo un po’ inebetiti, oggi. “E domani che facciamo?”.

Intanto andiamo a salutarla.

It’s time to say goodbye. O panta rei, come avremmo detto al liceo.

A.