Archivi del mese: marzo 2011

Perché l’8 marzo è solo l’ennesimo giorno in cui ricordarmi chi sono, che voglio e dove voglio arrivare (o andare)

Miriam Mafai. Conquistare il successo senza trucchi né colpe
Corri, bambina, corri…, tu che hai buona la testa, le gambe e il cuore. Corri senza rallentare davanti agli ostacoli, alla stanchezza, alla nostalgia (che pure talvolta ti coglie) del tempo della lentezza e della protezione. Corri per arrivare dove avevi deciso, per soddisfare il tuo sogno e la tua ambizione. La modestia, la rinuncia alle proprie ambizioni, se pure riuscirono, segretamente, a nutrirle, fu il connotato delle donne delle generazioni che ti hanno preceduto, donne educate alla modestia e alla rassegnazione, a mettersi al servizio dell’ambizione del maschio della famiglia, fosse il marito, il fratello, il figlio. Tu sei diversa, tu hai deciso di arrivare dove ti sei proposta. Tra le donne che oggi hanno successo, molte portano nomi illustri. Hanno successo, dunque, per diritto ereditario. Tu non hai un nome illustre, né una famiglia importante alle spalle, ma hai buona la testa, le gambe e il cuore. E hai diritto a correre, e ad arrivare prima se la corsa non sarà truccata. Noi, della generazione che è venuta prima di te, una generazione che si è impegnata nella corsa, che spesso ha vinto, che più spesso ha perso, ti daremo una mano, se ce la chiederai. Ma tu devi sapere che hai diritto a una corsa non truccata, che hai diritto al successo.

(tratto da Repubblica.it)

A.

Highlander (“Non sanno nemmeno dimettersi, come pensano di governare la città?”)

Eravamo tristi, poi è successo l’impossibile.

È successo che alle 22 di giovedì sera il Prefetto ha guardato bene le firme dei dimissionari che avevano mandato a casa Rosetta (quanti scalzacani ci sono tra loro? Quanti vermiciattoli?) e s’è accorto che avevano fatto un casino, che c’erano degli errori formali che invalidavano tutto. Poi i dimissionari si sono sfasciati, Udc, Fli, e infine un consigliere che s’è scocciato e s’è dimesso da solo.

Rosetta è di nuovo sindaco. Noi non abbiamo potuto fare a meno di ridere. È stato un giorno di riflessioni amare, di ballo e sfottò inarrestabili. Eravamo tristi perché la “nostra” Iervolino se ne andava. Ma poi ieri l’abbiamo vista sorridere più di noi. Dal suo punto di vista ha vinto. È sindaco per la terza volta, ho scritto io.

Che città strana è quella in cui ci sono false primarie, false dimissioni, falsi politici? È l’immagine di una città senza regole, che vive di furbizie e di esperienze, che arrabbatta qualcosa per sopravvivere.

Ho visto segretari di partito che fino a ieri camminavano a testa bassa risorgere e attaccare gli avversari. Ma come, voi non avevate fatto un casino con le primarie?

Ho visto esponenti del centrodestra col volto scuro e la voglia di sprofondare.

Ho visto staffisti, galoppini, parassiti correre di nuovo dentro al palazzo. Mi vien da ridere perché l’altra sera, quando pensavamo tutti che fosse finita, hanno tirato tardi a far scomparire un bel po’ di carte e documenti.

Come ogni volta che San Giacomo succede qualcosa di grave, diluvia.Pioveva a dirotto quando arrestarono gli assessori, pioveva su Giorgio Nugnes, c’è un temporale anche oggi che hanno provato a chiudere l’era Iervolino. Aspettavamo come nostro solito vicino al cancello del Palazzo, che per noi diventa inaccessibile quando c’è  un problema. Famiglia sì, ma da lontano. Ho giocato con le chiavi del portone, le chiavi della città. Pesanti, grandi. E mi sono chiesta chi sia in grado di usarle.

A.

VIZIO FIRME, NO A SCIOGLIMENTO CONSIGLIO

(ANSA) – NAPOLI, 3 MAR – Non si può procedere, almeno per il momento, allo scioglimento del Consiglio comunale di Napoli. Questo perchè dopo una verifica delle 31 firme dei consiglieri dimissionari, la prefettura di Napoli ha rilevato un vizio relativo ad una delle firme presentate. (ANSA).

03-MAR-11 22:14

It’s time to say goodbye

È tempo di cambiamenti.

Ne stanno avvenendo troppi nella mia vita per pensare che sia solo una coincidenza.

Oggi 31 consiglieri si sono dimessi, Rosetta va a casa, arriverà un commissario.

È successo all’improvviso perché le firme erano 30 e si era protocollata la mozione di sfiducia, che ci vuole un mese per discuterla. Ma poi è successo che le opposizioni volevano sospendere la seduta, convocare i capigruppo e decidere la data della discussione. Con una sfiducia politica così forte già sul tavolo, dicevano, continuare non è democrazia. Rosetta non ha voluto mollare. “Io non scappo”. Quelli del centrosinistra – quelli che rimangono – sono rimasti in aula e si sono approvati le delibere da soli. Carmine Simeone, che è quello che aveva firmato la mozione di sfiducia ma non le dimissioni, si è chiuso a lungo in una stanza con il coordinatore cittadino del Pdl Marcello Taglialatela. Ne è uscito per andare a rassegnare il suo mandato dal notaio. “È stata arrogante”, ha detto, “lo faccio per amore della mia città”.

Noi siamo corsi a Palazzo San Giacomo e lì abbiamo atteso ore: “mammà” però non ci ha voluto parlare, lo farà in una conferenza stampa.

Io e la socia abbiamo continuato a ripeterci: non ci credo.

Ora, al di là dei giudizi, qui finisce un’era. E per noi, permettetemi questa indulgenza, è particolarmente dura. Per noi che c’eravamo quando il palazzo stava crollando con il Global Service e poi non è successo nulla (ma qualcuno ci ha rimesso la vita). Per noi “comunali” che a Palazzo San Giacomo ci passiamo quasi ogni giorno. Per noi che il sindaco chiama “la mia famiglia”. Per me che ci sono cresciuta professionalmente, e la Iervolino è stata il mio primo sindaco, da cittadino consapevole e da cronista. Quasi ci viene da ridere, ma per noi è dura. Ci guardavamo un po’ inebetiti, oggi. “E domani che facciamo?”.

Intanto andiamo a salutarla.

It’s time to say goodbye. O panta rei, come avremmo detto al liceo.

A.

Ciao sindaco

– Ma dopo dieci anni, domani mattina, cosa faccio io senza Rosetta?
– Over’, eh? Ci vuole un servizio di sostegno psicologico ai cronisti comunali

Trentuno “atti di dimissioni formali” depositati nelle mani del segretario generale del Comune di Napoli. Ciao sindaco.

Come al solito piove quando si devono fare gli appostamenti. E fa freddo. A piazza Municipio tira sempre un vento gelido. Quando arrivo la socia è già lì. La notizia che l’opposizione ha i numeri per lo scioglimento anticipato del Consiglio comunale, anche se solo di pochi mesi, si è diffusa nel pomeriggio, in un solo momento. Sono uscita di casa correndo e urlando a mia madre: “Sta per cadere la Giunta”.

L’attesa è stata lunga, insieme agli altri. Abbiamo riso, scherzato, si respirava aria da ultimo giorno di scuola. Qui si chiude una fase storica. La Iervolino è il “nostro” sindaco perché è lei la prima che abbiamo seguito lavorando, è per il Global service e gli appostamenti di due anni fa che noi ci siamo conosciute.

Il centrodestra è arrivato esultante insieme al notaio che ha autentificato le firme. E dopo, quando tutto è finito, hanno srotolato uno striscione con la scritta “5 dicembre 1993 – 2 marzo 2011. Abbiamo liberato Napoli”.

Quando la Iervolino è andata via, io mi sono sbracciata, volevo strapparle anche una sola battuta. Ma lei è salita in macchina urlando: “Ci vediamo domani, a mezzogiorno”.

E poi via. Ciao sindaco

L.