Archivi del mese: aprile 2011

Un venerdì di violenza

La violenza va condannata. Sempre. In ogni sua forma, contro chiunque venga perpetrata. La città oggi è stata un immenso campo di battaglia. Mentre io alla Nato ascoltavo di attacchi italiani “andati a buon fine”, di tentativi di minare il porto di Misurata, alla Facoltà di Lettere della Federico II se le davano di santa ragione: Casapound contro i collettivi di estrema sinistra, i collettivi di estrema sinistra contro Casapound. Tre accoltellati.

Poi nel primo pomeriggio è stato il turno di Lettieri che mentre era ai Decumani, in piazza San Gaetano, è stato aggredito da un gruppo di ragazzi di sinistra. Estrema. Per fortuna nessuna conseguenza grave. Ed è in quel momento che è cominciato il mio saltare da una parte all’altra della città.

Ero a Fuorigrotta e mi è squillato il telefono. “Picceré, addò staj? Curre in zona Duomo, hanno vattuto a Lettieri. Vedi dove sta e stai insieme a lui”. E io ovviamente corro, trascinandomi dietro un collega-amico che ancora addentava la sua fetta di pizza (un mattone: pasta sfoglia, mortadella, provola).

Di Lettieri non v’era traccia al centro storico e così, dopo un giro e un parcheggio pagato inutilmente, sono andata all’Excelsior. Lì è venuto, con Cosentino e Martusciello Effe. Ha raccontato del suo spavento per le ragazze che girano sulle biciclette elettriche, aggredite anche loro. Della gente che le ha difese, del riparare in chiesa per evitare il peggio.

Noi lì, sul lungomare, con uno splendido tramonto poco distante e nel frattempo a piazza Dante sono tornati a darsele di santa ragione. Un corteo di antagonisti non autorizzato si è mosso dalla piazza, la polizia ha prima cercato di fermare il corteo, poi ha caricato, cercando di disperdere i manifestanti. Lo scontro è stato violento. La gente in strada fuggiva mentre scoppiavano i lacrimogeni, vetrine distrutte e commercianti che hanno abbassato in fretta e furia le saracinesche per proteggere i loro negozi.

“La città – ha detto Lettieri – ha già tanti problemi e non c’è bisogno di violenza”.

L.

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Il sindaco che verrà

“Ma la televisione ha detto che il nuovo anno
porterà una trasformazione
e tutti quanti stiamo già aspettando
sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno,
ogni Cristo scenderà dalla croce
anche gli uccelli faranno ritorno.

Ci sarà da mangiare e luce tutto l’anno,
anche i muti potranno parlare
mentre i sordi già lo fanno.

E si farà l’amore ognuno come gli va,
anche i preti potranno sposarsi
ma soltanto a una certa età,
e senza grandi disturbi qualcuno sparirà,
saranno forse i troppo furbi
e i cretini di ogni età.”

(Lucio Dalla, l’anno che verrà)

In campagna elettorale, si sa, ogni promessa è permessa. L’intera politica si fonda su promesse di cose che poi, puntualmente, non vengono realizzate. Tanto i cittadini ci credono, quindi perché cambiare? Se non fosse così, il mondo sarebbe un posto diverso e Berlusconi canterebbe sulle navi da crociera con Apicella. Ma siccome promettere non costa nulla, lui è premier e Apicella è ricco sfondato con la sua musica orribile. Ma questa è un’altra storia. Quello che qui voglio dire, invece, è che non riesco a credere all’ottusità dei miei concittadini. A Napoli abbiamo gli stessi problemi da almeno vent’anni, sempre irrisolti, e nonostante ciò la gente a ogni tornata elettorale crede alle cazzate dei candidati di turno. Che fanno a gara a chi la spara più grossa, tanto…

Ora è successo che ieri Luigi De Magistris, aspirante sindaco di Napoli di Idv, Fds e lista civica, e non solo, è stato ospite del l programma di Radio2 «Un Giorno da Pecora». E ha detto delle cose che se uno ci riflette un attimo, con un minimo di intelligenza, si rende conto subito che sono delle balle colossali.

1. «Non è una promessa ma un impegno la prima delibera che farei sarebbe per fare la raccolta differenziata, porta a porta, su tutto il territorio cittadino, per raggiungere il 70% dei rifiuti entro sei mesi. Ed invece di fare discariche e inceneritori – ha aggiunto – metterei in funzione gli impianti di compostaggio. Per farlo ci vogliono sei mesi. Invece di realizzare l’inceneritore a Ponticelli – ha proseguito – come vogliono Pdl e Pd, bisogna realizzare l’impianto di compostaggio, che costa anche meno».

Ora, riflettiamo. Secondo voi Rosetta proprio non la voleva la differenziata? E’ così stupida? Vero che ha governato male, ma se ci voleva così poco, perché non s’è applicata un attimo? E nessuno ha saputo farlo?

Il prossimo sindaco troverà le casse di Palazzo San Giacomo vuote, vuotissime. Un po’ perché negli anni s’è speso e sprecato come si può fare solo con i soldi degli altri, un po’ perché ci sono stati tagli pesanti dei trasferimenti statali. E la differenziata, cari miei, costa, e anche un bel po’. Con quali soldi il baldo DeMa pensa di farcela? E poi, lo sa lui che l’urbanistica partenopea rende difficilissimo il porta a porta? Che nei vicarielli la differenziata non si come farla? Lo sa quant’è grande Napoli e quanto bisogna lavorare sui suoi indisciplinati cittadini che dopo 20 di emergenza rifiuti buttano ancora i sacchetti dalla finestra? Chiudete gli occhi e pensateci. Può DeMa mantenere la sua promessa? Ps. Il bando per il Termovalorizzatore è pronto, decretato da una legge dello Stato. E’ una cosa che si farà, anche se alla sinistra non piace.

2. «Nel mio programma c’è proprio la possibilità di ridare il mare ai napoletani, sia agli abitanti del centro che di Bagnoli, ad esempio». Se lei fosse Sindaco, quanto tempo ci vorrebbe per rendere balneabile il mare di Napoli? «Io credo due o tre anni».

Ora, pensate un attimo a questa cosa. In centro non bisogna aspettare due tre anni: il mare è per lo più già balneabile, almeno tecnicamente. Io non mi butterei mai alla Rotonda Diaz, ma lì si può. E si può lungo tutta Posillipo. Soffermiamoci un attimo su Bagnoli. Voi avete idea cosa c’è lì? La colmata vi dice niente? Le scorie dell’ex Italsider? L’amianto? Lo sapete che non ci sono i soldi per rimuovere la colmata? Lo sapete che non ci sono soldi per nulla, e che ogni volta che si prova a chiedere qualcosa vien risposto “lì avete sprecato milioni di euro”?”. Tra due tre anni vi buttereste lì nell’assoluta certezza che non v’è più nulla di quella schifezza nociva che ha avvelenato Bagnoli per decenni? Io no. Poi ormai per principio non credo più a nulla su Bagnoli. E’ una promessa elettorale troppo comoda, non devi manco andartela a cercare: è lì, da decenni, che ti promettono la riqualificazione, che ti parlano del Paradiso, ti illudono che lo vedrai.  E poi esce quell’amianto maledetto che è dappertutto e ti toglie tutto, l’acqua, la sabbia, il riscatto. E tu rimani, campagna elettorale dopo campagna elettorale, a cercare di immaginare Napoli com’era quando sotto Nisida si andava in villeggiatura.

A.

Ancora regali di Pasqua

Controllare le agenzie e trovare un pezzo a firma tua – con il nome per esteso, non solo la sigla alfanumerica – per la questione dell’Asso 22 è un regalo di Pasqua. Il terzo.

L.

p.s.: torno a rilassarmi, davanti al camino, sdraiata su una poltrona in compagnia di amici speciali

Buona Pasqua

Certe volte vai a lavorare felice, anche se ti hanno sbagliato la sigla. Corri alla conferenza per sentirti dire quello che già sai: l’equipaggio dell’Asso 22 è finalmente libero e sta tornando a casa. Detti, poi chiami in redazione e loro ti dicono che sì, puoi andare a scrivere lì. Certe volte parcheggi il motorino che già ami, arrivi in redazione, sorridi anche a loro e poi scrivi. Certe volte mentre sei davanti al pc, ti arriva un sms e tu elargisci sorrisi. Di cioccolata. Poi il caposervizio ti dice che non sei stata brava, ma di più. E tu continui a sorridere.
Certe volte torni a casa, prepari la torta di compleanno di un’amica speciale, ti fai una doccia, lasci i jeans e gli stivali d’ordinanza, indossi la tuta e calzi le tue comodissime scarpe di ginnastica. Tuo padre ti accompagna fino in centro dove un vecchio amico ti aspetta, carichi tutto nella sua auto e poi attendi che arrivi il resto della compagnia e non ti pare vero che puoi poltrire sul divano. E mentre aspetti dici alla socia che la ami.
Certe volte carichi l’auto in mezzo alla strada perché al centro posto non ce n’è. Poi sali a bordo e col buio lasci la città per andare in montagna dove sai che starai bene.

L.

I regali di Pasqua

++ LIBIA: ‘ASSO 22’ MOLLA ORMEGGI, FORSE RILASCIATO ++
RIMORCHIATORE CON ITALIANI ANDREBBE VERSO ACQUE INTERNAZIONALI

(ANSA) – ROMA, 22 APR – Ha mollato gli ormeggi dal porto di Tripoli, dove di fatto era sotto sequestro, il rimorchiatore ‘Asso 22’, con diversi italiani di equipaggio a bordo: lo ha appreso l’ANSA da fonti qualificate, secondo le quali il rimorchiatore si starebbe dirigendo ora verso acque internazionali.

Poi segue telefonata dalla redazione: “C’è da chiamare la compagnia”. E io non ci penso un attimo e sono già a telefono con la portavoce della Augusta Offshore. Qualche minuto d’attesa e anche lei conferma. Chiamo in redazione, detto e l’adrenalina scorre a fiumi. Poi esce il lancio. Un grido: “Cazzo, no!”. Hanno sbagliato la mia sigla. 

LIBIA: ‘ASSO 22’; COMPAGNIA CONFERMA, HA LASCIATO IL PORTO

(ANSA) – NAPOLI, 22 APR – Fonti della compagnia di navigazione confermano che ‘Asso 22’ ha lasciato il porto di Tripoli. La nave si trova tuttora in acque libiche. Secondo la compagnia, quando sarà in acque internazionali si stabilirà un contatto con l’equipaggio per sapere dove sono diretti.

L.

p.s.: comunque sia (mannagg’ ‘a morte) la cosa buona è che torneranno a casa. Magari non per Pasqua, ma presto. E questo è il secondo regalo di Pasqua.

Lui non mi rimprovera

Mio padre dice che non fa niente e sorride. Io la vivo come una mancanza che avrei potuto evitare con un pizzico di attenzione in più.
I sotto processo, indagati, arrestati – chiamali come ti pare – sono due. Oltre ad Achille De Simone, capolista dell’Adc di Pionati, c’è anche Marco Nonno, consigliere uscente che si ricandida con il Pdl. Sì, quello che l’anno scorso mi fece notare che il Consiglio comunale, preso dalla smania di dimostrare di essere favoreole all’arte contemporanea, aveva fatto passare un emendamento, a sua firma, con il quale accettava la donazione di una scultura che prende per culo Bassolino.
Marco Nonno è accusato di devastazione, di aver fatto il caporivolta, insieme a Giorgio Nugnes e Pietro Diodato, a Pianura quando nel 2008 nel quartiere si scatenò una guerra civile tra cittadini e forze dell’ordine perché il Governo Prodi era intenzionato a riaprire la discarica dei Pisani per frontaggiare l’emergenza rifiuti (Poi non se n’è fatto nulla).
Lo sapevo, cazzo, era una cosa che sapevo eppure l’ho dimenticata, abituata a vederlo in Consiglio, a sentirlo parlare molto tranquillamente di quanto acccadde. Non ho giustificazioni eppure mio padre mi guarda e sorride. Senza rimproverarmi.

L.

Ex calciatori, donne e processi in corso

Ho visto colleghi urlare al telefono perché non riuscivano a far capire il caos che c’era. Ho visto colleghi alzare la voce nella tromba delle scale, incuranti dei vigili,  per dire che il Comune lavora una chiavica. Ho visto colleghi, seduti, sottolineare che loro non sarebbero andati via prima di avere la certezza di una mail. Ho visto colleghi che dicevano sciocchezze, un impiegato dell’Ufficio anagrafe che, mentre smarcava, stasera, affermava: “E’ andato tutto liscio come il burro”. Ho visto una collega piangere quando l’ho abbracciata perché ha scaricato tra le mie braccia la tensione di questi giorni. E tutto questo perché oggi, a  mezzogiorno, è scaduto il tempo per consegnare le liste per le comunali.

Io sono arrivata con comodo. Dopotutto dalla redazione mi avevano già detto che non c’era bisogno di correre lì all’alba. Ho trovato un nutrito gruppo di colleghi – non tutti simpatici – che, a differenza di altre volte, sono rimasti con me fino alla fine. O meglio: sono io ad essere rimasta, perché alle 8, quando cioè ero lì da 8 ore e mezza, mi hanno detto che potevo andar via. Ma le cose si susseguivano veloci, le voci, gli esponenti di partito che andavano e venivano, segno che qualcosa non andava.

Solo dopo le dieci e mezza, siamo riusciti ad avere le liste dall’Ufficio Anagrafe. E sopresa! Cané, Improta, la Sinagra, la mamma di Diego Junior, tutti candidati. Mancava invece Taormina, il cui partito Lega Italia ha denunciato boicottaggi, ma comunque considerati candidati.

E poi la più bella di tutte: Achille De Simone, consigliere uscente del Gruppo misto (comunque nella maggioranza di centrosinistra) è candidato capolista dell’Adc di Pionati. Cosa c’è di strano? Che poco prima, Lettieri aveva diffuso un comunicato per spiegare che ogni lista avrebbe avuto il suo garante per avere come candidati solo persone “pulite”. Su De Simone pende un processo con l’accusa di violenza privata per essere stato presente a una riunione in casa della moglie di un boss dove era stato convocato suo nipote che intendeva aprire una associazione antiracket, al quale lui l’avrebbe “sconsigliato”. E’ stato arrestato e poi scarcerato, a marzo scorso, per decorrenza dei termini.

Un lancio ed è stato il caos.

L.

p.s.: targato gs o cs è quando ti va in tilt l’antirapina della macchina. Un vigile – molto gentile – sistema le cose, ma poi l’auto si impunta e decide di non partire lo stesso. E tu, alle 11 di sera, sei costretta  a chiamare casa e a farti venire a prendere da tuo padre. Come quando avevi 15 anni.