Ciao Pino

Sarà stato il modo in cui me l’hanno detto. Sarà stato che con lui non ho mai avuto troppa confidenza. Sarà stato che quando mi rispondeva lui al telefono e io avevo da dettare sapevo che sarebbe stato difficile.

Quando stamattina il telefono è squillato, ho risposto come sempre: “Eccomi!”, bravo soldato che risponde alla chiamata. Stavolta, però, le parole sono state altre. “Piccerella, comm’ staj?”. Bene, come sempre. “Hai saputo?”. Cosa? No, non so niente. “Te l’aggia dicere io. Pino…”. Ma cosa stai dicendo? “Sì, picceré, Pino”. Ma no, ma perché?

Pino era uno di noi. Un uomo alto e magro, con gli occhiali e i capelli bianchi così come pure il pizzetto. Era taciturno o almeno con me, in tre anni quasi che sto con loro, non ha scambiato molte parole. Pino ARB, la sua sigla in fondo ai nostri pezzi presi dalle mail e inseriti nel sistema editoriale.

Ho avuto la stessa reazione della mia stella. Il padre, quando lei aveva quattro anni, venne a prenderla in un pomeriggio di dicembre che avevamo trascorso a casa mia. Le disse: “Zia Rosa è andata dagli angeli”. E lei rispose: “No, io non l’ho salutata”.

Ecco, io, Pino non l’ho salutato. Non lo vedevo da tempo, perché per me la redazione é off-limits  e quando passo non so mai chi è di turno e chi no. Solo oggi ho saputo che soffriva di cuore.  Ciao, Pino, ti ricordo anche io così, come ha scritto un nostro amico comune sul suo Fb.

“A Pino, che andandosene ci ha dato un grande dolore”

L.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...