Il sindaco che verrà

“Ma la televisione ha detto che il nuovo anno
porterà una trasformazione
e tutti quanti stiamo già aspettando
sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno,
ogni Cristo scenderà dalla croce
anche gli uccelli faranno ritorno.

Ci sarà da mangiare e luce tutto l’anno,
anche i muti potranno parlare
mentre i sordi già lo fanno.

E si farà l’amore ognuno come gli va,
anche i preti potranno sposarsi
ma soltanto a una certa età,
e senza grandi disturbi qualcuno sparirà,
saranno forse i troppo furbi
e i cretini di ogni età.”

(Lucio Dalla, l’anno che verrà)

In campagna elettorale, si sa, ogni promessa è permessa. L’intera politica si fonda su promesse di cose che poi, puntualmente, non vengono realizzate. Tanto i cittadini ci credono, quindi perché cambiare? Se non fosse così, il mondo sarebbe un posto diverso e Berlusconi canterebbe sulle navi da crociera con Apicella. Ma siccome promettere non costa nulla, lui è premier e Apicella è ricco sfondato con la sua musica orribile. Ma questa è un’altra storia. Quello che qui voglio dire, invece, è che non riesco a credere all’ottusità dei miei concittadini. A Napoli abbiamo gli stessi problemi da almeno vent’anni, sempre irrisolti, e nonostante ciò la gente a ogni tornata elettorale crede alle cazzate dei candidati di turno. Che fanno a gara a chi la spara più grossa, tanto…

Ora è successo che ieri Luigi De Magistris, aspirante sindaco di Napoli di Idv, Fds e lista civica, e non solo, è stato ospite del l programma di Radio2 «Un Giorno da Pecora». E ha detto delle cose che se uno ci riflette un attimo, con un minimo di intelligenza, si rende conto subito che sono delle balle colossali.

1. «Non è una promessa ma un impegno la prima delibera che farei sarebbe per fare la raccolta differenziata, porta a porta, su tutto il territorio cittadino, per raggiungere il 70% dei rifiuti entro sei mesi. Ed invece di fare discariche e inceneritori – ha aggiunto – metterei in funzione gli impianti di compostaggio. Per farlo ci vogliono sei mesi. Invece di realizzare l’inceneritore a Ponticelli – ha proseguito – come vogliono Pdl e Pd, bisogna realizzare l’impianto di compostaggio, che costa anche meno».

Ora, riflettiamo. Secondo voi Rosetta proprio non la voleva la differenziata? E’ così stupida? Vero che ha governato male, ma se ci voleva così poco, perché non s’è applicata un attimo? E nessuno ha saputo farlo?

Il prossimo sindaco troverà le casse di Palazzo San Giacomo vuote, vuotissime. Un po’ perché negli anni s’è speso e sprecato come si può fare solo con i soldi degli altri, un po’ perché ci sono stati tagli pesanti dei trasferimenti statali. E la differenziata, cari miei, costa, e anche un bel po’. Con quali soldi il baldo DeMa pensa di farcela? E poi, lo sa lui che l’urbanistica partenopea rende difficilissimo il porta a porta? Che nei vicarielli la differenziata non si come farla? Lo sa quant’è grande Napoli e quanto bisogna lavorare sui suoi indisciplinati cittadini che dopo 20 di emergenza rifiuti buttano ancora i sacchetti dalla finestra? Chiudete gli occhi e pensateci. Può DeMa mantenere la sua promessa? Ps. Il bando per il Termovalorizzatore è pronto, decretato da una legge dello Stato. E’ una cosa che si farà, anche se alla sinistra non piace.

2. «Nel mio programma c’è proprio la possibilità di ridare il mare ai napoletani, sia agli abitanti del centro che di Bagnoli, ad esempio». Se lei fosse Sindaco, quanto tempo ci vorrebbe per rendere balneabile il mare di Napoli? «Io credo due o tre anni».

Ora, pensate un attimo a questa cosa. In centro non bisogna aspettare due tre anni: il mare è per lo più già balneabile, almeno tecnicamente. Io non mi butterei mai alla Rotonda Diaz, ma lì si può. E si può lungo tutta Posillipo. Soffermiamoci un attimo su Bagnoli. Voi avete idea cosa c’è lì? La colmata vi dice niente? Le scorie dell’ex Italsider? L’amianto? Lo sapete che non ci sono i soldi per rimuovere la colmata? Lo sapete che non ci sono soldi per nulla, e che ogni volta che si prova a chiedere qualcosa vien risposto “lì avete sprecato milioni di euro”?”. Tra due tre anni vi buttereste lì nell’assoluta certezza che non v’è più nulla di quella schifezza nociva che ha avvelenato Bagnoli per decenni? Io no. Poi ormai per principio non credo più a nulla su Bagnoli. E’ una promessa elettorale troppo comoda, non devi manco andartela a cercare: è lì, da decenni, che ti promettono la riqualificazione, che ti parlano del Paradiso, ti illudono che lo vedrai.  E poi esce quell’amianto maledetto che è dappertutto e ti toglie tutto, l’acqua, la sabbia, il riscatto. E tu rimani, campagna elettorale dopo campagna elettorale, a cercare di immaginare Napoli com’era quando sotto Nisida si andava in villeggiatura.

A.

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