Equidistanza

Vorrei che certi colleghi la smettessero di esaltarsi e adulare de Magistris. Non per una presa di distacco dal candidato che ha sorpreso tutti e piace alla gente, ma perché non vedo il motivo di schierarsi così apertamente e direttamente con lui. Potrei definirla “euforia”. Ho visto colleghi seguire la campagna elettorale di Morconechi che al ballottaggio non ci è arrivato, esaltarlo e adularlo e ho visto quegli stessi colleghi dire dopo: “Meno male che c’è de Magistris”. Ho visto colleghi elogiare Lettieri e poi, davanti al risultato non certo lusinghiero del 38,5%, loro che credevano almeno un in un 40%, dire dopo: “Lettieri non serve a niente”. Serve equidistanza da tutti quando si lavora. Poi, nella cabina elettorale, ognuno è solo se stesso, un cittadino e allora può fare quello che vuole. Io, nel Comune dove risiedo, ho esercitato il “non voto”. Ho preso la scheda azzurra e l’ho scarabbocchiata. Perdo il diritto di lamentarmi se poi le cose non funzionano? Stavolta non mi interessa.

L.

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