Yes. We can (?)

Quella che segue è una riflessione che le socie hanno condiviso da tempo. Io oggi, in questa piovosa domenica di giugno, ci sto pensando di nuovo.

“Da piccole ci hanno spiegato che ci dovevamo emancipare, che dovevamo studiare, lavorare, possibilmente fare carriera, perché è così che saremmo diventate donne realizzate e felici. Qualcun altro ci ha detto che dovevamo avere dei bambini e magari un marito per bene con cui dividere figli, tetto, bollette, perché è così che saremmo diventate donne realizzate e felici. Ed eccoci qui, in mezzo al guado, stropicciate, imperfette, stralunate, arrabbiate e in preda a un cronico senso di colpa. Schiacciate tra lavoro e focolare, comunque fuori posto, spesso sbagliate, in un mondo che ci guarda senza capirci, ci strattona, ci disorienta e ci domanda: “Ma si può sapere che vuoi?”. Vorremo trovare l’equilibrio, non sentirci fallite se non lavoriamo ed egoiste se non facciamo figli. Vorremmo fare quello che ci pare, a testa alta”.

Elasti, da D La Repubblica (15 maggio 2010)

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