“Il male che si nasconde e cresce dentro di noi” (La Repubblica)

Un pazzo, alto, biondo e con gli occhi chiari. Un pazzo che dice: “Atroce, ma necessario“. E no, non lo è. Ammazzare ragazzi che si incontrano per parlare di politica, in un’isola a 30 chilometri da Oslo non è necessario. E’ follia. Arrivare sull’isola, dopo le esplosioni in centro, vicino al Parlamento, travestito da poliziotti, metterli in fila e poi cominciare a sparare, è approfittare di chi ha creduto di avere davanti qualcuno che si è presentato dicendo di voler dare informazioni su quanto accaduto.

L’isola di Utoya, dove il Partito Laburista norvegese ha organizzato il ritrovo dei giovani, sarà per sempre l’isola del terrore.

Tutti ci siamo sentiti colpiti. Tutti ci siamo chiesti cosa fosse successo, nei primi istanti durante i quali si diffondeva la notizia delle bombe a Oslo. Tutti abbiamo pensato a una nuova strategia del terrore come quella delle Torri Gemelle. Tutti abbiamo pensato ai musulmani. E invece stavolta l’attacco arriva dall’interno.

L.

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