Archivi del mese: agosto 2011

all about the sun

Se c’è una cosa che amo delle vacanze è la libertà. E parlo di vacanze-vacanze, non di weekend.
La libertà ad esempio di fregartene di dove batte il sole. Perché tanto sei già abbronzato a sufficienza. E allora te ne sbatti di girare il lettino, di qual è la posizione migliore, delle creme appiccicose e dell’immobilismo lucertoliano che aiuta la tintarella. Sono cose che fai nel weekend, o i primi giorni. Poi con l’inoltrarsi delle vacanze ti affranchi dalla schiavitù della tintarella perfetta e pensi a ridere, scherzare, leggere, giocare in acqua, parlare a riva, dormire, stare all’ombra se hai caldo. Fanculo tutto, anche se sai che rimpiangerai quel raggio di sole in più quando lo specchio ti rimanderà l’immagine del tuo viso ingrigito dallo smog in un banale mattino invernale. Lo sai e te ne freghi, e succede solo quando la vacanza ha funzionato, quando non sai che giorno è, quando provi a indovinare l’ora guardando il sole, quando accarezzi l’idea di vivere per sempre così. Abbronzata*.
A.
N.b. Il presente post vale solo per i tipi mediterranei.

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Chi é causa del suo mal

Sei ancora in ferie (non pagate). Il capo di turno ti chiama e ti dice che devi lavorare (“Un paio di telefonate le puoi fare anche da lì”). E tu sei così stupida che non riesci a dire: “No, sono in vacanza”.
Anche questo, purtroppo, è targato gs o cs

L.

Una gita in barca

Ferie. Valigia e partenza. Sms e invito. Barca. Stella e io. Mare e sole e tuffi. Chiacchiere e relax. Dolci e acqua da bere. Bagni e polpare. Saluti e abbracci. Morsi e brividi e sorrisi.

L.

Un post in 4 punti, tipo maxiemendamento

Punto 1. Da oggi chiamatemi Eta Beta, se vi fa piacere. Un consigliere regionale mi ha paragonato a questo personaggio, un fumetto alieno amico di Topolino che ha due caratteristiche: da un lato la genialità, dall’altro che dalla sua gonnellina caccia l’impossibile tipo Mary Poppins dalla borsa. Quando ridendo l’ho detto al mio capo, mi ha fatto presente che in effetti si tratta di un complimento, anche se Eta Beta è un mostriciattolo.

Punto 2. Caldoro è venuto in Consiglio regionale, ha posto la fiducia al maximemendamento e alla manovra di assestamento di bilancio e ha detto: “Ciao, vado a Cortina d’Ampezzo, ci vediamo domani” perché devono passare 24 ore prima di votare il provvedimento in aula. Prima di partire, però, si è fermato 2 minuti e 30 secondi con noi e mi ha accarezzato i capelli, come si fa con i bambini. Ecco, ci risiamo.

Punto 3. Il Tar del Lazio ha respinto i ricorsi di Avellino e Caserta contro l’ordinanza che Caldoro ha firmato sabato sera mentre ero al mare e della quale ho scritto da lì, dal campeggio. Così si sversa fino al 9 agosto a San Tammaro e a Savignano Irpino. Il Tar, però, dice che il 31 agosto, quando ci sarà l’udienza, la Regione deve portare i dati tecnici relativi alla capienza di cava Sari e della discarica di Chiaiano. Va bene, ma ricordatevi che a cava Sari può andare  solo la monnezza dei Comuni dell’area vesuviana. Diversamente col cazzo che ci sarebbe stata una nuova emergenza (l’ennesima, ciclica emergenza)!  Per questo provvedimento, Caldoro da Cortina sorride. Lo so. Sempre il Tar del Lazio, ma un’altra sezione con un altro presidente, ha invece deciso di prendersi 24 ore di tempo e depositare domani la sentenza sul ricorso del Comune contro il termovalorizzatore di Napoli est.

Punto 4. In questi giorni mi sono tutto sommato divertita anche in Consiglio regionale. E domani sono contenta di chiudere il cerchio e andarci di nuovo.

L.