Servizio pubblico? Ma anche no!

Caro Michele Santoro,

Uso il mio blog per spiegarti perché NON ti darò i dieci euro.

Innanzitutto, con tutta la stima che posso, ma qui c’è la crisi economica e non è che abbiamo i dieci euro da buttare, noi che viviamo di co.co.co. e co.co.pro. e quattro spiccioli al mese, altro che buonuscite milionarie. Statisticamente credo sia più utile scendere di casa, andare al tabaccaio e prendere 5 gratta e vinci da due euro, che magari finisci per guadagnarci qualcosa.

Però sono disposta a un compromesso. Se mi prendi a lavorare con te, io ti dò i dieci euro. Pure venti, va. Chi hai preso a lavorare con te, un’altra volta una Beatrice Borromeo? Perché non metti un bell’annuncio su Monster e crei così la tua squadra, perché non ci guardi in faccia, ti leggi i nostri curriculum, ti rendi conto del culo che ci facciamo ogni giorno per sopravvivere? Perché non metti su una bella selezione trasparente tra tutti i precari italiani che oggi sono costretti ad andare a Firenze per ribadire l’ovvio, e cioè che il lavoro si paga e non può minare la dignità? Sei il depositario della Libertà o no?

Caro Michele Santoro, noi non abbiamo Mamma Rai, né papà Mediaset, e nemmeno zia la7.

Quindi i dieci euro non chiederceli. Se vuoi fare un programma, rischia su te stesso. E i soldi metticeli tu.

A.

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