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L’anno che sta finendo

Gennaio E’ l’anno delle elezioni regionali. Il centrodestra ha il suo candidato in pectore: Nicola Cosentino, ma arrivano guai giudiziari. Alcuni pentiti lo accusano, la Procura chiede al Parlamento l’autorizzazione a procedere che viene negata. Alla fine, fa un passo indietro e il Pdl candida Stefano Caldoro, segretario del Nuovo Psi.  Il centrosinistra litiga: primarie sì primarie no. Ci sono due nomi in ballo. Riccardo Marone, assessore regionale e bassoliniano doc, e Vincenzo De Luca, sindaco sceriffo di Salerno, che incassa anche l’appoggio di Idv. Un sabato mattina, però, Marone rinuncia e rimane De Luca. Bassolino resterà dietro le quinte per tutto il tempo della campagna elettorale. Qualcuno lo accusa di mettere i bastoni tra le ruote al centrosinistra. Lui fa spallucce.

Per noi comincia un periodo vorticoso, fatto di corse in giro per la città, motorino sempre acceso, botte alle fiancate delle auto e tante cose da scrivere.

Febbraio Prende il via la campagna elettorale. I candidati sono 4 in tutto, ma la partita è tra De Luca e Caldoro.

Io vado a Roma per l’ultima volta. Un week end tra freddo e tenerezze. Comincio a uscire in motorino, vincendo la paura di non saperlo guidare. In fondo è semplice e sei più libera di correre da una parte all’altra della città, di arrivare in centro in poco tempo, senza la schiavitù delle metropolitane che continuano a non funzionare. La socia comincia a lavorare al Comitato elettorale di De Luca. Strano a dirsi, ma nonostante l’esaurimento, siamo un po’ felici.

Marzo De Luca riempie piazza del Plebiscito. Resteranno celebri alcune sue sortite, una fra tutte: “Giggino la polpetta”. Quel ‘Giggino’ è Luigi Cesaro, presidente della Provincia di Napoli. Le elezioni regionali cambiano colore politico alla Campania. Dopo due mandati di Bassolino alla guida della Giunta, le urne consegnano lo scettro del comando a Caldoro. Il Pdl, dopo le regionali, mette in agenda la conquista del Comune di Napoli per il quale si voterà la prossima primavera.

Quando tutto finisce, io e la socia andiamo a mangiare una sera a Pozzuoli e trascorriamo tutto il tempo a raccontarci le cose che abbiamo fatto. Anche se eravamo assieme mentre accadevano. Nostalgia folle e senza senso targato gs o cs

Aprile L’Asl Napoli 1 non paga gli stipendi. A fine mese oltre 11mila dipendenti non vedono un solo euro. L’azienda sanitaria è in debito con i creditori che ottengono il pignoramento dei fondi destinati agli stipendi.                                        Un palazzo fatiscente cade e muoiono due persone che vi avevano trovato riparo. Erano polacchi, arrivati in Italia in cerca di fortuna e finiti ai margini.

Per noi è difficile tornare alla normalità dopo i primi tre mesi trascorsi con l’acceleratore costantemente pigiato. Repubblica Napoli fa 20 anni, noi andiamo alla festa e siamo belle

Maggio Una infermiera muore. Contro il mancato pagamento degli stipendi, si fa prelevare 150 ml di sangue al giorno per 5 giorni. La causa del decesso non è quella, ma il clamore per un titolo del Mattino è immenso.                                            Si insedia quella che i giornali hanno definito ‘la Giunta di mezzanotte’ perché il via libera dalla Regione arriva solo a tarda sera, quasi mezzanotte, di sabato. In occasione del primo Consiglio regionale, De Luca dice, riferendosi a un assessore: “Sica, Sica, Sic transit gloria mundi”.                                                                                       Ci sono le elezioni anche per l’Ordine dei Giornalisti. Io non ho nemmeno capito come e perché ci fossero altre liste. Riconfermato Ottavio Lucarelli, che per noi, le socie di targrato gs o cs, è molto più di un presidente.

Giugno Viene accertato lo sforamento del Patto di stabilità interna. ‪La Giunta regionale inizia ad annullare tutte le delibere, a firma Bassolino, anche quelle dei finanziamenti al Comune.

L’estate, per noi, stenta ad arrivare.

Luglio Esplode il caso P3. Sono coinvolti Flavio Carboni, Arcangelo Martino e Raffaele Lombardi. Vengono indagati anche Cosentino e Verdini. L’accusa, secondo la Procura di Roma, è di associazione per delinquere, finalizzata alla violazione della legge Anselmi sulle associazioni segrete. Salta fuori un finto dossier contro Caldoro, secondo cui il neo presidente andrebbe a trans e farebbe uso di droga. Tra i ‘complottisti’ anche un assessore della sua Giunta, Sica, che ovviamente se ne va. Una prece.                                                                                                                         Crolla un palazzo ad Afragola. Imma, una bambina di 10 anni, resta sotto le macerie per 15 ore. Poi la salvano e la prima cosa che chiede è gelato alla nocciola. Valeria Valente, assessore ai Grandi eventi del Comune di Napoli, si dimette per le elezioni del segretario provinciale del Pd. Non ce la fa. Vince, invece, Nicola Tremante e il Pd di Napoli torna finalmente ad avere un segretario dai tempi delle dimissioni di Nicolais, nel gennaio 2009 contro la Iervolino che non azzerò la sua Giunta dopo la tegola del Global service.

Noi inauguriamo delle cene dette presto con ‘annessa tragedia’ perché ogni volta che ci vediamo accade qualche guaio.

Agosto Deraglia un treno a Gianturco. Un uomo perde le gambe, tranciato in due da una lamiera. Un ragazzo finisce in coma, per fortuna si è ripreso. E a fine mese, Rosetta, a Vasto come sempre per le sue vacanze, rimane chiusa nel cimitero dove è andata a pregare sulla tomba del marito.

Poi noi ce ne andiamo in ferie. La socia in giro, io in Corsica e il tempo si ferma.

Settembre Prime avvisaglie di una nuova emergenza rifiuti. Enerambiente, società che ha appaltato da Asia, la municipalizzata che si occupa di monnezza, vanta un credito di 13 milioni: o si salda o non si raccoglie più. E Napoli è di nuovo sommersa.

La socia decide che nasce il nostro blog. (Ancora grazie per questa splendida follia)

Ottobre Riesplode l’emergenza rifiuti. A Terzigno, le mamma vulcaniche cominciano la loro protesta sulla rotonda panoramica per impedire l’accesso ai compattatori in Cava Sari. Il braccio di ferro è duro: scontri, aggressioni, notti di guerra poco fuori città. Alla fine il Governo cede alle loro richieste: Cava Sari resta solo per loro, Cava Vitiello sparisce dalla lista delle discariche da aprire.

Io comincio gli appostamenti in Prefettura, tra vertici, riunioni e conferenze, una ‘B’ di cui vado fiera (sì, torno subito coi piedi per terra) sui contenuti dell’incontro a porte chiuse. La socia fa lo scritto dell’esame da professionista e pure il compleanno. Noi festeggiamo a mezzanotte, quando cioè il giorno è già passato, perché Berlusconi decide di farci visita in Prefettura proprio quella sera e noi teniamo che fare.

Novembre La polizia arresta Antonio Iovine, capo storico del clan dei Casalesi, latitante da oltre 14 anni. Il boss non ha resistito alla voglia di dolce, il roccobabbà. Come essere presi con le mani nella marmellata.                                                                         Trent’anni fa, il terremoto che scosse l’Irpinia e l’indimenticata prima pagina del Mattino: “Fate presto”

Dicembre Ancora tanta monnezze per le strade. Ieri l’ultimo annuncio da Roma. A Palazzo Chigi si è tenuto un vertice tra Caldoro, Iervolino e vari presidenti di Provincia. Entro domani Napoli sarà pulita. Sì, ok e poi il primo gennaio cosa accadrà?

La socia fa l’orale e spacca tutto. Andiamo insieme a Roma, in meno di 24 ore conquistiamo la città e troviamo il tempo di vedere Silvio che torna a Palazzo Grazioli e andare da Tiffany a sbavare sulle vetrine nell’attesa che tocchi a noi per comprare un regalo a una nostra amica che si è laureata con il pancione.

L. (con l’aiuto più che mai fondamentale della socia perché non mi ricordavo tutto tutto)

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Happy Birthday, Velino

Una settimana infernale. Per tutte e due le socie. Sono successe così tante cose che non ricordo nemmeno più cosa sia successo ogni singolo giorno.

L’evento, però, è stata la festa del Velino Campania.  L’agenzia ha compiuto due anni e così hanno deciso di festeggiare.  Noi pensavamo a questa festa da almeno 2 mesi. Il vestito, le scarpe, le calze, il cappotto e le collane. No, non abbiamo tralasciato niente. Tutto era pronto, pensato e curato fin nei minimi dettagli.

La socia, che collabora anche con loro, ha fatto da pr. Quando siamo arrivate, ha visto la lista e ha esclamato: “E’ stata la mia dannazione”. Eh già perché lei l’ha compilata, inserendo i nomi uno alla volta, controllando e ricontrollando con la preoccupazione di aver  dimenticato qualcuno.

“E’ in occasioni come queste che si pesano le persone”, qualcuno a cui vogliamo molto bene ha detto. Noi c’eravamo perché i ragazzi del Velino ci credono in quello che fanno e con loro anche la socia che da poco collabora. Io li ho conosciuti, uno alla volta. A tre di loro, in particolare, voglio un gran bene. Certo, a qualcuno di più.

Tra ‘amici’ e meno amici, colleghi e istituzioni, facce nuove e visi conosciuti, tra “giù le mani dalla socia” e “qualcuno ha fatto acchiappi”, tra “ha visto con quali belle ragazze se la fa suo figlio” e “mica potevo venirci in jeans”, la serata è stata bella davvero.

Io sono stata “solare” e anche un po’ “stupenda”. La socia era fantastica nell’abito blu che aveva comprato per l’occasione. Eravamo finalmente vestite “da femmine” perché gli altri giorni jeans e scarpe basse sono la divisa per andare a lavorare.

L.

Happy Birthday (con Berlusconi)

È stato il mio compleanno.

L’ennesimo compleanno da semigiornalista sfigata, nemmeno precaria praticamente, e se ci penso è uno dei motivi che mi causa ansia. È stato…particolare. Sei una giornalista se gli auguri te li fa mezzo consiglio comunale, se ti chiamano gli assessori. Se il giorno prima esci con le tue amiche colleghe pure se sei distrutta e la socia a mezzanotte inchioda in mezzo alla strada per farti gli auguri. Sei una giornalista se il giorno del tuo compleanno lo passi a correre, come sempre, ma poi il tuo amico – anche lui, ovviamente, collega – decide di accollarsi una noiosissima riunione del Pd per darti una mano. Per la cronaca, nella noiosissima riunione non è successo un cazzo se non che ce la stanno mettendo tutta per perdere pure queste elezioni.

Sei una giornalista se una persona speciale, e per inciso il padrone di casa, arriva per ultimo al brindisi perché stava seguendo Berlusconi che guarda un po’, ha scelto proprio il giorno del tuo compleanno per risolvere l’emergenza rifiuti. Ed è talmente fiero di esserci riuscito che per questo convoca una conferenza stampa alle undici di sera, attirandosi le bestemmie di tutti i giornalisti italiani. Soprattutto le mie, perché poi l’unica cosa che volevo, per un compleanno dal sapore agrodolce, era stare cinque minuti in grazia di dio con alcune persone importanti. La torta con loro l’ho aperta tipo all’una e mezza, i rifiuti sono ancora in strada e io non sono proprio sicura che la soluzione contro l’emergenza sia proprio quella giusta. Napoli non può più sversare a Terzigno (dove non aprirà la seconda discarica). Il termovalorizzatore di Acerra dà ancora problemi e Chiaiano sarà presto piena. E la munnezza dove la mettiamo?

Ah, sei una giornalista anche se i tuoi amici ti regalano un registratore perché il tuo s’è rotto anni fa. E tu sei “un sacco contenta”.

A.

Finally comes monday

Il lunedì è sempre una tragedia.

Perché, per quanto ami il mio lavoro, durante il weekend riesco a tornare almeno un po’ una persona normale…Sabato un po’ ho lavorato – un solo pezzo, miracolo! – ma soprattutto c’è stata la festa a sorpresa di cui ha già parlato la socia per cui ho per lo più passato il tempo ad agitarmi per far sì che la sorpresa riuscisse…

Domenica relax, partita, sonnellino, studio, un dolce, uscita con le amiche…

E quando la gente ti vede e fa “Ci sei anche tu, che bello! Che fine hai fatto?” o “Uh, e com’è che sei uscita? Di solito non vieni mai…” ti prende un nodo allo stomaco. E il lunedì è dietro l’angolo.

A.

“Questo posto non è la fine del mondo. Qui parli direttamente con Dio”

Capo Miseno's lighthouse

Interno sera. Dieci  persone sono acquattate in una stanza, con le luci spente, in attesa che arrivi un inconsapevole festeggiato. Fuori c’è un vento molto forte perché la casa è vicinissima al mare. La luce del faro illumina a momenti alterni la stanza. Una sedia a dondolo è appesa a un arco in muratura, davanti alla porta d’ingresso, e si sposta avanti e indietro sospinta dal forte vento.

– lui con chi arriva? (ragazza bionda)

– con una collega. (taglia corto l’amico del festeggiato)

– uh, lei lo sa che stiamo qui anche noi? magari pensa di venire qui, stare sola con lui e invece trova noi, ti immagini?

L.

A noi il multitasking ci fa un baffo

Qualcuno ha mai provato a fare piu’ cose contemporaneamente? Certo, penserete. E a essere in più posti contemporaneamente? Anche, direte.  Ma se occorre fare tutto entro un tempo prestabilito, per un appuntamento al quale proprio non puoi fare tardi, le cose si complicano. Soprattutto se ci si mette la pioggia e a Napoli due gocce bastano per intasare tutto.

Esco di casa e ho in macchina il cambio per la serata: una festa a sorpresa, a Miseno, poco fuori città. Il problema è l’orario. Occorre star lì per le 19 e il perché io l’ho capito solo in serata: il cane era solo e doveva mangiare. Quindi l’inconsapevole festeggiato sarebbe arrivato presto per quello splendido cagnone.

L’inaugurazione della nuova sede del Pdl, in centro, (più che altro la riapertura di una sede storica della destra napoletana, prima con l’Msi poi con An) si trasforma in una cerimonia di investitura per Taglialatela che, attualmente è assessore regionale all’Urbanistica, a candidato sindaco di centrodestra che tiene a precisare: “Sono disponibile, ma l’ultima parola spetta alla classe dirigente”. A maggio si vota e i partiti sono in fibrillazione tra alleanze, strategie, programmi. Per me è un déjà vu. L’anno scorso, di questi tempi, trascorrevo i sabato in un’altra sede dello stesso partito a sentir parlare di  ‘candidato naturale’ per un politico, Cosentino, che, alla fine, non è stato candidato e non è ora governatore.

Ci si mette anche Annozero a incalzare questo stesso politico: la P3, le pressioni in Cassazione, i dossier contro il presidente della Regione ai tempi della campagna elettorale. Partono anche cori da stadio e tutto per far capire che il partito lo appoggia e lui dice a gran voce: “Voglio il processo, perché i magistrati napoletani non mi fanno andare a processo?”.

La mattina finisce così, con un vigile che non mi ha fatto la multa all’auto  e la redazione che mi accorda il permesso di salire a scrivere perché io dopo devo andare a una manifestazione di antivivisezionisti.

Sempre di corsa, senza mangiare, arrivo al corteo, parcheggio e rompo il paraurti perché non vedo un paletto. Arrivo in testa, ascolto un po’ di gente, torno indietro, recupero l’auto e raggiungo i manifestanti che nel frattempo stanno arrivando in piazza del Plebiscito. Loro si battono per evitare che i randagi siano utilizzati per la sperimentazione.

Alle 17 ho finito: faccio in tempo a trovare un posto dove cambiarmi e andare a Miseno. Lì arriva anche la socia con indosso un vestitino di quelli che ti fanno capire che sei femmina anche se lo tieni nascosto durante tutta la settimana, perché a lavoro no, non puoi vestirti così.

L.