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Perché i modi di dire dicono la verità ma a volte la verità li supera

A volte capita che uno esce dalla porta e rientra dalla finestra.

Altre volte rientra direttamente dal portone, e pure col tappeto rosso steso a terra.

Prendi la giunta De Magistris: altro che nuovo che avanza, per lo più è il vecchio che ritorna, però siccome è un vecchio un po’ più remoto rispetto al solito, nessuno se ne ricorda.

Riccardo Realfonzo Robin Hood per esempio è stato assessore al Bilancio della Iervolino post global service, per capirci è stato quello che ha tenuto i conti tra Enrico Cardillo e Michele Saggese. Lui dice che si è autoproclamato Robin Hood perché eroicamente se ne andò, dopo aver tentato di mettere a posto i conti del Comune, accusando di clientele e imbrogli vari nella gestione delle partecipate, con una simpatica lettera al Corriere del Mezzogiorno che fece prendere un buco a tutti noi e fece pure incazzare Rosetta che aveva saputo delle dimissioni dopo De Marco.

Le cose non andarono proprio come dice lui.

1. il soprannome di Robin Hood glielo diede un consigliere comunale, Ciro Signoriello, del quale è rimasto storico un intervento che iniziava con “assessore Robin Hood (perché poi Realf teneva pure un completo verde quel giorno), assessore Robin Hood, lei ride, ma qui non c’è proprio niente da ridere”. Allora giustamente mammà quando Realf si dimise disse “voleva fare Robin Hood”, lui replicò “e lei è lo sceriffo di Nottingham”, e lei gelida “almeno non mi ha dato della lady Cocca”. Fine della storia. Ah, litigò con Santangelo perché voleva mettere Lucarelli (altro neoassessore) nel cda dell’Arin.

2. Tommaso Sodano. Fa il vicesindaco e si becca la delega ai rifiuti. E’ stato assessore alla Provincia con Lamberti (che era stato assessore con Bassolino), poi è diventato senatore, con una lunga serie di battaglie per l’ambiente. Se non sbaglio era candidato alle ultime regionali ed è andato malissimo, mi ricordo che l’ho intervistato ed era depresso che non se l’era filato nessuno.

3. Sergio D’Angelo. Mò, lui è il presidente di Gesco, cooperativa sociale che è il maggior creditore del Comune. S’è dimesso. Ma non notate un lieve conflitto di interessi?

4. Bernardo Tuccillo. Ex sindaco di Melito, pure lui è stato poi assessore provinciale di Rifondazione al Lavoro negli anni del bassolinismo.

5. Anna Donati. E’ stata un cavallo di punta dell’ex assessore regionale ai Trasporti Ennio Cascetta, che la volle con Bassolino alla guida dell’Acam.

6. Luigi De Falco. E’ stato nell’ente parco Vesuvio, ha lavorato spesso con le amministrazioni locali e ha collaborato con Vezio De Lucia alla stesura del Prg.

7.Antonella Di Nocera. Da anni alla guida dell’Arci, ha lavorato col Napoli Film Festival ecc.

8. Giuseppe Narducci. Ha chiesto l’aspettativa dalla magistratura, e fa l’assessore nonostante il parere contrario dell’Anm. E’ il pm dei processi calciopoli e Cosentino, tra l’altro. Praticamente passa da un palazzo all’altro. E forse sono un po’ troppo vicini.

 

A.

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La paura fa 90

La paura fa novanta. Il centrosinistra fa quadrato attorno a de Magistris e il Pd parla di patto elettorale per vincere. Da un lato Pasquino convoca la stampa per fare l’identikit del candidato per cui votare al ballottaggio (il Terzo Polo non dà indicazioni su chi votare, ma quante similitudini con de Magistris) dall’altro il centrosinistra (e facciamo i nomi sennò qualcuno si offende: Pd, Sel, Verdi che al primo turno stavano con Morcone. E poi Idv e Federazione della sinistra che dall’inizio appoggiavano l’ex pm) dice che i loro voti andranno a lui.

Ora ho capito che il Pd non voleva de Magistris etc etc etc, ma poi torna sui suoi passi e dice: “L’obiettivo è cacciare Berlusconi”. Non mi sembra molto sensato, ma cosa lo è in questa città di primarie fatte e annullate, di dimissioni fatte male e durate più o meno 48 ore, di aggressioni a destra e a sinistra, di colpi bassi e nessuna proposta?

Sono stata alla conferenza di Pasquino e poi a quella dei partiti sopraelencati. E sì, mi sono divertita nonostante il sonno, la stanchezza e la testa pesante di margarita. E poi era sabato e sono andata a scrivere in redazione, contenta.

Quando ho finito, ho chiuso tutto in fretta, temendo che in qualche modo mi bloccassero ancora lì. Ho salutato e sono andata via, ma è arrivata una telefonata. Marco Nonno, il più votato alle elezioni per il Consiglio Comunale: “Sono stato aggredito da sostenitori di de Magistris, gente dei centri sociali”. E tu che ne sai che erano dei centri sociali? “Perché puzzavano”, mi ha risposto. Ecco cosa significa dire: “La sinistra non si lava” che poi uno che è stato aggredito mentre era con il figlio ti dice che sono stati quelli di sinistra perché puzzavano.

Sono tornata in redazione, spiegato e scritto, ma non prima di aver richiamato Nonno per chiedergli copia della denuncia via fax. Non si può mai sapere, è sempre bene mettere agli atti. La classica polpetta avvelenata pre-voto e oggi guardando la tv ho scoperto che anche a Milano una candidata ha detto di essere stata aggredita dai sostenitori di Pisapia. Coincidenze? Forse erano gli stessi in trasferta da Napoli a Milano.

L.

Le primarie, i brogli, Bassolino e Cozzolino

Io mò come faccio a raccontare brevemente tutto quello che è successo? Ci provo.

Cozzolino ha vinto le primarie. Dopo ore di testa a testa con Ranieri (tramite fonti ho seguito lo spoglio nei seggi, poi mettevo le info su twitter e a un certo punto da che io seguivo termometropolitico.it è finita che loro seguivano me) l’ha superato di quasi 1.300, che sono quelli riportati a Miano e Secondigliano, due zone al centro di denunce di brogli già dalla mattina. Addirittura in un seggio a Miano il delfino di Cozzolino ha preso mille voti, che insomma, non sono proprio bruscolini.

Appena avuta la certezza matematica della vittoria Cozzolino ha iniziato a festeggiare nel suo comitato. Ma gli altri annunciano ricorsi. E il collegio di garanzia è stato allertato. Insomma, non è finita. Del resto le cose si erano messe male dalla mattina, con le denunce di brogli da tutte le parti. Aveva cominciato Mancuso dicendo che c’erano infiltrazioni di centrodestra nei quartieri popolari. Poi Angela Cortese e Corrado Gabriele hanno detto che gente estranea al Pd stava comprando voti. Poi ci si è messo pure Cozzolino e infine Ranieri.

L’altro dato da sottolineare è che “miracolosamente” sono andate a votare oltre 44mila persone. Che, un euro a testa, fanno oltre 44mila euro. Infatti appena si è sparsa la voce hanno rapinato un seggio all’Avvocata portandosi via 400 euro. Peccato che non erano elettori di Cozzolino, altrimenti sarebbero andati a Miano.

Comunque 44mila persone sono andate a votare e io credo troppo nella sanità mentale della gente comune per credere che ci siano andati spontaneamente. Infatti Di Lello dice che sono numeri dovuti alla mobilitazione dei soliti apparati. A me, per inciso, nessuno mi ha offerto niente. Infatti non sono andata a votare perché già al Pd ieri ho dato troppo in termini di salute, pure l’euro no.

Mò comunque Andrea Bassolino-Cozzolino-Bazzolino, come lo si voglia chiamare, è il candidato. Almeno finché non succede che lo appendono tutti e diventa il candidato di sè stesso.

Riflessione seria. Che credibilità ha un centrosinistra che due ore dopo l’avvio delle primarie grida ai brogli? Se non riescono a organizzarsi delle cavolo di primarie, come possono convincere la gente che sono in grado di governare?

Io non lo so. Mò vado a chiederlo alla Iervolino.

A.

Il sabato del villaggio

I sabato di campagna elettorale sono cominciati. Va be’, adesso è solo per le primarie di centrosinistra, però l’aria che si respira è quella.

Stamattina è stato il turno di Nichi Vendola, io e la socia abbiamo lavorato di nuovo insieme e mentre tutti – compresi altri colleghi – lo aspettavamo al teatro Augusteo lui se ne stava beato al Gambrinus dopo aver rilasciato un’intervista a Sky, come se non bastasse quella che già c’era sul Corriere del Mezzogiorno.

Mirafiori e la vittoria del Sì, ma è una vittoria “amara” perchè lo scarto coi no è stato basso (54% i sì, 46% i no), Ruby, “vergogna planetaria” e la caduta degli dei che però “come colonna sonora hanno Apicella e non Wagner”. Il teatro è pieno, la gente lo ascolta e ascolta anche Mancuso, l’ex magistrato delle stragi che si è candidato alle primarie. Io e la socia ci guardiamo: “Azz, s’è svegliato”. E sì, perché sabato scorso era stato un po’ una delusione sentirlo al confronto pubblico tra i Fab Five. Vendola parla, dice che Bassolino nella seconda legislatura alla Regione “inglobò due centri di riabilitazione, a Nusco e a Ceppaloni”. L’affondo, manco a dirlo, è a De Mita e Mastella, le “bande centriste” come Nichi le ha definite, che “armi e bagagli sono passate al centrodestra” perché chi nasce a Nusco e a Ceppaloni, nasce per essere “classe di governo chiunque governi”.

Anche stavolta in tanti sono venuti a sentire, ad ascoltare, a vedere se il teatro fosse pieno. Esponenti del Pd, qualche assessore comunale, consiglieri simpatizzanti. Però la platea era meno interessante – seppure più giovane – dell’altra volta.

La monnezza non poteva certo mancare, casomai noi volessimo (che so?) dimenticarla. “La magia di Berlusconi funziona soltanto se la monnezza me la prendo io in Puglia”, ha detto Nichi Vendola (che nei pezzi di una collaboratrice è diventato Nicky e per fortuna il caposervizio li ha corretti).

Una mattinata piena, con un ginocchio gonfio per aver sbattuto contro il motorino e dolori ovunque perché non ricordavo di avere tanti muscoli…

Quando l’incontro-comizio è finito, con un mare di cose da scrivere, sono salita in redazione, sperando che mi facessero sedere e usare il mio iPad. Tecnicamente non avrei usato alcun mezzo di lavoro della redazione. Ma la sedia e la scrivania lo sono. Io sono dovuta tornare a casa.  Questo più che targato gs o cs è prorpio roba da semicroniste.

L.

Sms dal futuro, la pioggia, i congressi e il tempo perso

Drizza le orecchie e resta in ascolto: da lontano potrebbero arrivare segnali e messaggi di una novità. Da lontano e da qualche mese nel futuro.

Sono tornata a casa da 20 minuti e questa giornata voglio cancellarla. Perché mi sto portando dietro una rabbia che non riesco a giustificarmi. E questo nonostante la mezza novità.

Sei ‘targato gs o cs’ se il primo congresso di Sel, a Napoli, comincia alle 18.30 ed è sempre giovedì e ci sarebbe il corso. Lo sei se il coordinatore regionale decide di parlare per 40 minuti e dice che no, il Comune non è ancora perso perché la partita è tutta da giocare e il centrodestra “in Campania e in Provincia sta dando prova di capacità di governare pari allo zero assoluto”. E comunque servono le primarie, sono necessarie. Sei ‘targato gs o cs’ anche se la Iervolino, che dovrebbe solo portare un saluto istituzionale, decide di dire che “la camorra è al potere, non facciamo gli ingenui” e si riferisce chiaramente a qualcuno di cui, però, non vuole fare i nomi. Sindaco, tanto s’è capito uguale con chi ce l’hai (maledizione non ho le agenzie regionali per vedere se gli interessati o chi per loro hanno già risposto). Lo sei se resti a scrivere nella sala stampa allestita dal partito alla Stazione marittina e il tipo ti dice: “Ne hai ancora per motlo? Va be’, noi ce ne andiamo, quando hai finito chiudi tutto”. E grazie per l’ospitalità!

Poi esci dal porto e ti guardi intorno: piove e non c’è nessuno per strada. Sei stanca, incazzata, pensi che casa è lontana, troppo e vorresti il teletrasporto, ma ti incammini sotto la pioggia verso la funicolare. Attraversi un passaggio pedonale deserto e bellissimo come non l’hai mai visto e non ti passa nemmeno per la testa che potrebbe aggredirti qualcuno perché quel deserto tu lo conosci.

L.