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Dopo l’Olanda, Napoli chiama Germania, Svezia, Danimarca e Belgio

San Giacomo chiama altri Paesi europei. Il Comune di Napoli ha preso contatti con Germania, Svezia, Danimarca e Belgio: è uno dei passaggi contenuti nella risposta alla Commissione Europea alla lettera di messa in mora inviata all’Italia lo scorso settembre per la gestione dei rifiuti in Campania.

Dopo gli accordi con l’Olanda che hanno permesso il trasferimento, via nave, a Rotterdam e Amsterdam di 3mila tonnellate di rifiuti provenienti dagli Stir, “sono in fase di negoziazioni – si legge nel documento – ulteriori ipotesi contrattuali che interessano societa’ e impianti di recupero di energia in Germania, Svezia, Danimarca, Belgio”.

L.

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Se potessi avere 400 euro al mese

La questione è questa. Sul sito del Pd è comparso un annuncio di selezione stage per creativi della comunicazione politica.

Tanto per capirci, questo è il testo:

“Il settore creativo della Comunicazione PD ha iniziato la selezione per la seconda sessione dello stage per creativi junior. Si tratta di un’opportunità per i giovani di lavorare “in prima linea” entrando in relazione diretta con le esigenze, le procedure, i tempi della comunicazione politica. Lo stage avrà la durata di sei mesi durante i quali un tutor seguirà e coordinerà il lavoro dei giovani creativi e li metterà in contatto con le diverse strutture del partito, programmando la partecipazione ad alcune riunioni di organizzazione, incontri e approfondimenti con politici, esperti e operatori del settore. Il team ottimale deve essere composto da un creativo e un copywriter di età compresa tra i 22 e 27 anni, che siano in procinto di conseguire, o abbiano da poco conseguito un titolo di studio nell’ambito della comunicazione (diploma o laurea). Al creativo è richiesta competenza nella progettazione grafica e nell’art direction; mentre al copywriter buona conoscenza della lingua italiana e un buon rapporto con la scrittura creativa.

Ai candidati è richiesto inoltre:

– discreta autonomia nell’uso di programmi di computer grafica;

– interesse nell’ ambito sociale e politico e una generale condivisione delle idee del Partito Democratico;

– doti di adattabilità, affidabilità e discrezione.

Si richiede un impegno di quattro ore quotidiane da assolvere presso la sede nazionale del Partito Democratico a Roma, in via Sant’Andrea delle Fratte. È previsto un rimborso spese di 400 euro mensili.”

Dunque, questo stage offre l’opportunità di lavorare per 6 mesi col Pd. Sì, lo so, è il Pd, ma rimane cmq il secondo partito italiano, al di là di quello che ne pensiate. Sei mesi, 4 ore al giorno, 400 euro al mese.

Non correte a prendere carta e penna, aspettate.

Perché sulla rete s’è scatenato il putiferio. Qualcuno ha preso la calcolatrice e ha scoperto che 4 ore al giorno a 400 euro al mese corrispondono a 4 euro l’ora, quanto prendevano le operaie di Barletta.

Apriti cielo. Twitter, blog, siti, per non parlare di Facebook dove sulla pagina di Bersani gli è stato consegnato di tutto, è scattata la rivolta contro il Pd: ma come, si permette di pagare gli stagisti 4 euro l’ora?.

Ora io mi chiedo: ma voi in che mondo vivete? Qui gli stage non sono pagati, o al massimo viene dato un rimborso spese. Oppure sì, prendono 400, 500, 600 (qualcuno dice anche 700, ma non ne ho le prove) euro al mese, ma si tratta di una giornata completa. Quattro ore sono la metà, quindi è come prendere 800 euro al mese. E avete il coraggio di dire che per uno fresco di studi, senza arte né parte (senza offesa) sono pochi? E’ vero, è la cifra che prendevano all’ora le operaie di Barletta. Ma loro sono morte lavorando in nero, non erano al primo impiego, e si facevano un sedere così, altro che stage a Sant’Andrea delle Fratte.

Ma mi facci il piacere.

A.

Dal Virgiliano guarderemo le regate

Il post di prima é il mio pezzo. I retroscena sono presto detti, o meglio, scritti. Il sindaco ieri è partito con il Napoli e tutti qui (me compresa) hanno fatto casini perché non capivamo il motivo di quella partenza, fermo restando che l’esordio del Napoli in Champions è una cosa importantissima. Ci ha pensato il suo vice, Sodano, al seguito dell’ex pm, a dire che stavano lì “per incontri istituzionali che comunicheremo nelle prossime ore”.
Nel pomeriggio, comincia a girare la voce che in realtà de Magistris fosse andato in Inghilterra per la Coppa America. Era grande il rischio che fosse una voce messa in giro ad hoc per giustificate la presenza del sindaco allo stadio, stasera. Così la risposta che mi è stata data “Se vogliono ce lo comunicano loro”, mi è bastata.
Poi in serata la voce diventa una certezza: in Inghilterra c’è anche Caldoro. Io un po’ mi dispiaccio perché non l’ho scritto e stamattina era su tutti i giornali e noi, quella notizia, la sapevamo, ma non ce l’avevamo. Ma forse meglio così perché quella cosa doveva rimanere “segreta” fino a oggi.
Me la sono cercata e oggi ho lavorato per questo. Un po’ di disorganizzazione e  noi in affanno mentre altri, più coordinati, i lanci li hanno messi in rete prima.
Poco importa, però, se alla fine ho scritto un pezzo che é piaciuto a tutti, azzeccato anche nel titolo. E domani tocca ancora a me, domani che é il day after.

L.

Coppa America: Nel mare di Napoli arrivano le World series

<<NAPOLI, 14 SET – Obiettivo centrato: Napoli si aggiudica due tappe delle World Series della Coppa America. L’ufficialità è arrivata solo nel pomeriggio da parte della Acea, la società americana che gestisce l’evento, dopo un incontro, a Plymouth, dove si stanno disputando alcune regate, con i vertici di Regione Campania, Comune e Provincia di Napoli, Unione industriali e Bagnolifutura.
Il contratto preliminare è stato sottoscritto a Plymouth e i dettagli dell’accordo, così come le date dei due eventi dell’Ac World Series, saranno comunicati durante una conferenza stampa in programma a Napoli il prossimo 29 settembre.
Già da ieri, però, era nell’aria che la firma del contratto con gli americani si stesse avvicinando. Il sindaco Luigi de Magistris, insieme con il suo vice Tommaso Sodano, è volato in Inghilterra sul charter che ha portato lì il Napoli, impegnato stasera nella prima di Champions League contro il Manchester City. Più o meno nello stesso momento, su un altro aereo, è arrivato in Inghilterra Stefano Caldoro, governatore della Campania, insieme con il presidente dell’Unione industriali, Paolo Graziano, che dall’inizio ha condotto le trattative. Tutti lì, i vertici istituzionali: Regione, Comune e Provincia di Napoli (per la quale c’era il vicepresidente Gennaro Ferrara) così come Graziano e il presidente di Bagnolifutura, Riccardo Marone. E oggi la sigla dell’accordo, ufficializzata dallo stesso Richard Worth, presidente di Acea, il quale ha annunciato che ‘l’America’s Cup world series fara’ tappa a Napoli’.
Solo qualche giorno fa, l’opportunità per Napoli sembrava sfumata, quando, agli inizi di settembre, l’Acea aveva comunicato che ad aggiudicarsi due tappe, per le quali era in corsa anche il capoluogo campano, era stata Venezia, il cui sindaco Orsoni, in piena estate, si era recato a Cascais, in Portogallo, per siglare l’accordo con gli americani.
‘Un grande successo per Napoli e la Campania. Un ottimo lavoro da parte di tutti che premierà, in termini di benefici, la città e l’intera Regione – ha commentato Caldoro – Il miglior campo di gara per uno straordinario evento sportivo’.
Per de Magistris, aver raggiunto l’accordo è ‘rispondere a polemiche strumentali con i fatti’. In molti, come lo stesso sindaco aveva più volte ribadito, erano scettici sulla reale possibilità che l’evento si disputasse a Napoli. Non ultime le polemiche sollevate ieri dalla notizia che l’ex pm si era recato in Inghilterra per assistere alla partita. ‘A tutti coloro che hanno tentato di ostacolare il cammino dell’Amministrazione – ha affermato – rispondiamo con fatti che dimostrano la concretezza del suo operato’. Un’occasione, quella delle regate a Bagnoli, che mette d’accordo Caldoro e de Magistris: benefici e opportunità di sviluppo per la città e per l’intero territorio regionale.
Marone, dal canto suo, ha sottolineato che si tratta ‘di una grande opportunità per Napoli, e in particolare per Bagnoli, non solo perché consente di rilanciare l’immagine della città nel mondo ma anche perché, così come previsto dal protocollo d’intesa, sara’ la Bagnolifutura a curare la progettazione e la realizzazione di tutti gli interventi necessari allo svolgimento dell’evento’. Cosa che, dal suo punto di vista, imprimerà una accelerazione alle opere per lo sviluppo dell’area di Bagnoli, ‘grazie anche allo sblocco dei finanziamenti da parte della Regione Campania’.
Ogni tappa dell’Ac World Series si compone di una serie di eventi comprendenti regate di flotta, duelli di match race e prove di velocità che vedono impegnati nove AC45 identici.
Questi eventi rappresentano l’unica opportunita’ di vedere impegnati sullo stesso campo di regata tutti i protagonisti della prossima America’s Cup.>>

L.

Il giorno della Giunta

Oggi de Magistris presenterà in maniera ufficiale la sua Giunta. Nomi e deleghe li conosciamo da venerdì, quella che per me, fino alle 21.08, era stata una splendida giornata. E il Pd no, non entra in Giunta.

Tra una cosa e l’altra, un uccellino mi ha detto chi sarà il prossimo amministratore dell’Asia e ci ho fatto un lancio. In redazione, quando ho riferito che ero a conoscenza del nuovo arrivo a Napoli, erano euforici almeno quanto me. Questo signore è un esperto in raccolta differenziata, pare anche molto capace alla luce di quello che ha già fatto. In più è testimone chiave di un processo contro i vertici dell’azienda per la quale lavorava per aver denunciato tentativi di corruzione (ha rifiutato una tangente da 100mila euro). Insomma, i pezzi andavano a incastro.  Poco dopo le 8 di sera, mi è squillato il telefono. “L’hai scritto tu il pezzo sull’Asia?”. “Sì”, senza esitazioni. “Ma come hai fatto? E’ vero, sta venendo”. E ho preso a saltellare come una cretina per piazza Bellini per la gioia.

Ho cominciato la giornata con una riunione a porte chiuse del Pdl. Solo che noi eravamo in una stanza con il balcone che affaccia sulla sala riunioni e loro, lì, avevano le finestre aperte, così, dato che urlavano, abbiamo sentito molte cose, quelle più interessanti.

La sera di nuovo a lavoro, sempre con lui perché potrebbe dire qualcosa e comunque nel frattempo aveva incontrato persone e personaggi della Giunta. Dopo una chiacchierata sempre divertente con il sindaco (oddio che strano chiamarlo “sindaco”), la telefonata che confermava la mia indiscrezione sull’Asia. Giubilo! Stato che è continuato quando ho avuti i nomi della Giunta. Solo che non sono un buon giocatore e ho preferito tenerli per me. Sì, l’ho detto in redazione, spiegando però che si trattava di indiscrezioni che potevano rivelarsi anche non fondate (ma era tutto esatto).

E poi, invece, la telefonata che mi ha rovinato la serata. “Piccerè, devi fare un pezzo sul Pdl di stamattina, mettendo insieme Cosentino che ha detto di non voler essere d’ostacolo e altra roba di consiglieri regionali che trovi in rete”. Ma no, ma perché? Cazzo è venerdì sera, dovevo tornare a casa, prendere l’auto e uscire con la socia. Uff.

Sono salita in redazione (l’orario lo consentiva). Ho fatto una telefonata per capire cosa dovesse uscire dall’articolo, cosa volesse il committente (“Ah, ti dispiace? Di’ pure al tuo capo che mi siete debitori di una serata con la socia”. Acida? Forse sì, ma stavo abbastanza incazzata). Un’altra telefonata a un collega e poi ho rimesso insieme i pezzi. Non è stato difficile, ma ho finito alle 22.30. Troppo tardi per tornare a casa, darsi una sistemata e scendere di nuovo in centro. E così addio margarita del venerdì sera. Maledizione!

L.

E poi cos’è successo?

Mi sono esaurita, stressata, stancata, incazzata. E ora, che è giorno di silenzio e fino a lunedì si starà tutti zitti, mi sento già svuotata. Ho urlato, litigato con colleghi e persone varie, mi sono formata idee più o meno sbagliate. Ho riso e mangiato poco e male insieme a compagni di sventura per aspettare che smettesse di piovere. Ma non ha smesso e sono arrivata a casa bagnata fradicia. Ho avuto caldo e paura di tornare a casa di sera. Ho fatto domande, avuto qualche risposta, ma molte sono rimaste sospese. Ho ricevuto sorrisi, sorprese, abbracci, carezze sulla testa come si fa con i bambini, complimenti quando meno me l’aspettavo. Cazziate e “non conosci la grammatica”. Ho eseguito ordini anche senza capirli, ma l’ho fatto. Ho visto posti nuovi che mai avrei creduto fossero così a portata di mano, sentito caldo come fossi ai tropici, ma rimasta di ghiaccio per l’imbarazzo. Ho scritto di candidati in giro tra la gente, di apparentamenti mancati, di frasi e promesse che resteranno tali. Di quadri di partito chinare la testa e giustificarsi e dire poi: “Tanto io a questo non lo voto”. Di cortei e canzoni, slogan, uomini col megafono e maratoneti. Di aggressioni e denunce, parolacce e gesti vili contro chi non c’entra nulla. Ho avuto spillette per la mia collezione che cresce, nuove certezze che non sono pezzi di futuro.

Lunedì sarà tutto finito e, per quanto io stessi aspettando questo momento già da un po’, avverto i primi segnali di una tenue nostalgia. Come l’anno scorso quando io e la socia decidemmo di uscire una sera e di andare a Pozzuoli a raccontarci della campagna elettorale che avevamo appena vissuto.

L.

Il Pd, fiore appassito prima di sbocciare

Facce di un Pd che si inchina a de Magistris. Tutti accorsi per fare la passerella, in nome di una liturgia politica che ha visto prevalere prima le divisioni poi una finta unità. Nella sala del Circolo artistico di piazza Trieste e Trento, a Napoli, c’erano tutti che ad elencarli non basterebbe un elenco telefonico. Deputati, senatori, europarlamentari, consiglieri eletti, quadri di partito che presto salteranno, candidati che non entreranno in Consiglio e che, secondo me, sotto sotto sperano che la città incoroni un altro sindaco e non quello che dicono di sostenere. Non andranno a barrare la casella del centrodestra, questo no (ma siamo poi così sicuri?). Più probabile che a votare non ci vadano.

Quando de Magistris è arrivato, si sono alzati in piedi. Standing ovation, applausi e cori. “Sindaco, sindaco”, intonavano. E lui ha fatto un sorriso che era quasi un ghigno, loro che non lo volevano, loro che non lo accettavano e che ora lo sostengono. “Ti votiamo”.

A strigliare tutti ci ha pensato Orlando, stavolta furioso come descritto nel poema di Ariosto. “Qui dobbiamo ridare vita a un fiore appassito prima di sbocciare: il Pd” e poi ancora: “Basta pensare agli organigrammi, per troppo tempo assillo del Pd”. E, caro Andrea, non ti preoccupare. Ti ho sentito e ho scritto. Piuttosto potresti anche cominciare a ricordarti chi sono, non farmi incazzare. Mi sono presentata almeno dieci volte. Ma cos’hai, la memoria corta?

E comunque domani è venerdì 27. Io chiudo con il centrosinistra alla rotonda Diaz, sul lungomare. A mezzanotte scatta il silenzio. Almeno fino a lunedì.

L.