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Roma Roma Roma

Sono sul treno che mi porta a Roma. Dalla socia. Avevo avvisato in redazione che domani non ci sarei stata e nonostante questo il telefono è squillato. “Allora domani pensi ancora al sindaco” (Noncelapossomaifare) “Ma io domani non ci sono… Avevo avvisato”. E va be’ domani se ne occuperà un altro e io non ci devo pensare anche se si tratta del bilancio di previsione.
Questo breve viaggio a Roma è la
prima cosa che faccio per me soltanto da troppo tempo a questa parte.
Guardo fuori dal finestrino e penso a quando prendere il treno era un fatto normale, prima dell’agenzia, prima che il lavoro fagocitasse ogni mio respiro. Giusto o sbagliato, purtroppo è così.
Stasera, però, io e la socia ce ne andiamo in giro per Roma. Il resto verrà domani. Anzi dopodomani

L.

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Le mezze verità

Non è vero che a Roma i mezzi pubblici funzionano benissimo. L’unica cosa che funziona benissimo è la metro, i bus fanno schifo come in altri luoghi, con l’aggravante di un traffico tremendo.

Se vuoi entrare a Palazzo Grazioli, il più delle volte, è una cavolata. Basta entrare, appunto. Questo per dire che la sicurezza fa entrare chiunque, figuriamoci se ferma delle escort.

Se mandi dei messaggi a dei tuoi amici dicendo “comunque B. ce l’ha il cellulare” (riferendoti al fatto che lui in tv ha detto di non averlo) loro immediatamente penseranno che B. ti abbia dato il suo numero di cellulare per invitarti al bunga bunga.

Se ti dicono che la Roma Nord è comodissima, stanno mentendo.

Se chiedi il viola, potrebbero tentare di propinarti il lilla.

Se sei malata sai già che andrai lo stesso a lavorare.

Se sei una giornalista fai subito amicizia con le guardie di B. Così, non si può mai sapere.

Se sei a Roma ti mancherà ogni giorno il caffè. E no, quello della tazza d’oro non è caffè. Al massimo può essere ritenuto accettabile quello di Sant’Eustachio.

La pizza può avere un suo pubblico, a patto che si ammetta che quella non è pizza.

Se pensi di poter postare sul blog dal blackberry, ti ritroverai con un post scritto e l’app non va.

Se nella vita hai delle certezze, dovresti sapere che non cambieranno.

A.

No, presidé, non ti ho ancora perdonato

Torno a casa distrutta, sono le 21.30 e aspetto la metro. Il prossimo treno, dice la scritta che passa sul monitor alla stazione Vanvitelli, è tra 12 minuti. Perché loro, Bassolino e company, si vantano del sistema di trasporti messo in piedi e la metro è il loro fiore all’occhiello. Ignorano, però, che i disagi, come quello di aspettare quasi un quarto d’ora, siano tantissimi.

Sono finita a scrivere in un bar, stasera, a piazza Amedeo, insieme al collega dell’altra agenzia, seduti a un tavolino. Bassolino ha finalmente presentato il suo libro “Napoli Italia”, quello che ho comprato ieri dopo aver provato un po’ di vergogna a chiedere su quale scaffale fosse e dopo che il tipo, alla Feltrinelli, mi ha chiesto se davvero fossi sicura di voler prendere. Sì, purtroppo.

Stasera lo ascoltavo, lui, Bassolino, “stratega della Campania che fu”, ancora in grado di influenzare dinamiche e posizioni. Lo ascoltavo, prima in piedi appoggiata a un muro di villa Pignatelli, poi a terra, piegata sulle gambe fino a che non ho sentito il formicolio dei piedi, il segnale che dovevo rialzarmi.

E no, presidé, non ti ho ancora perdonato. Ancora ci penso, come sempre quando ti incontro, maledizione!

Stasera la Valente che introduceva ci ha messo del suo quando ha detto che lei, fosse stata nei panni dell’autore, avrebbe appronfondito i motivi del perché De Luca, alle scorse regionali, non andava bene come candidato.

Mi sarà passata, questa cosa, quando vedrò Sir Pilade e incontrerò il presidente e non perderò la calma. La socia lo sa, glielo ripeto fino alla nausea, ogni volta che insieme o da sola si ha a che fare con loro. Ma quell’atteggiamento che hanno, che ti mette all’angolo e non ti fa muovere come normalmente fai, io non l’ho mica mai capito. Perché?

La mia giornata è stata infernale ed è cominciata ben prima della presentazione del libro, con il giro, a piedi, dei distretti sanitari dell’Asl per vedere da vicino chi e quanti erano in fila per il rinnovo dell’esenzione dei ticket sui farmaci. Un caos che avevo sottovalutato come cosa e invece la disinformazione e il lavoro a compartimenti stagni di chi di dovere creano una confusione senza misura. Per cui la gente in fila aspetta ore per sentirsi dire, magari, che devono tornare un altro giorno. “Basterebbe un cartello”. “Col cavolo”, penso io. Qua si ignora completamente che tipo di gente sia quella che va a chiedere il rinnovo e pretende di essere servita all’istante. Hai voglia ai spiegare ai vecchietti che aspettano che intanto non ci sono scadenze al 31 gennaio, ma a marzo e che se pure non hanno il rinnovo pagano il ticket e non il medicinale. No, non ti credono e allora stai zitta e fai un po’ di selinzio perché ti stai spacciando per una che fa la fila come gli altri, senza dire che sei la stampa, altrimenti o non ti parlano o credono che tu possa cambiare le cose.

L.

p.s.: ho scritto mentre aspettavo la metropolitana, distrutta, scazzata (non è una novità ultimamente, vero socia?) lontana da casa e con una grande sensazione di irrisolto. Perché anche così, scrivendo in metro, si inganna l’attesa



Parole, parole, parole

Allora, io mò vorrei fare un approfondimento su questo blog.

Dovete sapere infatti che sulla bacheca di wordpress c’è una simpatica finestra dal titolo “parole più cercate”. Ovvero le parole che qualcuno ha digitato su google e tramite cui sono finite su queste pagine ricche di scleri miei e della socia, che pure va a finire che ci internano se continuiamo così.

Dunque, le parole che mi compaiono oggi sono: “aziende uscite dal consorzio unico anm, di pietro “arpa della felicità” “al rogo insieme alla bandiera anche l’unità d’italia” frottole, unicocampania”. Ora secondo me tutto ciò merita una riflessione (anche perché non ho sonno)

Aziende uscite dal consorzio unico Anm: qui abbiamo due possibilità. O è qualcuno che vuole capire se quel blocchetto di biglietti Unico che s’è comprato dal tabaccaio serve ancora a qualcosa o deve farci solo i filtri per le canne, che a quel punto butta tutti i biglietti dell’autostrada e pure quelli da visita di gente che tanto non chiamerà mai. Oppure è qualche collega che doveva fare un pezzo su Unico perché il suo direttore/caporedattore ha la macchina dal meccanico e ha aspettato per 8 ore il pullman alla fermata (se abita a Posillipo o via Petrarca e aspettava 140 e c21 può essere che sta ancora là, nel qual caso vi suggerisco di andarlo a prendere che come leccata di culo è ben accetta dal suddetto e può essere che domani vi risparmia la millesima marchetta umiliante).

Di pietro: vabbuò, sul simpatico Tonino e l’incontinenza verbale abbiamo scritto. E comunque, nel caso ve lo chiediate come qualcuno che sta al corso con me, quella non è diffamazione.

“Arpa della felicità”: onestamente non ho idea di cosa sia o voglia dire o perché qualcuno dovrebbe parlare di arpa della felicità. Dubito che lo sapesse pure Tonino. Bisognerebbe chiedere a Nerone, o al limite, a Berlusconi.

“Al rogo insieme alla bandiera anche l’unità d’italia”: questo è facilmente comprensibile pure per i barbari pagani. E comunque Tonino spopola perché porta visitatori e dunque con la socia potremmo pure inaugurare la rubrica di Tonino così almeno non ci leggiamo solo noi che pare che ce la suoniamo e cantiamo da sole (senza l’arpa della felicità, come qualcuno particolarmente attento potrebbe desumere).

Frottole: questo è sempre merito di Tonino e comunque frottole ce ne sono fin troppe quindi non farò finta di avere qualcosa da dire su questo punto.

Unicocampania: come sopra ma qualcuno s’è ricordato che il nome esatto del consorzio è Unicocampania. Ancora per poco.

Per ora è tutto ma confido che non sia finita.

A.

Dovere di cronaca

25 luglio, “Anm e Metronapoli verso la fuga da Unico”.

Il Comune di Napoli verso l’uscita dal consorzio Unico Campania. Anm e Metronapoli, le partecipate municipali dei trasporti, sono in sofferenza: problemi economici e finanziari, bilanci a rischio rosso, difficoltà nel pagamento degli stipendi, come dimostra la crisi scongiurata di qualche giorno fa con i dipendenti dell’azienda dei bus. I motivi delle casse vuote sono legate, oltre che al difficile momento economico, ai ritardi nei trasferimenti regionali. Palazzo Santa Lucia versa al Comune circa 20 milioni di euro a bimestre: «Hanno saltato due pagamenti», confessa l’assessore al Bilancio Michele Saggese (nella foto), «Sono soldi che ci spettano, il corrispettivo per il servizio minimo stabilito da una legge nazionale». Ovvero il blocco non è legato alla questione delle delibere congelate: si tratta di fondi ordinari che secondo lo Stato la Regione deve versare senza necessità di rendiconto da parte del Comune, assicura l’assessore. E la manovra di Tremonti ha tagliato trasferimenti per altri 40 milioni di euro. «A questo punto dobbiamo rivedere l’intera strategia, la prossima settimana ci incontreremo con il sindaco e i vertici delle società per discuterne», spiega l’esponente di giunta. Proprio in quest’occasione si potrebbe parlare della possibile uscita dal consorzio. Alcuni studi avrebbero dimostrato che Unico Campania non è vantaggioso per le aziende, ma anzi, ci rimettono. «L’obiettivo del Comune è sanare i bilanci delle sue partecipate, mantenere una certa qualità del servizio e soprattutto non appesantire il cittadino». Ovvero l’uscita dal consorzio si farà solo se mantenendo inalterato il costo del biglietto – ora a un euro e dieci centesimi – si riuscirà a ottenere un vantaggio economico. La strada sembra percorribile, perché dal Consorzio Palazzo San Giacomo prenderebbe meno soldi rispetto a quelli che entrerebbero se vendesse i ticket in proprio. Cosa del tutto fattibile, assicurano i tecnici, in tempi relativamente brevi. In sostanza Unico Campania vende i ticket, poi ripartisce gli incassi tra le varie aziende, garantendo a tutti un minimo “sociale”: strategia che oggi non sarebbe più conveniente per Anm e Metronapoli, pronte a fare i bagagli per un’alternativa che consenta di aumentare le entrate.

Giusto per dire che questa cosa qui io l’avevo annunciata già tempo fa.

Ps. Ma la Sannino presidente Metronapoli che scrive alla Sannino presidente di Unico non ha fatto ridere nessuno?

A.