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Lui non mi rimprovera

Mio padre dice che non fa niente e sorride. Io la vivo come una mancanza che avrei potuto evitare con un pizzico di attenzione in più.
I sotto processo, indagati, arrestati – chiamali come ti pare – sono due. Oltre ad Achille De Simone, capolista dell’Adc di Pionati, c’è anche Marco Nonno, consigliere uscente che si ricandida con il Pdl. Sì, quello che l’anno scorso mi fece notare che il Consiglio comunale, preso dalla smania di dimostrare di essere favoreole all’arte contemporanea, aveva fatto passare un emendamento, a sua firma, con il quale accettava la donazione di una scultura che prende per culo Bassolino.
Marco Nonno è accusato di devastazione, di aver fatto il caporivolta, insieme a Giorgio Nugnes e Pietro Diodato, a Pianura quando nel 2008 nel quartiere si scatenò una guerra civile tra cittadini e forze dell’ordine perché il Governo Prodi era intenzionato a riaprire la discarica dei Pisani per frontaggiare l’emergenza rifiuti (Poi non se n’è fatto nulla).
Lo sapevo, cazzo, era una cosa che sapevo eppure l’ho dimenticata, abituata a vederlo in Consiglio, a sentirlo parlare molto tranquillamente di quanto acccadde. Non ho giustificazioni eppure mio padre mi guarda e sorride. Senza rimproverarmi.

L.

Ex calciatori, donne e processi in corso

Ho visto colleghi urlare al telefono perché non riuscivano a far capire il caos che c’era. Ho visto colleghi alzare la voce nella tromba delle scale, incuranti dei vigili,  per dire che il Comune lavora una chiavica. Ho visto colleghi, seduti, sottolineare che loro non sarebbero andati via prima di avere la certezza di una mail. Ho visto colleghi che dicevano sciocchezze, un impiegato dell’Ufficio anagrafe che, mentre smarcava, stasera, affermava: “E’ andato tutto liscio come il burro”. Ho visto una collega piangere quando l’ho abbracciata perché ha scaricato tra le mie braccia la tensione di questi giorni. E tutto questo perché oggi, a  mezzogiorno, è scaduto il tempo per consegnare le liste per le comunali.

Io sono arrivata con comodo. Dopotutto dalla redazione mi avevano già detto che non c’era bisogno di correre lì all’alba. Ho trovato un nutrito gruppo di colleghi – non tutti simpatici – che, a differenza di altre volte, sono rimasti con me fino alla fine. O meglio: sono io ad essere rimasta, perché alle 8, quando cioè ero lì da 8 ore e mezza, mi hanno detto che potevo andar via. Ma le cose si susseguivano veloci, le voci, gli esponenti di partito che andavano e venivano, segno che qualcosa non andava.

Solo dopo le dieci e mezza, siamo riusciti ad avere le liste dall’Ufficio Anagrafe. E sopresa! Cané, Improta, la Sinagra, la mamma di Diego Junior, tutti candidati. Mancava invece Taormina, il cui partito Lega Italia ha denunciato boicottaggi, ma comunque considerati candidati.

E poi la più bella di tutte: Achille De Simone, consigliere uscente del Gruppo misto (comunque nella maggioranza di centrosinistra) è candidato capolista dell’Adc di Pionati. Cosa c’è di strano? Che poco prima, Lettieri aveva diffuso un comunicato per spiegare che ogni lista avrebbe avuto il suo garante per avere come candidati solo persone “pulite”. Su De Simone pende un processo con l’accusa di violenza privata per essere stato presente a una riunione in casa della moglie di un boss dove era stato convocato suo nipote che intendeva aprire una associazione antiracket, al quale lui l’avrebbe “sconsigliato”. E’ stato arrestato e poi scarcerato, a marzo scorso, per decorrenza dei termini.

Un lancio ed è stato il caos.

L.

p.s.: targato gs o cs è quando ti va in tilt l’antirapina della macchina. Un vigile – molto gentile – sistema le cose, ma poi l’auto si impunta e decide di non partire lo stesso. E tu, alle 11 di sera, sei costretta  a chiamare casa e a farti venire a prendere da tuo padre. Come quando avevi 15 anni.