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Dal Virgiliano guarderemo le regate

Il post di prima é il mio pezzo. I retroscena sono presto detti, o meglio, scritti. Il sindaco ieri è partito con il Napoli e tutti qui (me compresa) hanno fatto casini perché non capivamo il motivo di quella partenza, fermo restando che l’esordio del Napoli in Champions è una cosa importantissima. Ci ha pensato il suo vice, Sodano, al seguito dell’ex pm, a dire che stavano lì “per incontri istituzionali che comunicheremo nelle prossime ore”.
Nel pomeriggio, comincia a girare la voce che in realtà de Magistris fosse andato in Inghilterra per la Coppa America. Era grande il rischio che fosse una voce messa in giro ad hoc per giustificate la presenza del sindaco allo stadio, stasera. Così la risposta che mi è stata data “Se vogliono ce lo comunicano loro”, mi è bastata.
Poi in serata la voce diventa una certezza: in Inghilterra c’è anche Caldoro. Io un po’ mi dispiaccio perché non l’ho scritto e stamattina era su tutti i giornali e noi, quella notizia, la sapevamo, ma non ce l’avevamo. Ma forse meglio così perché quella cosa doveva rimanere “segreta” fino a oggi.
Me la sono cercata e oggi ho lavorato per questo. Un po’ di disorganizzazione e  noi in affanno mentre altri, più coordinati, i lanci li hanno messi in rete prima.
Poco importa, però, se alla fine ho scritto un pezzo che é piaciuto a tutti, azzeccato anche nel titolo. E domani tocca ancora a me, domani che é il day after.

L.

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Bye bye America’s Cup

Napoli perde ancora l’America’s Cup. O meglio, per essere precisi, due tappe delle World series della Coppa America. A vincere, stavolta, è Venezia. Apri il giornale di domenica mattina e scopri che Napoli è indietro nella corsa, mentre qui tutti dicevano che era cosa fatta. E mentre cominci il pranzo della domenica arriva l’ufficialità che gli americani hanno firmato con Venezia e tu, di punto in bianco, te ne devi occupare. No, la città del Moro non è spuntata da un cilindro. Insieme a Trapani, in Sicilia, concorrevano e da prima di noi, per aggiudicarsi quelle tappe.

Ora ci stanno dicendo che forse abbiamo una speranza per avere almeno una tappa qui. Un contentino. Si dovrebbe anche capire cosa in realtà abbiano offerto in più, in termini anche economici, i veneziani.

E sempre domenica, Caldoro, Cesaro e de Magistris hanno scritto un comunicato congiunti (di quelli che ultimamente vanno di moda da queste parti) per dire che loro hanno fatto tutto il possibile per mettere nelle condizioni ottimali chi doveva occuparsi delle trattative “ovvero il
presidente dell’Unione degli industriali della provincia di Napoli, Paolo Graziano”. E se non fosse chiaro che si stava scaricando la colpa su di lui, più avanti lo hanno pure ripetuto: “Chi ha gestito la trattativa, in particolare il presidente dell’Unione industriali Napoli, interfaccia per l’Acea, negli incontri avuti con noi e anche pubblicamente, ha sempre manifestato e manifesta tuttora certezza circa la realizzazione della America’s Cup a Napoli”.

La differenza? Qui siamo andati avanti di proclama in proclama. Tra scettici e ottimisti e “Bagnoli non sarà pronta”, “Cosi’ si rallenta la riqualificazione dell’area” etc etc, l’estate a Napoli è passata parlando solo di questo e le cose si sarebbero dovute concludere il 15 agosto. Già quel giorno, qualcuno avrebbe dovuto capire che se da San Francisco non era arrivato nemmeno un piccione viaggiatore forse c’era da preoccuparsi. E mentre qui non si sa come e perché si continuava ad attendere e a discutere di quanto sarebbe costato rimettere più o meno a nuovo Bagnoli e se con il tempo ce l’avremmo mai fatta a realizzare tutto, quello stesso 15 agosto il sindaco di Venezia, Orsoni, è andato in Portogallo e ha stretto le mani degli americani.

Ora tutti vogliono tacere “per non fare la figura di merda”, ci hanno detto ieri sera dopo tre ore davanti alla sede degli industriali a piazza dei Martiri. “Quella l’avete già fatta”, è stata la mia risposta. Niente, in pratica, rispetto a quello che avrei fatto una decina di minuti più tardi: prendermela con chi assolutamente non c’entrava nulla di quelle tre ore trascorse lì senza motivo.

Una spiegazione io me la sono anche data. Sono stata avvisata perché era convinzione diffusa che dalla riunione sarebbe uscito qualcosa di buono. Invece non è andata così se l’assessore della Regione, Taglialatela, se n’è andato alle 19 e la riunione è terminata un’ora e mezza dopo. A quel punto meglio uscire senza dir nulla alla stampa e non regge che siano stati gli americani a dire di fare silenzio perché magari c’è ancora qualcosa per Napoli. Poche righe stringatissime, l’ennesimo comunicato congiunto e inutile.

L.