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Alemanno lancia Taglialatela a sindaco e io ho la mia agendina della Camera

La notizia del giorno è che io ho avuto la mia prima agendina della Camera. E poco importa se qualcuno poi mi ha preso in giro! Però non è per questo che stamattina sono uscita troppo presto rispetto al solito anche perché non sapevo che me l’avrebbero regalata.

L’incontro di questa mattina si annunciava pesante già dal titolo “Piano per il Sud… velocemente” e sono venuti Alemanno, Caldoro, Taglialatela.

Alemanno è venuto a Napoli per fare pressing, per dire che per lui Taglialatela è il candidato ideale per fare il sindaco. E se all’inizio si è mantenuto cauto, poi, quando è stato il suo turno di parlare l’ha detto chiaro e tondo: “Sì, va candidato”. La decisione spetta ovviamente al Pdl locale e in corsa al momento c’è anche Fulvio Martusciello, uomo di Cosentino. L’auspicio è che il candidato non sia calato dall’alto, ma intanto lui, Alemanno, spera che in primavera ci sara’ a Palazzo San Giacomo il “giusto interlocutore” per creare un asse di sviluppo Roma-Napoli. E poi i rifiuti che non possono mai mancare. Ora, però, mentre la Iervolino quando parla di Alemanno dice “il mio amico Gianni” prima di sottolineare poi che le percentuali della differenziata tra le due città non sono poi così diverse, lui ha precisato: “Non l’ho mai incontrata” e poi ha spiegato che loro, a Roma, non faranno la nostra fine dove “un mix di inefficienza e utopismo” ha portato a chiudere la discarica di Pianura, senza alternative.Prima di chiudere Malagrotta, la loro megadiscarica, ne troveranno una valida. Ecco cos’è l’amicizia!

Intanto domani ci sono le primarie del centrosinistra i candidati non sono più i Fab Five perché Sorbillo, il pizzaiolo, si è ritirato e ha annunciato che appoggerà Ranieri. E così ora sono i Fab Four che si contendono il titolo di candidato sindaco di Napoli. Ma per conoscere bene come stanno le cose, serve la socia, perché lei È le primarie del centrosinistra! E comunque su questo fatto anche Caldoro l’orbo (aveva una benda sull’occhio per una congiuntivite) ha detto la sua. Prima ha fatto gli auguri a tutti poi ha sottolineato che si augura che “l’evento”, e cioé le primarie, si svolgano “senza colpi bassi né sgomitate”.

Il pezzo suo ‘forte’, però, è stata la sanità. La domanda del collega del Mattino (e non del Corriere del Mezzogiorno, sia chiaro, perché dopo, in redazione è arrivata una strana telefonata. Ci segnalavano, dal Cormez, che il pezzo mio sulle Asl scaturiva da una domanda di un certo altro collega sul commissario della Asl Napoli 1 Achille Coppola, ma non è così) partiva dalle valutazioni dei commissari. Caldoro ha detto che la Napoli 1 è un “cancro” e poi giù a spiegare perché e a dire che non c’è stata valutazione negativa dei commissari, che ora saranno rafforzate le misure di monitoraggio e controllo. Io ci ho messo un sacco di tempo a scriverlo quel pezzo. Ma, tutto sommato, non credo sia andata male.

Ho finito alle 19 di scrivere, stanca e affamata perché non avevo nemmeno mangiato a pranzo, presa tra comunali, sanità campana e piano per il Sud. Porto a casa un buon risultato, ma i margini per migliorare ci sono sempre e di oggi conservo anche la faccina.

L.

 

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No, presidé, non ti ho ancora perdonato

Torno a casa distrutta, sono le 21.30 e aspetto la metro. Il prossimo treno, dice la scritta che passa sul monitor alla stazione Vanvitelli, è tra 12 minuti. Perché loro, Bassolino e company, si vantano del sistema di trasporti messo in piedi e la metro è il loro fiore all’occhiello. Ignorano, però, che i disagi, come quello di aspettare quasi un quarto d’ora, siano tantissimi.

Sono finita a scrivere in un bar, stasera, a piazza Amedeo, insieme al collega dell’altra agenzia, seduti a un tavolino. Bassolino ha finalmente presentato il suo libro “Napoli Italia”, quello che ho comprato ieri dopo aver provato un po’ di vergogna a chiedere su quale scaffale fosse e dopo che il tipo, alla Feltrinelli, mi ha chiesto se davvero fossi sicura di voler prendere. Sì, purtroppo.

Stasera lo ascoltavo, lui, Bassolino, “stratega della Campania che fu”, ancora in grado di influenzare dinamiche e posizioni. Lo ascoltavo, prima in piedi appoggiata a un muro di villa Pignatelli, poi a terra, piegata sulle gambe fino a che non ho sentito il formicolio dei piedi, il segnale che dovevo rialzarmi.

E no, presidé, non ti ho ancora perdonato. Ancora ci penso, come sempre quando ti incontro, maledizione!

Stasera la Valente che introduceva ci ha messo del suo quando ha detto che lei, fosse stata nei panni dell’autore, avrebbe appronfondito i motivi del perché De Luca, alle scorse regionali, non andava bene come candidato.

Mi sarà passata, questa cosa, quando vedrò Sir Pilade e incontrerò il presidente e non perderò la calma. La socia lo sa, glielo ripeto fino alla nausea, ogni volta che insieme o da sola si ha a che fare con loro. Ma quell’atteggiamento che hanno, che ti mette all’angolo e non ti fa muovere come normalmente fai, io non l’ho mica mai capito. Perché?

La mia giornata è stata infernale ed è cominciata ben prima della presentazione del libro, con il giro, a piedi, dei distretti sanitari dell’Asl per vedere da vicino chi e quanti erano in fila per il rinnovo dell’esenzione dei ticket sui farmaci. Un caos che avevo sottovalutato come cosa e invece la disinformazione e il lavoro a compartimenti stagni di chi di dovere creano una confusione senza misura. Per cui la gente in fila aspetta ore per sentirsi dire, magari, che devono tornare un altro giorno. “Basterebbe un cartello”. “Col cavolo”, penso io. Qua si ignora completamente che tipo di gente sia quella che va a chiedere il rinnovo e pretende di essere servita all’istante. Hai voglia ai spiegare ai vecchietti che aspettano che intanto non ci sono scadenze al 31 gennaio, ma a marzo e che se pure non hanno il rinnovo pagano il ticket e non il medicinale. No, non ti credono e allora stai zitta e fai un po’ di selinzio perché ti stai spacciando per una che fa la fila come gli altri, senza dire che sei la stampa, altrimenti o non ti parlano o credono che tu possa cambiare le cose.

L.

p.s.: ho scritto mentre aspettavo la metropolitana, distrutta, scazzata (non è una novità ultimamente, vero socia?) lontana da casa e con una grande sensazione di irrisolto. Perché anche così, scrivendo in metro, si inganna l’attesa



L’anno che sta finendo

Gennaio E’ l’anno delle elezioni regionali. Il centrodestra ha il suo candidato in pectore: Nicola Cosentino, ma arrivano guai giudiziari. Alcuni pentiti lo accusano, la Procura chiede al Parlamento l’autorizzazione a procedere che viene negata. Alla fine, fa un passo indietro e il Pdl candida Stefano Caldoro, segretario del Nuovo Psi.  Il centrosinistra litiga: primarie sì primarie no. Ci sono due nomi in ballo. Riccardo Marone, assessore regionale e bassoliniano doc, e Vincenzo De Luca, sindaco sceriffo di Salerno, che incassa anche l’appoggio di Idv. Un sabato mattina, però, Marone rinuncia e rimane De Luca. Bassolino resterà dietro le quinte per tutto il tempo della campagna elettorale. Qualcuno lo accusa di mettere i bastoni tra le ruote al centrosinistra. Lui fa spallucce.

Per noi comincia un periodo vorticoso, fatto di corse in giro per la città, motorino sempre acceso, botte alle fiancate delle auto e tante cose da scrivere.

Febbraio Prende il via la campagna elettorale. I candidati sono 4 in tutto, ma la partita è tra De Luca e Caldoro.

Io vado a Roma per l’ultima volta. Un week end tra freddo e tenerezze. Comincio a uscire in motorino, vincendo la paura di non saperlo guidare. In fondo è semplice e sei più libera di correre da una parte all’altra della città, di arrivare in centro in poco tempo, senza la schiavitù delle metropolitane che continuano a non funzionare. La socia comincia a lavorare al Comitato elettorale di De Luca. Strano a dirsi, ma nonostante l’esaurimento, siamo un po’ felici.

Marzo De Luca riempie piazza del Plebiscito. Resteranno celebri alcune sue sortite, una fra tutte: “Giggino la polpetta”. Quel ‘Giggino’ è Luigi Cesaro, presidente della Provincia di Napoli. Le elezioni regionali cambiano colore politico alla Campania. Dopo due mandati di Bassolino alla guida della Giunta, le urne consegnano lo scettro del comando a Caldoro. Il Pdl, dopo le regionali, mette in agenda la conquista del Comune di Napoli per il quale si voterà la prossima primavera.

Quando tutto finisce, io e la socia andiamo a mangiare una sera a Pozzuoli e trascorriamo tutto il tempo a raccontarci le cose che abbiamo fatto. Anche se eravamo assieme mentre accadevano. Nostalgia folle e senza senso targato gs o cs

Aprile L’Asl Napoli 1 non paga gli stipendi. A fine mese oltre 11mila dipendenti non vedono un solo euro. L’azienda sanitaria è in debito con i creditori che ottengono il pignoramento dei fondi destinati agli stipendi.                                        Un palazzo fatiscente cade e muoiono due persone che vi avevano trovato riparo. Erano polacchi, arrivati in Italia in cerca di fortuna e finiti ai margini.

Per noi è difficile tornare alla normalità dopo i primi tre mesi trascorsi con l’acceleratore costantemente pigiato. Repubblica Napoli fa 20 anni, noi andiamo alla festa e siamo belle

Maggio Una infermiera muore. Contro il mancato pagamento degli stipendi, si fa prelevare 150 ml di sangue al giorno per 5 giorni. La causa del decesso non è quella, ma il clamore per un titolo del Mattino è immenso.                                            Si insedia quella che i giornali hanno definito ‘la Giunta di mezzanotte’ perché il via libera dalla Regione arriva solo a tarda sera, quasi mezzanotte, di sabato. In occasione del primo Consiglio regionale, De Luca dice, riferendosi a un assessore: “Sica, Sica, Sic transit gloria mundi”.                                                                                       Ci sono le elezioni anche per l’Ordine dei Giornalisti. Io non ho nemmeno capito come e perché ci fossero altre liste. Riconfermato Ottavio Lucarelli, che per noi, le socie di targrato gs o cs, è molto più di un presidente.

Giugno Viene accertato lo sforamento del Patto di stabilità interna. ‪La Giunta regionale inizia ad annullare tutte le delibere, a firma Bassolino, anche quelle dei finanziamenti al Comune.

L’estate, per noi, stenta ad arrivare.

Luglio Esplode il caso P3. Sono coinvolti Flavio Carboni, Arcangelo Martino e Raffaele Lombardi. Vengono indagati anche Cosentino e Verdini. L’accusa, secondo la Procura di Roma, è di associazione per delinquere, finalizzata alla violazione della legge Anselmi sulle associazioni segrete. Salta fuori un finto dossier contro Caldoro, secondo cui il neo presidente andrebbe a trans e farebbe uso di droga. Tra i ‘complottisti’ anche un assessore della sua Giunta, Sica, che ovviamente se ne va. Una prece.                                                                                                                         Crolla un palazzo ad Afragola. Imma, una bambina di 10 anni, resta sotto le macerie per 15 ore. Poi la salvano e la prima cosa che chiede è gelato alla nocciola. Valeria Valente, assessore ai Grandi eventi del Comune di Napoli, si dimette per le elezioni del segretario provinciale del Pd. Non ce la fa. Vince, invece, Nicola Tremante e il Pd di Napoli torna finalmente ad avere un segretario dai tempi delle dimissioni di Nicolais, nel gennaio 2009 contro la Iervolino che non azzerò la sua Giunta dopo la tegola del Global service.

Noi inauguriamo delle cene dette presto con ‘annessa tragedia’ perché ogni volta che ci vediamo accade qualche guaio.

Agosto Deraglia un treno a Gianturco. Un uomo perde le gambe, tranciato in due da una lamiera. Un ragazzo finisce in coma, per fortuna si è ripreso. E a fine mese, Rosetta, a Vasto come sempre per le sue vacanze, rimane chiusa nel cimitero dove è andata a pregare sulla tomba del marito.

Poi noi ce ne andiamo in ferie. La socia in giro, io in Corsica e il tempo si ferma.

Settembre Prime avvisaglie di una nuova emergenza rifiuti. Enerambiente, società che ha appaltato da Asia, la municipalizzata che si occupa di monnezza, vanta un credito di 13 milioni: o si salda o non si raccoglie più. E Napoli è di nuovo sommersa.

La socia decide che nasce il nostro blog. (Ancora grazie per questa splendida follia)

Ottobre Riesplode l’emergenza rifiuti. A Terzigno, le mamma vulcaniche cominciano la loro protesta sulla rotonda panoramica per impedire l’accesso ai compattatori in Cava Sari. Il braccio di ferro è duro: scontri, aggressioni, notti di guerra poco fuori città. Alla fine il Governo cede alle loro richieste: Cava Sari resta solo per loro, Cava Vitiello sparisce dalla lista delle discariche da aprire.

Io comincio gli appostamenti in Prefettura, tra vertici, riunioni e conferenze, una ‘B’ di cui vado fiera (sì, torno subito coi piedi per terra) sui contenuti dell’incontro a porte chiuse. La socia fa lo scritto dell’esame da professionista e pure il compleanno. Noi festeggiamo a mezzanotte, quando cioè il giorno è già passato, perché Berlusconi decide di farci visita in Prefettura proprio quella sera e noi teniamo che fare.

Novembre La polizia arresta Antonio Iovine, capo storico del clan dei Casalesi, latitante da oltre 14 anni. Il boss non ha resistito alla voglia di dolce, il roccobabbà. Come essere presi con le mani nella marmellata.                                                                         Trent’anni fa, il terremoto che scosse l’Irpinia e l’indimenticata prima pagina del Mattino: “Fate presto”

Dicembre Ancora tanta monnezze per le strade. Ieri l’ultimo annuncio da Roma. A Palazzo Chigi si è tenuto un vertice tra Caldoro, Iervolino e vari presidenti di Provincia. Entro domani Napoli sarà pulita. Sì, ok e poi il primo gennaio cosa accadrà?

La socia fa l’orale e spacca tutto. Andiamo insieme a Roma, in meno di 24 ore conquistiamo la città e troviamo il tempo di vedere Silvio che torna a Palazzo Grazioli e andare da Tiffany a sbavare sulle vetrine nell’attesa che tocchi a noi per comprare un regalo a una nostra amica che si è laureata con il pancione.

L. (con l’aiuto più che mai fondamentale della socia perché non mi ricordavo tutto tutto)