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Il sabato del villaggio

I sabato di campagna elettorale sono cominciati. Va be’, adesso è solo per le primarie di centrosinistra, però l’aria che si respira è quella.

Stamattina è stato il turno di Nichi Vendola, io e la socia abbiamo lavorato di nuovo insieme e mentre tutti – compresi altri colleghi – lo aspettavamo al teatro Augusteo lui se ne stava beato al Gambrinus dopo aver rilasciato un’intervista a Sky, come se non bastasse quella che già c’era sul Corriere del Mezzogiorno.

Mirafiori e la vittoria del Sì, ma è una vittoria “amara” perchè lo scarto coi no è stato basso (54% i sì, 46% i no), Ruby, “vergogna planetaria” e la caduta degli dei che però “come colonna sonora hanno Apicella e non Wagner”. Il teatro è pieno, la gente lo ascolta e ascolta anche Mancuso, l’ex magistrato delle stragi che si è candidato alle primarie. Io e la socia ci guardiamo: “Azz, s’è svegliato”. E sì, perché sabato scorso era stato un po’ una delusione sentirlo al confronto pubblico tra i Fab Five. Vendola parla, dice che Bassolino nella seconda legislatura alla Regione “inglobò due centri di riabilitazione, a Nusco e a Ceppaloni”. L’affondo, manco a dirlo, è a De Mita e Mastella, le “bande centriste” come Nichi le ha definite, che “armi e bagagli sono passate al centrodestra” perché chi nasce a Nusco e a Ceppaloni, nasce per essere “classe di governo chiunque governi”.

Anche stavolta in tanti sono venuti a sentire, ad ascoltare, a vedere se il teatro fosse pieno. Esponenti del Pd, qualche assessore comunale, consiglieri simpatizzanti. Però la platea era meno interessante – seppure più giovane – dell’altra volta.

La monnezza non poteva certo mancare, casomai noi volessimo (che so?) dimenticarla. “La magia di Berlusconi funziona soltanto se la monnezza me la prendo io in Puglia”, ha detto Nichi Vendola (che nei pezzi di una collaboratrice è diventato Nicky e per fortuna il caposervizio li ha corretti).

Una mattinata piena, con un ginocchio gonfio per aver sbattuto contro il motorino e dolori ovunque perché non ricordavo di avere tanti muscoli…

Quando l’incontro-comizio è finito, con un mare di cose da scrivere, sono salita in redazione, sperando che mi facessero sedere e usare il mio iPad. Tecnicamente non avrei usato alcun mezzo di lavoro della redazione. Ma la sedia e la scrivania lo sono. Io sono dovuta tornare a casa.  Questo più che targato gs o cs è prorpio roba da semicroniste.

L.

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