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L’anno che sta finendo

Gennaio E’ l’anno delle elezioni regionali. Il centrodestra ha il suo candidato in pectore: Nicola Cosentino, ma arrivano guai giudiziari. Alcuni pentiti lo accusano, la Procura chiede al Parlamento l’autorizzazione a procedere che viene negata. Alla fine, fa un passo indietro e il Pdl candida Stefano Caldoro, segretario del Nuovo Psi.  Il centrosinistra litiga: primarie sì primarie no. Ci sono due nomi in ballo. Riccardo Marone, assessore regionale e bassoliniano doc, e Vincenzo De Luca, sindaco sceriffo di Salerno, che incassa anche l’appoggio di Idv. Un sabato mattina, però, Marone rinuncia e rimane De Luca. Bassolino resterà dietro le quinte per tutto il tempo della campagna elettorale. Qualcuno lo accusa di mettere i bastoni tra le ruote al centrosinistra. Lui fa spallucce.

Per noi comincia un periodo vorticoso, fatto di corse in giro per la città, motorino sempre acceso, botte alle fiancate delle auto e tante cose da scrivere.

Febbraio Prende il via la campagna elettorale. I candidati sono 4 in tutto, ma la partita è tra De Luca e Caldoro.

Io vado a Roma per l’ultima volta. Un week end tra freddo e tenerezze. Comincio a uscire in motorino, vincendo la paura di non saperlo guidare. In fondo è semplice e sei più libera di correre da una parte all’altra della città, di arrivare in centro in poco tempo, senza la schiavitù delle metropolitane che continuano a non funzionare. La socia comincia a lavorare al Comitato elettorale di De Luca. Strano a dirsi, ma nonostante l’esaurimento, siamo un po’ felici.

Marzo De Luca riempie piazza del Plebiscito. Resteranno celebri alcune sue sortite, una fra tutte: “Giggino la polpetta”. Quel ‘Giggino’ è Luigi Cesaro, presidente della Provincia di Napoli. Le elezioni regionali cambiano colore politico alla Campania. Dopo due mandati di Bassolino alla guida della Giunta, le urne consegnano lo scettro del comando a Caldoro. Il Pdl, dopo le regionali, mette in agenda la conquista del Comune di Napoli per il quale si voterà la prossima primavera.

Quando tutto finisce, io e la socia andiamo a mangiare una sera a Pozzuoli e trascorriamo tutto il tempo a raccontarci le cose che abbiamo fatto. Anche se eravamo assieme mentre accadevano. Nostalgia folle e senza senso targato gs o cs

Aprile L’Asl Napoli 1 non paga gli stipendi. A fine mese oltre 11mila dipendenti non vedono un solo euro. L’azienda sanitaria è in debito con i creditori che ottengono il pignoramento dei fondi destinati agli stipendi.                                        Un palazzo fatiscente cade e muoiono due persone che vi avevano trovato riparo. Erano polacchi, arrivati in Italia in cerca di fortuna e finiti ai margini.

Per noi è difficile tornare alla normalità dopo i primi tre mesi trascorsi con l’acceleratore costantemente pigiato. Repubblica Napoli fa 20 anni, noi andiamo alla festa e siamo belle

Maggio Una infermiera muore. Contro il mancato pagamento degli stipendi, si fa prelevare 150 ml di sangue al giorno per 5 giorni. La causa del decesso non è quella, ma il clamore per un titolo del Mattino è immenso.                                            Si insedia quella che i giornali hanno definito ‘la Giunta di mezzanotte’ perché il via libera dalla Regione arriva solo a tarda sera, quasi mezzanotte, di sabato. In occasione del primo Consiglio regionale, De Luca dice, riferendosi a un assessore: “Sica, Sica, Sic transit gloria mundi”.                                                                                       Ci sono le elezioni anche per l’Ordine dei Giornalisti. Io non ho nemmeno capito come e perché ci fossero altre liste. Riconfermato Ottavio Lucarelli, che per noi, le socie di targrato gs o cs, è molto più di un presidente.

Giugno Viene accertato lo sforamento del Patto di stabilità interna. ‪La Giunta regionale inizia ad annullare tutte le delibere, a firma Bassolino, anche quelle dei finanziamenti al Comune.

L’estate, per noi, stenta ad arrivare.

Luglio Esplode il caso P3. Sono coinvolti Flavio Carboni, Arcangelo Martino e Raffaele Lombardi. Vengono indagati anche Cosentino e Verdini. L’accusa, secondo la Procura di Roma, è di associazione per delinquere, finalizzata alla violazione della legge Anselmi sulle associazioni segrete. Salta fuori un finto dossier contro Caldoro, secondo cui il neo presidente andrebbe a trans e farebbe uso di droga. Tra i ‘complottisti’ anche un assessore della sua Giunta, Sica, che ovviamente se ne va. Una prece.                                                                                                                         Crolla un palazzo ad Afragola. Imma, una bambina di 10 anni, resta sotto le macerie per 15 ore. Poi la salvano e la prima cosa che chiede è gelato alla nocciola. Valeria Valente, assessore ai Grandi eventi del Comune di Napoli, si dimette per le elezioni del segretario provinciale del Pd. Non ce la fa. Vince, invece, Nicola Tremante e il Pd di Napoli torna finalmente ad avere un segretario dai tempi delle dimissioni di Nicolais, nel gennaio 2009 contro la Iervolino che non azzerò la sua Giunta dopo la tegola del Global service.

Noi inauguriamo delle cene dette presto con ‘annessa tragedia’ perché ogni volta che ci vediamo accade qualche guaio.

Agosto Deraglia un treno a Gianturco. Un uomo perde le gambe, tranciato in due da una lamiera. Un ragazzo finisce in coma, per fortuna si è ripreso. E a fine mese, Rosetta, a Vasto come sempre per le sue vacanze, rimane chiusa nel cimitero dove è andata a pregare sulla tomba del marito.

Poi noi ce ne andiamo in ferie. La socia in giro, io in Corsica e il tempo si ferma.

Settembre Prime avvisaglie di una nuova emergenza rifiuti. Enerambiente, società che ha appaltato da Asia, la municipalizzata che si occupa di monnezza, vanta un credito di 13 milioni: o si salda o non si raccoglie più. E Napoli è di nuovo sommersa.

La socia decide che nasce il nostro blog. (Ancora grazie per questa splendida follia)

Ottobre Riesplode l’emergenza rifiuti. A Terzigno, le mamma vulcaniche cominciano la loro protesta sulla rotonda panoramica per impedire l’accesso ai compattatori in Cava Sari. Il braccio di ferro è duro: scontri, aggressioni, notti di guerra poco fuori città. Alla fine il Governo cede alle loro richieste: Cava Sari resta solo per loro, Cava Vitiello sparisce dalla lista delle discariche da aprire.

Io comincio gli appostamenti in Prefettura, tra vertici, riunioni e conferenze, una ‘B’ di cui vado fiera (sì, torno subito coi piedi per terra) sui contenuti dell’incontro a porte chiuse. La socia fa lo scritto dell’esame da professionista e pure il compleanno. Noi festeggiamo a mezzanotte, quando cioè il giorno è già passato, perché Berlusconi decide di farci visita in Prefettura proprio quella sera e noi teniamo che fare.

Novembre La polizia arresta Antonio Iovine, capo storico del clan dei Casalesi, latitante da oltre 14 anni. Il boss non ha resistito alla voglia di dolce, il roccobabbà. Come essere presi con le mani nella marmellata.                                                                         Trent’anni fa, il terremoto che scosse l’Irpinia e l’indimenticata prima pagina del Mattino: “Fate presto”

Dicembre Ancora tanta monnezze per le strade. Ieri l’ultimo annuncio da Roma. A Palazzo Chigi si è tenuto un vertice tra Caldoro, Iervolino e vari presidenti di Provincia. Entro domani Napoli sarà pulita. Sì, ok e poi il primo gennaio cosa accadrà?

La socia fa l’orale e spacca tutto. Andiamo insieme a Roma, in meno di 24 ore conquistiamo la città e troviamo il tempo di vedere Silvio che torna a Palazzo Grazioli e andare da Tiffany a sbavare sulle vetrine nell’attesa che tocchi a noi per comprare un regalo a una nostra amica che si è laureata con il pancione.

L. (con l’aiuto più che mai fondamentale della socia perché non mi ricordavo tutto tutto)

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Too much rain

Dopo l’alluvione in Veneto gli imprenditori della zona si sono ribellati all’indifferenza che avvolgeva la loro tragedia.

“O ci aiutate o non paghiamo le tasse” e via manifestazioni, slogan e contestazioni al premier.

Gli aiuti sono arrivati, è partita una gara di solidarietà che ha visto attivamente coinvolta la Campania, nonostante gli amici del Nord non ci vedano di buon occhio, in genere. Ma i soldi, si sa, non puzzano.

Il Corriere, il tg La7, il Corriere del Veneto hanno dato il via a una raccolta fondi, si aderisce inviando un messaggino. E c’è pure un conto corrente.

Nel Nord Est arriveranno i fondi europei. E pure Angelina Jolie, riferisce il Corsera, sta seguendo la vicenda.

A Sud di Salerno c’è stata un’altra alluvione. I fiumi esondati, gli sfollati, le centinaia di migliaia di persone senz’acqua, le autobotti della Protezione Civile, l’ultima mission ufficiale di Bertolaso nel suo ultimo giorno di lavoro prima della pensione. I tg hanno trasmesso le immagini delle bufale trascinate dalla piena, molte sono morte. Quelle che hanno resistito alla furia del Sele hanno subito un trauma che potrebbe danneggiare il latte. Addio mozzarella Dop.

Quella zona la conosco bene perché lì ho una casa che apparteneva alla famiglia di mia nonna. Il Vallo di Diano s’è trasformato nel Lago di Diano. Strade e strade sono state chiuse, i danni si contano ancora, anche quelli che non finiscono sui giornali.

Ma qui non è partita alcuna gara di solidarietà e sotto l’articolo che parla della tragedia a Sud di Salerno il Corriere chiede un aiuto del Veneto.

A.

Perché finisce tutto qui se te ne vai

Ieri Bertolaso ha detto ‘Ciao’. Lui qui ha finito e quindi saluta e se ne va. Intanto Cava Sari ha riaperto, ieri sera sono cominciati i primi sversamenti, 50 autocompattatori per cominciare e solo rifiuti dei 18 Comuni della zona rossa. Poi, a regime, è stato stabilito che non sarà superato il tetto delle 700 tonnellate di rifiuti al giorno.

L’emergenza è finita, dicono loro, però la foto della socia parla chiaro: per strada c’è ancora troppa monnezza e puzza un po’ dappertutto. Ieri ho finito alle 22, tutto sommato un orario normale per l’addio a Bertolaso. E grazie a un collega ho fatto un’altra B, un’altra notizia con le stelline sulla riapertura di Cava Sari.

Stamattina è stata dura tornare alla normalità e alla semplicità delle conferenze, delle situazioni in cui è il politico che convoca la stampa e tu devi stare a sentire e porre dopo le tue domande. Facile dopo i giorni trascorsi a intercettare sindaci, Bertolaso, Caldoro e compagnia bella che non avevano sempre voglia di dirti cosa era successo nelle riunioni in Prefettura.

Ma si deve fare, riposare in attesa della prossima volta in cui sarò di guardia davanti a un palazzo (e speriamo insieme alla socia come accadde tra dicembre 2008 e gennaio 2009). E allora andiamo pure a sentire cos’è l’housing sociale e perché è meglio dei vecchi modelli di edilizia popolare. Non più quartieri ghetto dove si concentra quella gente che, nel linguaggio politically correct, viene definita “le fasce deboli” e per il reddito e per le condizioni di disagio sociale. Piuttosto occorre pensare a servizi, cinema, pub per i ragazzi. E ci hanno messo un bel po’ di tempo a capire che le vele di Scampia non potevano portare a nulla di buono senza servizi né supermercati né niente. Quelle vele che ora rappresentano il degrado e il fallimento di chi le ha volute, quelle stesse vele che il sovrintendente vorrebbe non fossero abbattute perché rappresentative dell’architettura degli anni ’70. (Furono realizzate dopo l’approvazione della legge 167/1962 e costruite negli anni a seguire)

E adesso la Campania si appresta ad accogliere altri 16 mila e passa alloggi che, però, non saranno destinati solo alle case ad uso sociale, ma anche ad abitazioni per chi vorrà comprarle. La mia domanda é: chi vorrà farlo sapendo che ci saranno case popolari assegnate a volta anche a gente che se ne frega di regole e legalità e rispetto?

L.

 

L’emergenza è finita

NAPOLI ANCORA SOMMERSA DAI SACCHETTI.

Duemilatrecento sono le tonnellate di rifiuti presenti nelle strade di Napoli. Questo il dato fornito oggi dall’assessore comunale all’Igiene urbana Giacomelli, a margine delle celebrazioni per i defunti. Secondo quanto riferito dall’assessore, stamattina i camion stanno sversando a Chiaiano, così come a Taverna del Re dove «al momento – ha detto l’assessore – non ci sono incidenti». Secondo i dati forniti stanno scaricando circa 20 mezzi. «Continuando così – ha detto Giacomelli – sono fiducioso che nella giornata di oggi riusciremo a sversare la nostra capacità massima che si aggira fra le 1600 e 1650 tonnellate al giorno». Per quanto riguarda la giornata di ieri, Giacomelli ha riferito che hanno scaricato circa 80 mezzi a Chiaiano, mentre nel pomeriggio a Taverna del Re le operazioni sono state interrotte a causa delle manifestazioni.

BERTOLASO: BISOGNAVA APRIRE LA SECONDA DISCARICA A TERZIGNO.

«Non penso di essere Superman, mi è stato chiesto di intervenire e l’ho fatto anche in questa occasione e sono soddisfatto per l’accordo raggiunto su Cava Sari». A parlare è il sottosegretario e capo della Protezione Civile Guido Bertolaso, in un’intervista al Mattino nella quale descrive il suo intervento in Campania, dove è stato inviato su mandato del Consiglio dei ministri per arginare l’emergenza rifiuti. Sulla decisione relativa alla discarica che doveva essere costituita a Cava Vitiello, Bertolaso precisa di aver proposto solo di sospendere l’apertura, proposta rifiutata dai sindaci perchè ritenuta insufficiente; poi, Cava Vitiello è stata «cancellata dal primo ministro con una legge», afferma. A quel punto, il sottosegretario ha aggiunto la soppressione di Valle della Masseria e il suo compito è terminato. Bertolaso sostiene di avere lasciato alla fine del 2009 una regione autosufficiente con altri due termovalorizzatori da realizzare, per i quali, ad ottobre non era stata ancora indetta una gara d’appalto, mentre «se fosse stato fatto quello che era previsto, probabilmente – dice – non sarebbe mai stato necessario individuare altri siti». Per Bertolaso, «se si riapre Cava Sari per i 18 comuni del vesuviano e Chiaiano resta a disposizione degli altri, per ora abbiamo risolto». Il capo della Protezione civile, infine, afferma che gli amministratori locali dovrebbero essere più severi sulla differenziata, accelerare sui termovalorizzatori e organizzare una cabina di regia che lavori 24 ore su 24. Sull’intera questione, Bertolaso ammette di avere qualche responsabilità: «A fine dicembre i tempi non erano maturi per andare via, ma lo prevedeva la legge. Gli amministratori locali però erano impreparati».

BERLUSCONI: I PROBLEMI LEGATI AI RIFIUTI SONO STATI CREATI DALLA GIUNTA DI SINISTRA DELLA IERVOLINO

«Il governo ha risolto la situazione, non si può attribuirgli colpe che non ha» e che invece ha «la giunta di sinistra guidata dal sindaco Rosa Russo Iervolino». È quanto sostiene il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che, inaugurando il Salone del ciclo e motociclo di Milano, è tornato sulla vicenda dei rifiuti partenopei. Dopo una lunga digressione sul trattamento necessario prima del conferimento in discarica dei rifiuti, Berlusconi ha spiegato che quel trattamento «per evitare che le discariche emanino puzza, lo doveva fare l’azienda di smaltimento di Napoli guidata dalla giunta di sinistra del sindaco Rosa Russo Iervolino» che invece «non ha fatto il lavoro di pulizia della spazzatura e lo ha immesso direttamente tutto in una cava». Riferendosi al caso di Terzigno «che abbiamo risolto», Berlusconi ha spiegato che «la cava diventerà un grande parco, come la montagnetta di Milano, quando sarà riempita, e il governo ha risolto la situazione, quindi non si può attribuirgli colpe che non ha». «Questo governo – ha concluso – è concreto, pragmatico e capace e interviene in tutte le situazioni nazionali e internazionali».

IERVOLINO: IL GOVERNO NON CI HA MAI CONVOCATO

«Non ci hanno mai chiamato al tavolo tecnico». Queste le parole del sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, in relazione alla nuova convocazione del tavolo tecnico sui rifiuti, convocato per oggi alla Prefettura di Napoli, cui parteciperà il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso. Il sindaco, a margine delle celebrazioni per la giornata dei defunti, rispondendo alle domande dei giornalisti, ha affermato «di non partecipare al tavolo cui partecipa il presidente della Provincia, perchè il Comune non è mai stato convocato». «Non ce l’ho con la Provincia – ha concluso Iervolino – ma il Governo non ha mai convocato il Comune di Napoli». «Forse occorrerebbe un pò più di prudenza prima di dichiarare giorni fissi per la fine dell’emergenza». Così il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino si è espressa oggi a margine delle celebrazioni, nel cimitero di Poggioreale, della giornata dei defunti. Parole che rappresentano una risposta al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che nella sua ultima visita a Napoli, la scorsa settimana, aveva affermato che Napoli sarebbe stata pulita entro tre giorni. «Io – ha aggiunto Iervolino – non partecipo al gioco del ping pong di chi butta la palla addosso agli altri». «L’Asia – ha proseguito il sindaco – sta facendo l’impossibile e per questo va detto grazie ai lavoratori che hanno anche pagato con la vita di uno di loro». Ma il problema principale, come riferito dalla Iervolino, è rappresentato dalla difficoltà che i camion incontrano per sversare i rifiuti. «Se tutti si ribellano – ha detto il primo cittadino di Napoli – e non si individua un posto in cui scaricare i rifiuti, l’emergenza non finirà ed anzi si aggraverà».

ASIA: RACCOLTA RECORD OGGI A NAPOLI.

Raccolta record di rifiuti oggi a Napoli, ben 1630 tonnellate. Lo annuncia l’assessore comunale all’Ambiente del comune partenopeo Paolo Giacomelli. «La raccolta e il conferimento record della giornata di oggi – dice all’ANSA – dimostrano le capacità e la buona organizzazione dell’Asia. Voglio in particolar modo ringraziare i dirigenti e i dipendenti tutti della società per l’impegno e l’abnegazione dimostrata nel lavoro quotidiano. Il risultato di oggi è la dimostrazione che, se ci è data la possibilità di conferire, siamo in grado di restituire in pochi giorni una condizione di decoro alla città». I rifiuti raccolti oggi sono stati conferiti nella discarica di Chiaiano, nell’ area di trasferenza di Giugliano e nello Stir di Tufino.

GIUGLIANO, SCONTRI E FIACCOLE.

Un’ora di scontri: si allarga il fronte della protesta contro la decisione di riaprire il sito di stoccaggio di Taverna del Re, alla periferia di Giugliano. Ora in campo non ci sono più quelle poche decine di persone disposte a prendere le botte pur di bloccare gli auto compattatori diretti al sito di stoccaggio ma gli studenti, la chiesa, la società civile. Lo testimonia il lungo corteo che si è snodato lungo le strade di Giugliano, ancora invase dai sacchetti di spazzatura, al termine dell’ennesima giornata di scontri avvenuti dinanzi all’ingresso del sito di stoccaggio. Centinaia e centinaia di persone che scese in strada hanno urlato la loro rabbia contro l’ordinanza del presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro, che ha riaperto i cancelli della «cittadella della munnezza» – dove già vi sono sei milioni di ecoballe – per accogliere altre 10mila tonnellate di rifiuti, provenienti per la maggior parte della città di Napoli. I manifestanti hanno ricordato che tutta la zona attendeva le bonifiche e non altri rifiuti, che voleva chiudere con il passato fatto anche di speculazioni da parte delle ecomafie, che in quest’angolo della Campania ha sversato di tutto. C’è la preoccupazione per l’inquinamento delle falde acquifere e le indagini tecniche disposte dalla magistratura hanno accertato che bisogna fare presto nel percorrere la strada del risanamento ambientale. Nel perimetro di qualche decina di chilometri vi sono ben sette discariche sature, un impianto di tritovagliatura, nonchè il sito di Taverna del Re grande 4,5 chilometri e mezzo quadrati. Una superficie pari a centinaia di campi di calcio che conta sei milioni di tonnellate di spazzatura, accatastate in piramidi che testimoniano anni e anni di emergenza, dalla quale dopo avere speso un fiume di denaro non si è mai usciti. Alcuni manifestanti, attraverso un pool di legali, hanno inoltrato una diffida al sindaco di Giugliano affinchè provveda ad emettere un’ordinanza che cancelli quella del presidente della Provincia di Napoli. E poi hanno presentato una denuncia alla Procura della Repubblica di Napoli. Oggi a Taverna del Re sono giunti tecnici dell’Arpac che hanno effettuato un primo sopralluogo. A quanto si apprende non sono emerse irregolarità nella gestione dell’attività di stoccaggio della spazzatura ‘tal qualè, che dovrebbe essere rimosso entro trenta giorni per finire o in discarica o al termovalorizzatore di Acerra. Oggi i cancelli di Taverna del Re sono stati varcati da una quarantina di automezzi. Solo una decina del Comune di Giugliano, tutti gli altri dal Comune di Napoli. Ma per i mezzi non è stato facile marciare ance se protetti dalla scorta di polizia e carabinieri. Poche decine di manifestanti hanno tentato di tutto per bloccarli con le sole armi della rabbia e dell’amarezza per un accordo non rispettato. E così c’è stato un vero e proprio corpo a corpo con le forze dell’ordine, giunte in assetto antisommossa e in gran numero. Qualche ora di riposo. E domani, promettono i manifestanti, si riprende la vigilanza.

BERTOLASO IN PREFETTURA: LA CRISI SI POTEVA EVITARE.

«Amarezza? Certo che ce n’è, perchè quei rifiuti che sono ancora qui nelle strade della città potevano essere tranquillamente rimossi. Abbiamo dato tutte le possibilità per farlo, e indicato tutte le soluzioni per evitare di arrivare a questo punto». Così Guido Bertolaso ha risposto ad un giornalista che gli ha chiesto se lasci con amarezza il suo incarico a Napoli, dove in serata sta presiedendo l’ultima riunione di coordinamento con i 18 sindaci dell’area vesuviana. Il capo della Protezione civile, ha smentito, invece, atteggiamenti polemici. «Le polemiche mi pare che ci stanno con il lavoro che faccio. Anzi in nove anni di questo lavoro tutto sommato poteva andare molto peggio», ha aggiunto. Bertolaso ha già reso noto che chiuderà oggi la nuova missione cominciata a Napoli il 22 ottobre con la nuova crisi nella raccolta dei rifiuti. «Certo che abbiamo pensato alla possibilità di commissariare l’Asia, ma purtroppo si tratta di una partecipata del Comune di Napoli, che rientra totalmente nelle competenze del Comune». Così Guido Bertolaso ha risposto alla domanda di un giornalista sull’opportunità di commissariare l’Asia, Azienda di igiene ambientale del Comune di Napoli, che cura la raccolta dei rifiuti. «Purtroppo da questo punto di vista non possiamo fare nulla – ha detto il capo della Protezione civile – bisogna convivere con l’Asia, rispettare i suoi dipendenti che fanno un lavoro difficilissimo. Ma quando parlo di un problema che c’è nel manico, cioè nell’organizzazione, è evidente che intendo dire che anche in questo caso qualcosa si poteva sistemare e risolvere». Il compito della gestione dei rifiuti deve passare agli enti locali perchè «il compito della Protezione civile è esaurito». Lo ha detto Guido Bertolaso, capo della Protezione civile, al suo arrivo in prefettura a Napoli accompagnato dal presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, da quello della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro, dai sindaci del Vesuviano e dai vertici delle forze dell’ordine. «Sono venuto qui per affiancare gli enti locali e cercare di trovare una soluzione per la vicenda di Cava Vitiello – ha affermato – mi pare che la soluzione sia stata trovata, il mio compito per quello che riguarda Terzigno mi pare concluso». «Per il resto non siamo in emergenza, dal primo gennaio scorso la responsabilità è passata agli enti locali – ha aggiunto – qualsiasi richiesta, aiuto o supporto cercheremo di darlo nei limiti delle nostre possibilità e del nostro tempo». Il sottosegretario ha poi precisato che la situazione di ordine pubblico «non è stata determinata dalla Protezione Civile». «La vicenda di Taverna del Re è una questione che non ci appartiene – ha sottolineato Bertolaso – è stata individuata come una delle possibili alternative temporanee per la pulizia di Napoli, personalmente non l’avrei fatta». Il capo della Protezione civile ha poi precisato che se ognuno «si assumesse le proprie responsabilità» in materia di rifiuti e «si impegnasse con lo stesso tempo e la stessa determinazione che mettiamo noi nel nostro lavoro, non saremmo neanche arrivati a questo punto». «È – ha concluso – una questione di manico, organizzazione, impegni» (l’ultimo lancio è della socia).

Fonte: Ansa.

That’s all folks.

A.

Good night, and good luck

Suggerimenti per una giornata ventosa. Qui c’è talmente tanto vento che i collegamenti con le isole sono stati sospesi. Per ingannare il tempo, visto che sono saltate le scampagnate a Ischia, si picchiano un paio di lavoratori dell’Asìa.

(Aggiornamento: l’emergenza rifiuti non è finita, menomale che Silvio c’è ma stavolta forse era più stanco, Napoli è sempre più sporca, le tonnellate in strada sono salite a 2.200. E con ste raffiche di vento c’è immondizia che vola da ogni parte. Consiglio: guardatevi bene intorno quando camminate, o vi ritroverete un sacchetto in faccia. Riflessione: Bertolaso auspicava il risveglio del Vesuvio perché così tutti si sarebbero dimenticati dell’immondizia che non sappiamo dove mettere?).

Passiamo alle letture di oggi, che è più prudente stare a casa.

La Stampa ha messo on line il suo archivio storico, dal 1867. La storia d’Italia attraverso il giornale, secondo me un giro è d’obbligo.

“Quasi 150 anni di storia, 1.761.000 pagine, oltre 5 milioni di articoli di giornale e 4,5 milioni di immagini tra fotografie e negativi. Questi sono solo alcuni dei numeri che danno la dimensione dell’Archivio Storico de La Stampa. Si tratta di un progetto di grande portata culturale il cui scopo è quello di creare una Biblioteca Digitale dell’Informazione Giornalistica accessibile liberamente al pubblico italiano e internazionale. Si potrà navigare attraverso tutte le pagine – giorno per giorno, anno dopo anno ‐ del quotidiano La Stampa. I lavori di digitalizzazione della collezione giornalistica sono durati 3 anni”. (Descrizione del sito).

Secondo uno studio inglese pubblicato sulla nota rivista medica Lancet, l’alcol è più pericolo di droga e crack. In pratica io sono già morta.

Il Riformista interviene sulla soap Saviano su Raitre. Leggete un po’ Gianpaolo Pansa.

In Brasile si porta il rosso.

Siamo sommersi dalle mail.

Niente parenti negli uffici. Qualcuno avvisi gli enti locali. (Proprio ieri vedevo un servizio sul tema di Striscia la notizia che sollevava il caso della gigantesca parentopoli alla Regione Sicilia).

Un articolo per fratelli: vostra sorella vi rende felici.

Un rassicurante Aldo Grasso ci conferma che dei mocciosi cantanti non ne possiamo proprio più.

Continua il duello Berlusconi – Fini. Oramai sono talmente ripetitivi che Ridge di Beautiful ha smesso di seguirli.

Good night, and good luck. (Se non avete mai visto il film, è ora di farlo).

A.

 

Che la festa abbia inizio (senza di me)

Forse é finita. Forse ieri è stata l’ultima puntata, almeno fino alla prossima volta. Io, però, non c’ero. Dopo aver fatto la sentinella per una settimana, ieri pomeriggio mi hanno spostata su un altro evento (completamente inutile, direi). Ci sono andata perché io eseguo gli ordini senza discutere. Poi quando il congresso è finito, ho sperato di sentirmi dire: “Torna in Prefettura”. E invece stavolta no.

Ieri i sindaci vulcanici hanno firmato l’accordo, un nuovo documento in 5 punti tra cui anche la cancellazione di Cava Vitiello dalla legge (uh, come avevo scritto io una settimana fa). Certo una vittoria per gli abitanti di quei paesi. Ma adesso cosa impedirà ai cittadini di altri Comuni di adottare gli stessi atteggiamenti per ottenere anche loro la chiusura di discariche, Stir e termovalorizzatori?

La mia mattinata era cominciata lì per la riunione tra i sindaci. Quando sono arrivata, Langella, il sindaco di Boscoreale, mi ha detto che l’incontro era stato sospeso perché sarebbe arrivato Bertolaso. E poi, dopo qualche minuto, il suo ufficio stampa mi ha detto che sarebbe arrivato anche Berlusconi. Da un lato ho pensato che non avrei avuto tempo di far nulla e sarei arrivata distrutta a sera, (ho chiamato la socia e le ho detto che sarei arrivata da lei con “i panni della fatica” e lei mi ha risposto che andava bene anche così, “poi se si fa tardissimo, il mio divano è molto comodo”), dall’altro non vedevo l’ora che accadesse. Fino alla telefonata con la quale mi hanno informata che no, non avrei seguito quel vertice. Né sola né in appoggio ad altri colleghi.

Non lo so se dipende da quanto è accaduto domenica scorsa (certo, non sarei rimasta sola ieri) o se davvero quel congresso andava seguito per mantenere rapporti e cose del genere, però è stato come andar via dalla festa prima che cominciasse.

L.

La redazione dei giornalisti randagi

Anche stamattina ero di guardia in Prefettura perché “non si può mai sapere se, ad horas, Berlusconi e Bertolaso decidano di venire lì dopo Acerra”. Sola, per fortuna c’era il sole e non faceva freddo. Ore di attesa, stavolta inutili, perché alla fine non è venuto nessuno, nemmeno i sindaci vulcanici per la riunione tecnica. Oggi no.

Però sono tornata a casa, ho sistemato un po’ di cose e poi di corsa ancora a lavoro. Perché Ranieri ha ufficializzato la sua candidatura alle primarie del centrosinistra per scegliere il nome di chi dovrà competere per la poltrona di sindaco di Napoli. Gli conviene con tutti i guai che ha la città?

Vuole le primarie e le vuole subito perché il candidato poi dovrà lavorare per “risalire la china”. Un’affermazione che non lascia molto spazio all’interpretazione, è sintomo che qualcosa che non va il centrosinitra l’ha fatto altrimenti non ci sarebbe da risalire alcuna china. La data che lui vorrebbe è quella del 28 novembre. Domani si riunirà la direzione provinciale del Pd e discuteranno anche di questo.

Lo slogan che ha scelto è “Non c’è problema che non si possa risolvere”. La scritta è azzurra per la prima parte (Non c’è problema) il resto è bianco sullo sfondo azzurro. La base è a strisce trasversali ‘bejoline’ (io e la socia siamo d’accordo sul colore) e ricorda molto la grafica di Mister Kentucky. In sé non è male, però, se hai fame non aiuta la concentrazione. A curargli la comunicazione pare sarà Velardi. La notizia attende solo l’ufficialità, ma la socia lo sa per certo e lei l’ha scritto anche nei suoi pezzi. Io, invece, no perché le indiscrezioni non sempre ci interessano.

Siamo state fortunate (sì, perché stavolta ci siamo andate insieme e “in due appariamo tre testate”) nonostante l’ora infelice – le 18 – e un intervento fiume di Ranieri su Napoli e le cose da fare e non fare, dove intervenire, cosa modificare, quanti asili nidi servono ancora, case, vicoli e palazzi…

La sala del cinema era piena. La socia ha fatto un rapido calcolo di file  e poltrone 16×17: 272 posti a sedere in tutto qualche altra decina in piedi ai lati. Ma sì, 400 persone in tutto. Un vasto parterre di esponenti del partito, nazionali, locali, assessori ed ex, consiglieri e poi qualche spia, almeno un paio, venute a vedere chi c’è, a sentire cosa dice.

E adesso stiamo aspettando che una piccola strega ci faccia sapere cosa intende fare, se vuole davvero vederci o se ci appende di nuovo.

L.