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Che la festa abbia inizio (senza di me)

Forse é finita. Forse ieri è stata l’ultima puntata, almeno fino alla prossima volta. Io, però, non c’ero. Dopo aver fatto la sentinella per una settimana, ieri pomeriggio mi hanno spostata su un altro evento (completamente inutile, direi). Ci sono andata perché io eseguo gli ordini senza discutere. Poi quando il congresso è finito, ho sperato di sentirmi dire: “Torna in Prefettura”. E invece stavolta no.

Ieri i sindaci vulcanici hanno firmato l’accordo, un nuovo documento in 5 punti tra cui anche la cancellazione di Cava Vitiello dalla legge (uh, come avevo scritto io una settimana fa). Certo una vittoria per gli abitanti di quei paesi. Ma adesso cosa impedirà ai cittadini di altri Comuni di adottare gli stessi atteggiamenti per ottenere anche loro la chiusura di discariche, Stir e termovalorizzatori?

La mia mattinata era cominciata lì per la riunione tra i sindaci. Quando sono arrivata, Langella, il sindaco di Boscoreale, mi ha detto che l’incontro era stato sospeso perché sarebbe arrivato Bertolaso. E poi, dopo qualche minuto, il suo ufficio stampa mi ha detto che sarebbe arrivato anche Berlusconi. Da un lato ho pensato che non avrei avuto tempo di far nulla e sarei arrivata distrutta a sera, (ho chiamato la socia e le ho detto che sarei arrivata da lei con “i panni della fatica” e lei mi ha risposto che andava bene anche così, “poi se si fa tardissimo, il mio divano è molto comodo”), dall’altro non vedevo l’ora che accadesse. Fino alla telefonata con la quale mi hanno informata che no, non avrei seguito quel vertice. Né sola né in appoggio ad altri colleghi.

Non lo so se dipende da quanto è accaduto domenica scorsa (certo, non sarei rimasta sola ieri) o se davvero quel congresso andava seguito per mantenere rapporti e cose del genere, però è stato come andar via dalla festa prima che cominciasse.

L.

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Il ricordo di un giorno che non c’è già più

La promessa di congelare Cava Vitiello e l’apertura della seconda discarica rinviata “alle calende greche” non è bastata. E neppure è bastata la chiusura per tre giorni del primo invaso, Cava Sari e la successiva riapertura solo per i paesi della zona rossa. I cittadini di Terzigno, Boscoreale, Trecase, Boscotrecase volevano di più: la cancellazione della seconda discarica dalla legge 123/2008 e l’impegno di Bertolaso a presentare la richiesta in Parlamento (proprio come avevo scritto io ieri)

I sindaci dei paesi vesuviani, quelli che ho trovato all’angolo della piazza quando ho deciso di andare a bere un caffè, non hanno firmato l’accordo che era stato buttato giù nel vertice di ieri in Prefettura, a Napoli. Nella notte sono stati duramente contestati dai cittadini e così, stamattina, hanno detto ‘No’.

Momenti convulsi, l’adrenalina che scorre a fiumi e camminare a mezz’aria per la gioia.

Passa, però, la linea della fermezza con Bertolaso che, pur lasciando aperto uno spiraglio di dialogo con i sindaci – “Qui c’è la penna e qui il documento, potete firmare quando volete” – dice che il Governo l’accordo lo rispetta anche se in maniera “unilaterale”. Più che accordo, allora, sarebbe il caso di parlare di ‘documento’.

E via la conferenza, a stomaco vuoto perché l’adrenalina è in circolo. Ho la situazione sotto controllo. Almeno è quello che credo. Prima di qualunque cosa, ci annunciano che un uomo è morto mentre lavorare nello Stir di Giugliano “di domenica perché c’è l’emergenza”.

Sky ci avvisa che sta per mandare la striscia con la prima notizia della conferenza, Bertolaso che dice “Non arretreremo di un passo, andremo avanti”. Ci alziamo di corsa, per dettare e cominciano i guai. Corriere.it, con una webcam, sta mandando in diretta la conferenza e noi non lo sapevamo. A Roma, si incazzano. Il mio referente in redazione perde spesso le staffe anche quando parla con me e io comincio a perdere la calma.

Messaggi, telefonate, richiami e lamentele. Mi tremano i polsi davvero. Mollo tutto senza salutare, sbatto porte, corro via dalla Prefettura, entro in macchina e riprendo a respirare cercando di capire da dove ripartire.

Bertolaso che rassicura Chiaiano “non aumentano le volumetrie”. Bertolaso che dice che Berlusconi “si è commosso davanti alle lamentele della popolazione, ma gli ho spiegato che non possiamo cancellare Cava Vitiello dalla legge. E’ colpa mia e lo è pure se non è venuto a Terzigno”. Bertolaso che dice qualunque cosa. Poi Caldoro: “Obiettivo regione normale” – e spiegatemela perché ancora non ho capito. Caldoro e le condoglianze alla famiglia dell’operaio, Caldoro e la balcanizzazione del territorio. Caldoro e “fateci uscire per piacere”.

Sono le dieci quando esco dalla redazione. Ho fame, non so da quanto non mangio e nonostante il sonno e la stanchezza non ho voglia di tornare a casa. Che fare? Chiamo E. e ho fortuna perché é a casa. Passo a prenderla e mi fa compagnia mentre mangio e cerco di riassumerle in un’ora il mio week end. Lei ascolta, ride, pensa ad alta voce insieme a me.

La riaccompagno a casa e il colmo è che dopo tutto il tempo trascorso a sentir parlare e a scrivere di rifiuti, sversamenti, discariche, termivalorizzatori e monnezza per le vie di Napoli sono rimasta bloccata a Montesanto perché in città è partita una “operazione straordinaria” di pulizia e i camion stanno raccogliendo i sacchetti accumulati nelle strade.

L.

Esultare in silenzio è una cosa difficile

”Congelamento di Cava Vitiello a Terzigno come seconda discarica, bonifica immediata della ex Cava Sari che resterà aperta fino a esaurimento e l’impegno di Guido Bertolaso, capo della Protezione civile, a presentare in Parlamento la richiesta di escludere Cava Vitiello dalla legge del 2008. È il documento congiunto – a quanto si è appreso – che stanno stilando nel vertice nella Prefettura di Napoli tra lo stesso Bertolaso, il governatore della Campania Stefano Caldoro, il presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro, e i sindaci dei Comuni vesuviani interessati dalla apertura del secondo invaso. Il documento tecnico, secondo indiscrezioni trapelate mentre l’incontro è ancora in corso, prima di essere sottoscritto dalle parti sarà sottoposto all’esame delle popolazioni interessate”.

La mia notizia con le stelletelle, una Deep Throat che mi rivela i contenuti dell’incontro. Io che decido di fidarmi. Una telefonata dieci minuti più tardi. Sì, sono stata io, la firma è la mia, ho sbagliato? Ma no, tutto regolare è davvero di questo che si sta discutendo.

Questo era ieri, sabato più o meno alle otto di sera quando ero davanti alla Prefettura da appena 4 ore. Sospetti, facce storte e un’occhiataccia, alle 11, che non mi aspettavo, ma ci stava. Il documento alla fine l’ho passato punto per punto (e ne conservo gelosamente copia, in ricordo). Quello dell’impegno di Bertolaso, però, non c’era. Il perché l’abbiamo capito dopo: Cava Vitiello non può essere cancellata dalla legge, però resta congelata.

Io cammino a mezz’aria, per esultare mi allontano, giro in piazza del Plebiscito, vado al Gambrinus e mangio cioccolata.

L.