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“Human rights are not negotiable”

For the first time, stasera (ma lì era pieno pomeriggio) Obama ha parlato della situazione in Libia, della rivolta, dei morti, about boodshed and suffering che sono outrageus and unacceptable.

Io curiosavo su Twitter – come ha spiegato la socia, ci sono arrivata fattivamente da poco, pure essendo iscritta da tempo, per seguire Sanremo e certe altre cose (…) – e a un certo punto un pigolio da Oltreoceano ha cinguettato che Obama sarebbe intervenuto sulla vicenda e volendo si poteva seguire in diretta.

Così l’ho aspettato e ascoltato. Lui è sempre il presidente degli Usa, mica ceppa di minchia. C’eravamo, nel mio immaginario, io e lui soltanto. Mi sono sicuramente persa qualche parola, ma i contenuti no, il viaggio della Clinton in Svizzera no, che i diritti umani non sono negoziabili  no (These are Human rights, they are not negotiable).

Alla fine di tre minuti o poco più, lui ha ringraziato e se n’è andato. Io un po’ allegra (senza esagerare, eh!) perché ho ascoltato senza filtri ciò che lui diceva.

L.

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Il cameraman con i rasta, i rifiuti e una conferenza lampo

É il cameraman rasta all’angolo di via Chiaia il segnale che ci sono quelli di Annozero. Anche loro vogliono parlare di rifiuti con Cesaro. Ma noi abbiamo fretta e soprattutto vogliamo evitare che Cesaro si indispettisca e decida di non rispondere a nessuno.

Così un collega telefona al portavoce e gli dice di fermare l’auto non davanti all’ingresso principale del Gambrinus, ma quello di lato. L’auto blu arriva e Cesaro scende. Entriamo nella sala dove la conferenza sul federalismo è già cominciata (e sarà un incontro lampo perché tutti – o quasi – devono andare a vedere la partita del Napoli) Lo intervistiamo e stiamo tranquilli.

Poi la porta si apre e la prima cosa che si vede è la giraffa, il microfono lungo, poi il giornalista si affaccia e domanda:”Quello lì è Cesaro?”. Ma non da in tempo a sentirlo prima che si sieda, deve aspettare e noi con lui.

Alla fine lo intervista, gli pone le sue domande – che in fondo sono le stesse nostre, però poste in maniera… come dire? antipatica – e Cesaro risponde, ribatte, precisa, sottolinea, spiega. “L’emergenza è stata risolta, ora il problema sono le proteste a Terzigno e il fatto che a Napoli non si fa la differenziata”, “Basta con la violenza” e “Non vorrei essere nei panni dei sindaci di quei paesi”.

Io detto tutto. In redazione sono incasinati: il Liverpool che gioca contro il Napoli (la partita è finita 0-0), i tifosi inglesi feriti , Terzigno, il Consiglio dei ministri convocato per domani proprio sui rifiuti.

Alle 19 sono fuori, libera. Libera di andare finalmente a studiare il mio inglese.

L.

P.s.: un passaggio tv su annozero stavolta non me lo leva nessuno perché mentre intervistavano Cesaro io ero accanto a lui e il cameramen rasta ha ripreso pure me. Poi, però, nel montaggio potrebbero aver tagliato. Verificherò.