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Let it snow

Oggi è caduta la neve, la prima, magari l’ultima di quest’inverno perché da queste parti accade raramente. Anche stamattina ho continuato a battere i denti per il freddo e a tremare per non so quanto tempo dopo aver parcheggiato il motorino, “ma nascondetelo ai miei colleghi, mettetelo più in là”, mi ha detto un vigile.

Una giornata piena, intensa, tra Bonanni e Caldoro, “l’attuale maggioranza a cui fanno comodo gli scontri di piazza a Roma” e “Non lo so chi h presentato l’emendamento, ma è una fesseria” e le fesserie “le possono fare la maggioranza così come l’opposizione”. E si tira nelle spalle, ma la stoccata al centrodestra l’ha tirata. E’ stata la maggioranza, la sua maggioranza, a presentare l’emendamento in Commissione Bilancio e questa cosa, non solo l’ho seguita io in Consiglio, ma me la sono fatta rispiegare dal presidente della Commissione che mi ha detto: “Sì, è stata la maggioranza, il Pdl insieme ad altri”.

Sta di fatto che per questa cosa, ora l’Arpac non ha un direttore generale dopo che il Consiglio regionale ne aveva stabilito la decadenza e nessuno firma il provvedimento per pagare gli stipendi. A una settimana da Natale quasi 800 persone aspettano tredicesima e stipendi.

Sono tornata a casa con la neve, contenta al punto che non sentivo più freddo. E dalla redazione mi hanno chiamata per chiedermi di fare un giro di ricognizione per vedere dove stesse nevicando e poi zac “scrivi anche se solo poche righe”. Perché a Napoli la neve è una rarità.

Poi di nuovo in strada, perché Bonanni ancora potrebbe parlare. Ma soprattutto perché ultimamente è stato duramente contestato e non si sa mai che qualcuno decida di farlo ancora.

Quando tutto è finito e dopo aver usato uno splendido MacBook Air, mi sono messa in macchina e sono tornata a casa. Ho fatto la strada interna, senza tangenziale. Il lungomare, un po’ di via Marina, piazza Municipio e via Medina.  Perché chiudere la settimana guidando senza fretta ha tutto un altro sapore

L.

Lavoro, lavoro /2

Dalle nostre parti accade anche che un uomo rimasto senza lavoro decida di togliersi la vita. Purtroppo non è il primo e dovremmo chiederci quanto sia opportuno raccontare il dramma di coloro che per la mancanza di un lavoro arrivano al suicidio. E accade pure che questa notizia sia diffusa nel corso di un incontro di metalmeccanici di due diversi sindacati. Era quasi uno di loro: diverse le mansioni, uguali i problemi e le preoccupazioni.

Così mentre i disoccupati di lungo corso si preoccupano più della scomparsa dei corsi di formazione organizzati in passato dalla Regione e di paralizzare Napoli, c’è chi perde il lavoro e cerca di rimboccarsi le maniche per trovare una nuova occupazione. Poi, preso dalla disperazione, si impicca lasciando due bambini senza papà. Era un lavoratore dell’indotto della Fincantieri di Castellammare di Stabia. La situazione lì è complicata, l’azienda in un primo momento ha parlato anche di chiusura dello stabilimento, poi è tornata sui suoi passi, ma non basta.

L’operaio che nella notte si è tolto la vita era stato licenziato da un anno e da 4 mesi non percepiva più neanche il sussidio di disoccupazione. Per un po’ si era arrangiato facendo il muratore. Non è facile ricominciare da capo con una famiglia da mantenere e lui deve essersi sentito perso.

E intanto i disoccupati bloccano il traffico, si arrampicano, minacciano assessori e “imbrattano i muri ancora profumati di vernice fresca”.

L.