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Se questo è un sindaco

NB. Questo post è stato scritto circa una settimana fa, ma solo stamattina il blackberry mi ha permesso di pubblicarlo.

La campagna elettorale ormai è diventata soltanto un’ammucchiata di dichiarazioni e provocazione, promesse impossibili e boutade popolaristiche che si esauriranno non appena le schede verranno tirate fuori dalle urne.
A Milano, per carità, è la stessa cosa, anzi peggio perché a Milano c’è il cuore del potere berlusconiano e lui non vuole perdere, proprio no, lo sa bene anche il fronte dell’antiberlusconismo che lí calca la mano.
A Napoli c’è la munnezza che fa da sfondo alle lotte tra partiti, perché i popoli giá da tempo si sono stufati. Eppure c’è chi guarda con fervore a De Magistris, l’ultimo dei messia di questa stagione dell’antipolitica che nega ciò che promette di fare. Perché la politica, dio benedica gli studi classici che me lo ricordano ogni momento, è la cura del bene comune. Come fanno i napoletani a credere ancora alle promesse, dopo tutte quelle che gli han fatto? Non lo so, eppure ci credono, credono che a bagnoli presto sarà tutto verde e azzuro di prati e mare pulito, che a Ponticelli al posto dell’inceneritore, per il quale c’è una gara in corso, fioriranno giardini, che sorridenti operatori ecologici busseranno alle loro case per la differenziata e in men che non si dica spariranno sacchetti e cassonetti e la città sarà pulita. Nessuno si alza mai per inchiodare politici e politicanti con una domanda, preferiscono applaudire all’ennesimo annuncio roboante che chi pronuncia presto non ricorderà.
Bisognerebbe sfidarlo il potere, o chi si appresta a conquistarlo, guardarlo negli occhi e inchiodarlo alle verità che non vuole confessare, convincerlo a spogliarsi della dialettica e poi decidere. E in quel caso ci si accorgerebbe che oggi non c’è nulla da applaudire.
A.

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Un sabato di ordinaria amministrazione

Io c’ho provato a dire di no quando mi hanno richiamata per andare di nuovo a lavoro e non avevo ancora chiuso la pratica della mattina. Ho detto che, essendo le 14.50 e avendo da scrivere ancora qualche lancio, non ce l’avrei fatta a trovarmi a piazza del Gesù alle 15.30 perché il Popolo Viola faceva la protesta del rumore con coperchi e pentole. Mi hanno risposto che potevo arrivare anche più tardi, l’importante era andarci e poi, “già che ci sei, alle 17 da piazza Municipio parte la fiaccolata per il testamento biologico”.

Ho archiviato la mattinata al Pdl in fretta e furia. Cosentino che dice all’Udc di allearsi con loro per le elezioni di maggio al Comune, l’emendamento blocca-ruspe di Sarro, approvato ieri dalle Commissioni affari costituzionali e bilancio in Senato che ‘è cosa buona e giusta’, i rifiuti che “altrove sono ricchezza e qui ce li teniamo per le strade”. Come sempre, un fiume in piena, anche se, ovviamente, con i suoi amici miei colleghi sarà stato più loquace ancora quando, come al solito, si è chiuso nella sua stanza lasciando me e altri fuori.

E così, ancora una volta, sono saltati tutti  i piani per il mio pomeriggio. Sarei voluta andare dall’estetista, pensare un po’ a me, sistemare magari anche la mia stanza perché se io, abituata al mio disordine, non ci capisco più niente, si può ben immaginare cosa ci sia in giro.

Quando tutto è finito, ero stanca e affamata. Mentre passeggiavo, ho incontrato un collega-fotografo. Lui adesso non sta lavorando perché ha dei problemi a un braccio. Mi ha raccontato che non ha trovato nessuno che accettasse di andare a Pantelleria e Lampedusa per gli sbarchi di questi giorni. Quattro chiacchiere poi lui dice: “Uno che in questo mestiere conta mi ha chiesto ironicamente: ‘Tu credi ancora che conti la qualità?'”. Una domanda retorica perché se oggi dici ‘No’, un altro lo trovano senza difficoltà per sostituirti. Io non gli avevo raccontato del mio pomeriggio, era solo un suo sfogo per una situazione purtroppo vera. Non lo sa, ma un po’ mi ha confortata, anche se la stanchezza, alla fine, ha preso il sopravvento e sono tornata a casa piuttosto che uscire.

L.

p.s.: Cozzolino ha scritto una lettera agli elettori delle primarie, a Bersani, a Vendola e a tutte le forze della sinistra: mette a disposizione il suo risultato. Gli altri lo apprezzano e adesso noi aspettiamo di capire chi sarà il candidato di centrosinistra a sindaco di Napoli. Nel frattempo, però, non è che il centrodestra si sia mosso.