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Due giorni fa il Governo ha approvato un decreto rifiuti che non soddisfa nessuno. Non de Magistris che lo ha definito “pilatesco” (è tra le parole che preferisce quando si parla del Governo), non Caldoro per il quale è “non è sufficiente”, non il presidente della Repubblica Napolitano il quale ha affermato che il decreto “non è risolutivo”. In definitiva la Regione dovrà trattare comunque singolarmente con le altre Regioni “limitrofe” per portare lì i nostri rifiuti.

Ieri era il day after e io dovevo occuparmene. La telefonata mi è arrivata mentre ero ancora in treno ché tornavo da Roma. Mi sono messa a lavorare e qualcosa l’ho tirato fuori. Soprattutto che la Regione aveva già avviato i contatti con Puglia, Toscana, Emilia Romagna, Marche, Friuli Venezia Giulia e Calabria. Mo, alcune di queste proprio limitrofe non sono. Non ho capito perché né la mia fonte me l’ha saputo spiegare…

Il caposervizio – quello che mi martella – era tutto contento e ne ha fatto una “B”, notizia con le stellette nel titolo.

” ++ RIFIUTI:CAMPANIA;AVVIATI PRIMI CONTATTI CON 6 REGIONI ++            NAPOLI, 1 LUG – Sono stati avviati i primi contatti con le altre Regioni per portare i rifiuti fuori dalla Campania. Il giorno dopo l’approvazione del decreto rifiuti da parte del Consiglio dei ministri, che prevede accordi diretti tra Campania e singole Regioni per il trasferimento in altri territori, l’Assessorato all’Ambiente della Regione ha sentito Comuni, Province e chi gestisce gli impianti e avviato i primi contatti con le altre Regioni. Tra le prime Puglia, Emilia Romagna, Marche, Calabria, Toscana e Friuli Venezia Giulia mentre si continua a lavorare così da allargare il fronte delle Regioni disposte ad accogliere i rifiuti campani.”

E’ successo il finimondo perché le altre agenzie non hanno creduto che fosse una mia notizia, ma un comunicato che a loro non è stato girato. Così ignari si sono presi cazziate per un presunto diverso trattamento tra testate che non c’è stato. Almeno stavolta. Perché sono stata io. Non ci crederanno mai, ma la verità è questa.

A loro, le altre agenzie (una in particolare, ma non facciamo nomi né sigle) vorrei dire che i giornalisti non passano solo comunicati. Che certe redazioni (quelle normali) lasciano carta bianca ai collaboratori per portare le notizie e dopo dicono loro: “Bravo” se hanno trovato qualcosa o lo cazzeano se tornano a casa a mani vuote. Che è inutile lamentarsi dopo di non essere stati avvisati perché le fonti non le tiene sotto controllo nessuno, sono tante e non sempre istituzionali. Che io sono contenta quando mi chiamano per dirmi che ho causato malumori in persone che si fingono amiche, ma tanto amiche non lo sono.

Fare il giornalista è un po’ fare il segugio, l’investigatore, la spia. Io mi diverto a farlo, anzi si può dire che è la parte più bella di questo mestiere.

L.

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