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À vous de jouer!

Quattro telefonate senza risposta e un messaggio: “Urg notizia”. Richiamo per dire che sono incasinata, sono a Villa Literno, sto andando a San Cipriano d’Aversa alla Nuova cucina organizzata. Non finisco di parlare e mi sbattono in faccia la cosa: Caruso si dimette da direttore generale della Fondazione del Forum. Cosa!? Cerco conferme immediate, intorno a me, chi sa, nicchia. Richiamo e  chiedo ancora. “Sì, è così. Dammi mezz’ora”. Ma io mezz’ora per dare la notizia non la posso né la voglio aspettare. Chiamo ancora, sollecito. “Un attimo”. Poi il telefono squilla: “Sono l’ambasciatore Francesco Caruso”. Penso a una presa in giro. Faccio: “Mi scusi? Credo di non aver capito”. E intanto penso che non so nemmeno come si chiama un ambasciatore. Lui comincia a parlare, io scrivo, faccio domande, lui risponde. Benedetto Croce: ”‘L’etica si risolve nell’opera’. E cioè negli obiettivi che ciascuno di noi raggiunge con il proprio impegno”. Ma non si può andare avanti con una Fondazione trasformata, secondo lui, in ‘cortile’: “Presidenti rimossi, nominati, ancora rimossi o semplicemente designati e per tanto mai garanti dell’effettivo suo funzionamento“, mi dice (e qui ce l’ha con il Comune). “Fondi anche strumentalmente mai pervenuti da parte delle istituzioni fondatrici. Di più: un ‘cortile’ oggetto di continue incursioni avventuristiche e provinciali, mediaticamente strumentalizzata, intese a ritardare o addirittura vanificare il lavoro che, nonostante tutto, la fondazione andava elaborando“. “E allora à vous de jouer!”. Poi continua: “Che dolore per me, che pena per Napoli, che vergogna per tutti“. Ho scritto tutto sotto la pioggia, poggiata a terra. Qualche collega esce dal ristorante, nemmeno lo guardo, lo mando via. Una signora mi fa notare che il cardigan arriva a terra e si sta bagnando. “Ma signora, suvvia, non lo vede che sto a telefono con una notizia?”, lo penso, ma non glielo dico.

Entro, gli altri mi guardano. “Era Caruso a telefono. Si dimette”, racconto. Poi loro continuano a mangiare, l’adrenalina corre veloce e mangio cioccolata. L’ambasciatore, io non l’avevo incontrato. Caldoro lo nominò a novembre (alla Regione la nomina del direttore generale, al Comune quella del presidente) e quando si incontrarono io non c’ero. Ero al porto perché una nave, diretta in Sicilia, aveva passato la notte in mare aperto per un’avaria e stava rientrando a Napoli. C’era da raccogliere le storie, raccontare i disagi.

A Napoli, intanto, de Magistris annuncia che farà lui il presidente della Fondazione. Dopo le dimissioni di Vecchioni, era stato disegnato Sergio Marotta, che già lavora con lui, ma non era mai stata ufficializzata la cosa. Al ritorno da Barcellona, dove de Magistris ha incontrato anche i vertici del Forum, ha deciso così che il Comune di Napoli “si assumerà direttamente la responsabilità del Forum delle Culture 2013”. Lui dice che la Fondazione si era appesantita, quasi non serviva. Via Caruso, via Vecchioni e via tutti, si può anche eliminare questa Fondazione.

“Il Forum delle Culture non vuole più fare il Forum delle Culture”, cinguetta la socia alle 15.31 su Twitter, quando tutti sanno tutti e io ancora non ho fame.

L.

If someone changes his mind

Capita che oggi sia mercoledì e io mi senta addosso una stanchezza da fine settimana. Capita che ieri, il mio terzo impegno della giornata fosse con de Magistris. Capita che il giorno prima, a Milano, un vigile urbano abbia sparato e ucciso un cileno. Capita che un collega di un’altra chieda al sindaco se la polizia municipale debba essere armata “dopo quello che e’ successo a Milano dove un vigile ha ammazzato un ragazzo cileno”. Il sindaco risponde che sì, i vigili urbani devono girare armati, è necessario. Scriviamo il lancio con le sue dichiarazioni “in merito a quanto accaduto ieri a Milano dove un cileno e’ stato ucciso da un agente della polizia municipale”. Capita che sono le 16.38 quando esce il lancio in rete. Poi si resta alla presentazione del libro e si fanno le 18. Capita che poi te ne torni a casa perché sei stanca. E quando arrivi trovi, tra le mail, una dell’ufficio stampa del sindaco nel quale lui sostiene che le sue parole non fossero riferite ai fatti di Milano, ma a una tematica di carattere generale. Scatta la telefonata alla portavoce. Urlo (e qui sbaglio) che è una smentita, che non si lavora così. Si discute insieme. Lei prima prova a farmi ragionare, poi dice due cose che, per me, aggravano ancora di piu’ la situazione. La prima: “La domanda era giornalisticamente posta male”. La seconda: “Lui in macchina c’ha pensato e non voleva che fossero riferite a Milano le sue dichiarazioni”. Discorso chiuso, per me. Ne prendo atto. Non ho mai avuto difficoltà a lavorare con loro. Adesso è il momento di prendere le distanze. In redazione, mi hanno detto di non perdere tempo con loro, che hanno capito che lui aveva cambiato idea. Resta il fatto che sono stata smentita perché uno stupido (sì, ho scritto stupido) ha cambiato idea.

L.

Cara Ue, ti scrivo

Discariche, inceneritori, trasferimenti fuori regione, differenziata. Il documento inviato all’Unione europea è la risposta dell’Italia alla lettera di messa in mora dello scorso settembre. L’Ue chiedeva certezza nei tempi di realizzazione. L’Italia – ma è il caso di precisare Regione, Comune e Provincia di Napoli – hanno faticato non poco per mettere a punto un documento che condiviso non è, ma contiene tutto ciò che finora è stato fatto e ancora c’è da fare (troppo).
Più o meno nei post precedenti c’è tutto quello che contiene questo documento. Post e non lanci d’agenzia né articoli.

Quel documento (non) condiviso, io ce l’avevo come gli altri, prima di tanti altri. Ma non era quello ufficiale e non potevo ancora scrivere. Quando quel testo è stato inviato, per me era tardi.  I giornali hanno avuto tutto il tempo di lavorarlo e oggi la risposta dell’Italia all’Unione europea è spiattellata un po’ ovunque. Chi più chi meno ce l’hanno tutti.

C’ho provato, ieri, a spiegare che le agenzie le cose devono averle prima, la risposta é stata che solo ora è stata inviata quella lettera alla quale facevo la corte da venerdì e che dopo è diventata mia, ma una bozza. Non ufficiale, non definitiva, avuta a fatica. L’ufficialità si è scontrata contro il tempo.

Resta la rabbia, tanta.

L.

E’ lo spoil system, bellezza!

Vecchioni è il presidente del Forum delle Culture. “L’ho scelto perché è fuori dai partiti”, ha detto de Magistris. Il professore di Luci a San Siro e di Le parole non le portano le cicogne, (libro che ho adorato) è presidente da un paio di giorni, tutti l’abbiamo saputo sabato mattina leggendo il Mattino, compreso Oddati che è stato fatto fuori dalla sera alla mattina. Sì, perché Oddati, che il Forum l’ha portato a Napoli, ha detto nelle interviste che ha giustamente rilasciato, che fino alla sera prima, de Magistris, al quale competeva la scelta, gli aveva comunicato che intanto non aveva ancora deciso.

Invece sabato mattina, tra chi rideva contento della scelta e chi era rimasto allibito dalla cosa (Vecchioni è un cantautore, de Magistris lo ha definito “un poeta contemporaneo” facendo venire la pelle d’oca a un collega che lo stava ascoltando perché proprio non è d’accordo), abbiamo appreso tutti di “Luci a San Paolo”.

Polemiche a pioggia sul sindaco per la scelta, applausi anche perché così “portiamo avanti la rivoluzione” e Oddati, dieci anni in Giunta con la Iervolino, non “è compatibile” con la rivoluzione arancione. Il Pd ha reclamato che la scelta è stata fatta senza consultare nessuno, Corrado Gabriele che il Forum sarà gestito da altri (lui dice il fratello del sindaco al quale chiede di fare chiarezza sul ruolo che avrà nella gestione dei 101 giorni di evento). La Iervolino che il Forum “non è un giocattolo da dare in mano agli amici” e altri, del centrodestra, “che non è Sanremo”. Ma qualcuno sarà stato contento oppure no di questa decisione?

Si sono divertiti tutti a scrivere, a commentare, a chiamare Oddati e Vecchioni

Facciamo gli auguri a Vecchioni, sì, magari sarà bravo. E comunque anche se il collega era stato preso dal vomito, il professore è un bravo cantautore. Però un po’ ci dispiace anche per Oddati che ci aveva creduto nel progetto. Che dire? Spoil system goes on.

L.

Coppa America: Nel mare di Napoli arrivano le World series

<<NAPOLI, 14 SET – Obiettivo centrato: Napoli si aggiudica due tappe delle World Series della Coppa America. L’ufficialità è arrivata solo nel pomeriggio da parte della Acea, la società americana che gestisce l’evento, dopo un incontro, a Plymouth, dove si stanno disputando alcune regate, con i vertici di Regione Campania, Comune e Provincia di Napoli, Unione industriali e Bagnolifutura.
Il contratto preliminare è stato sottoscritto a Plymouth e i dettagli dell’accordo, così come le date dei due eventi dell’Ac World Series, saranno comunicati durante una conferenza stampa in programma a Napoli il prossimo 29 settembre.
Già da ieri, però, era nell’aria che la firma del contratto con gli americani si stesse avvicinando. Il sindaco Luigi de Magistris, insieme con il suo vice Tommaso Sodano, è volato in Inghilterra sul charter che ha portato lì il Napoli, impegnato stasera nella prima di Champions League contro il Manchester City. Più o meno nello stesso momento, su un altro aereo, è arrivato in Inghilterra Stefano Caldoro, governatore della Campania, insieme con il presidente dell’Unione industriali, Paolo Graziano, che dall’inizio ha condotto le trattative. Tutti lì, i vertici istituzionali: Regione, Comune e Provincia di Napoli (per la quale c’era il vicepresidente Gennaro Ferrara) così come Graziano e il presidente di Bagnolifutura, Riccardo Marone. E oggi la sigla dell’accordo, ufficializzata dallo stesso Richard Worth, presidente di Acea, il quale ha annunciato che ‘l’America’s Cup world series fara’ tappa a Napoli’.
Solo qualche giorno fa, l’opportunità per Napoli sembrava sfumata, quando, agli inizi di settembre, l’Acea aveva comunicato che ad aggiudicarsi due tappe, per le quali era in corsa anche il capoluogo campano, era stata Venezia, il cui sindaco Orsoni, in piena estate, si era recato a Cascais, in Portogallo, per siglare l’accordo con gli americani.
‘Un grande successo per Napoli e la Campania. Un ottimo lavoro da parte di tutti che premierà, in termini di benefici, la città e l’intera Regione – ha commentato Caldoro – Il miglior campo di gara per uno straordinario evento sportivo’.
Per de Magistris, aver raggiunto l’accordo è ‘rispondere a polemiche strumentali con i fatti’. In molti, come lo stesso sindaco aveva più volte ribadito, erano scettici sulla reale possibilità che l’evento si disputasse a Napoli. Non ultime le polemiche sollevate ieri dalla notizia che l’ex pm si era recato in Inghilterra per assistere alla partita. ‘A tutti coloro che hanno tentato di ostacolare il cammino dell’Amministrazione – ha affermato – rispondiamo con fatti che dimostrano la concretezza del suo operato’. Un’occasione, quella delle regate a Bagnoli, che mette d’accordo Caldoro e de Magistris: benefici e opportunità di sviluppo per la città e per l’intero territorio regionale.
Marone, dal canto suo, ha sottolineato che si tratta ‘di una grande opportunità per Napoli, e in particolare per Bagnoli, non solo perché consente di rilanciare l’immagine della città nel mondo ma anche perché, così come previsto dal protocollo d’intesa, sara’ la Bagnolifutura a curare la progettazione e la realizzazione di tutti gli interventi necessari allo svolgimento dell’evento’. Cosa che, dal suo punto di vista, imprimerà una accelerazione alle opere per lo sviluppo dell’area di Bagnoli, ‘grazie anche allo sblocco dei finanziamenti da parte della Regione Campania’.
Ogni tappa dell’Ac World Series si compone di una serie di eventi comprendenti regate di flotta, duelli di match race e prove di velocità che vedono impegnati nove AC45 identici.
Questi eventi rappresentano l’unica opportunita’ di vedere impegnati sullo stesso campo di regata tutti i protagonisti della prossima America’s Cup.>>

L.

Partire e continuare a lavorare

Esterno tardo pomeriggio. Luce che filtra tra gli alberi della pineta, piedi nudi. Telefono che squilla. Butto un occhio: è lavoro.
– Cosa è successo?
– No, niente, abbiamo firmato l’ordinanza.
– Sono in vacanza, ma dimmi, il lancio lo faccio lo stesso.
– Sicura?
– Sì

Non l’avrei perso per alcun motivo al mondo quel lancio e l’ho scritto. Ero arrivata in campeggio, dai miei, da meno di un’ora.

++ RIFIUTI: ORDINANZA CALDORO PER SVERSARE FUORI NAPOLI ++ ACCERTA CRITICITÀ; DISPOSITIVO SARÀ ATTIVO GIÀ DA STASERA – NAPOLI, 30 LUG – Il governatore della Campania, Stefano Caldoro, ha firmato una nuova ordinanza per i flussi extraprovinciali. Il provvedimento, firmato dopo aver accertato le criticità degli impianti stir di Napoli che sono quasi saturi, è operativo già da stasera. La frazione umida tritovagliata, proveniente dagli stir napoletani, sarà sversata nelle discariche di Savignano Irpino (Avellino) e San Tammaro (Caserta). Il nuovo provvedimento, il terzo, consentirà di continuare con le operazioni di svuotamento degli stir che accoglieranno, così, i rifiuti di Napoli e della provincia.

La giornata al mare si preannunciava bellissima

L.

“La notizia apre il sito dell’agenzia”
“Tu la prima ad averla”

 

Giornata tipo di una targato come il blog

Targato Gs o Cs è non fare altro che scrivere di rifiuti per 28 giorni di seguito e il ventinovesimo, quando arriva la Prestigiacomo in città, devi andare in Consiglio regionale. Convocato a oltranza.

Targato Gs o Cs è dover ascoltare la relazione di Caldoro sulla sanità che dura 40 minuti e finisce con “non sono stato tecnico, per quello, se il Consiglio lo vorrà metto a disposizione gli atti”. E invece non s’è capito niente e impieghi due ore per scrivere perché devi tradurre in italiano, non perché lui non lo sappia parlare, ma perché più tecnico non poteva esserlo.

Targato Gs o Cs è vedere intorno facce che ti dispiacciono, dopo aver preso consapevolezza che certe voci che girano sono state diffuse proprio da queste facce. E tu sorridi, ma in realtà il tuo è un ghigno.

Targato Gs o Cs è quando in sala stampa hanno i pc lenti, hanno bloccato l’accesso a Facebook, non puoi collegarti nemmeno al sito del blog per scrivere un post e il telefono non prende.

Targato Gs o Cs é quando gli uscieri ti prendono per culo perché sei rimasta solo tu e fanno zapping con la tv della sala stampa, facendo battute cretine quando trovano il canale per le hot line.

Targato Gs o Cs è temere che se il Consiglio slitta, il tuo capo ti dica: “Fai in tempo ad andare da de Magistris e Pisapia”.

Non è targato Gs o Cs aver progettato la fuga al mare, domani e dopodomani, e non averlo ancora detto al tuo capo.

L.

p.s.: dieci minuti dopo, ho chiamato in redazione per avvisare della mia assenza di domani. Risposta: “Ok, ma mentre vai, la fai una telefonata all’Asia per verificare le giacenze?”. Va be’, sì.

Caldoro firma l’ordinanza e de Magistris gongola

Alla fine Caldoro ha firmato l’ordinanza per smaltire i rifiuti a San Tammaro, Savignano irpino e Sant’Arcangelo Trimonte. Quell’ordinanza che non aveva firmato in passato e che ha portato la Procura di Napoli a indagarlo per epidemia colposa. Ha il sapore di una vittoria di de Magistris la sua decisione perché il sindaco erano giorni che chiedeva quel provvedimento. Lui aveva pure fatto i conti e fatto sapere che in due di quelle tre cave c’è una disponibilità di 100mila tonnellate (nelle tre discariche andranno a finire i rifiuti che al momento intasano gli stir che, una volta liberati, potranno accogliere la monnezza). Presidé, hai voglia a dire che prima di firmare l’ordinanza dovevi avere la comunicazione delle Province che non potevano accogliere monnezza, hai voglia a spiegare che non volevi forzare e volevi dare un segnale alle altre Regioni che stanno dicendo sì (per il momento solo Liguria ed Emilia Romagna). Il messaggio che passa è che questo braccio di ferro l’ha vinto de Magistris.

Benevento e Caserta hanno già impugnato l’ordinanza. E io non so come andrà a finire oggi che è sabato e sogno il mare che non vedrò.

No, non possiamo sempre pretendere che gli altri si prendano i rifiuti di Napoli sostenendo che qui discariche e inceneritori non si devono fare perché pericolosi per la salute e poi andiamo dove queste cose già ci sono. Però, ancora una volta, Napoli ha necessità di chiedere aiuto agli altri perché da sola non ce la fa.

De Magistris aveva cominciato a parlare di San Tammaro due giorni fa, dopo l’audizione con la Commissione ecomafie. Parlava di una rassicurazione per un’ordinanza che, però, non c’era. Era rimasto sul vago o almeno ci aveva provato. Un “dispositivo rafforzato” e non una “ordinanza” si era affrettata a spiegare la Regione, inviato a Caserta, Avellino e Benevento, per svuotare gli stir di Napoli. Non voleva in alcun modo, Caldoro, forzare la mano e imporre alle Province i rifiuti napoletani. Ma quel dispositivo è stato rimandato al mittente e intanto per le strade le giacenze sono aumentate. No, Napoli non aveva più tempo.

Ieri sera, in un bar a piazza Trieste e Trento, ho trovato una cosa che in città ho visto in molti posti: uno stralcio dell’ordinanza del sindaco contro i monouso per la riduzione dei rifiuti. Non è la prima volta che un primo cittadino a Napoli fa una cosa simile, è la prima volta, però, che vedo in giro questi fogli attaccati all’ingresso di bar, locali e negozi. Forse a me de Magistris (leviamo pure il forse) non piace perché penso che parli troppo, ma il cittadino lo ascolta e si comporta di conseguenza.

Ieri è stata una settimana esatta che, come già per il passato, non ho fatto altro che occuparmi di rifiuti. Telefonate, riunioni a porte chiuse, corse (le solite) per incontrare il sindaco, le audizioni in Prefettura e di mezzo l’onomastico di mio padre e la decisione che il regalo dovevo comprarlo io.

La Provincia di Napoli, intanto, ha pure presentato il piano per le discariche. Ci hanno detto cinque, ma sono in realtà tre. Perché così, mi è stato detto – e qui è il caso di dirlo – da fonti qualificate, la stampa spara nel mucchio e pensa a cinque siti. Quei tre posti io li ho trovati. Due sono più vicini a me di quanto si possa immaginare. Ho fatto due conti, controllato i terreni a disposizione e in effetti lo “spazio” c’è, anche se piccolo, anche se servirà solo per i Comuni limitrofi. Nel terzo hanno anche avviato i lavori, anche se il sindaco ha detto che non è vero. Devono aver promesso loro grandi cose se negano anche l’evidenza.

Mi sono stancata, incazzata, ho trovato notizie, altre mi sono state sussurrate all’orecchio, sono arrivate via mail e sms, via telefono. Ho confortato colleghi che ne hanno preso solo cazziate, sono uscita sotto la pioggia e sempre con il motorino perché ero in ritardo. Poi la parte più semplice e bella: scrivere. Tenendo la penna ferma e le dita calme sulla tastiera del Mac e mantenendo la concentrazione nonostante le mosche che a causa della monnezza invadono casa. Qualcosa mi è piaciuta, qualche altra no. La certezza è che davanti c’è ancora tanta strada da fare, tante cose da imparare e meccanismi da comprendere.

L.

Trova la notizia

Due giorni fa il Governo ha approvato un decreto rifiuti che non soddisfa nessuno. Non de Magistris che lo ha definito “pilatesco” (è tra le parole che preferisce quando si parla del Governo), non Caldoro per il quale è “non è sufficiente”, non il presidente della Repubblica Napolitano il quale ha affermato che il decreto “non è risolutivo”. In definitiva la Regione dovrà trattare comunque singolarmente con le altre Regioni “limitrofe” per portare lì i nostri rifiuti.

Ieri era il day after e io dovevo occuparmene. La telefonata mi è arrivata mentre ero ancora in treno ché tornavo da Roma. Mi sono messa a lavorare e qualcosa l’ho tirato fuori. Soprattutto che la Regione aveva già avviato i contatti con Puglia, Toscana, Emilia Romagna, Marche, Friuli Venezia Giulia e Calabria. Mo, alcune di queste proprio limitrofe non sono. Non ho capito perché né la mia fonte me l’ha saputo spiegare…

Il caposervizio – quello che mi martella – era tutto contento e ne ha fatto una “B”, notizia con le stellette nel titolo.

” ++ RIFIUTI:CAMPANIA;AVVIATI PRIMI CONTATTI CON 6 REGIONI ++            NAPOLI, 1 LUG – Sono stati avviati i primi contatti con le altre Regioni per portare i rifiuti fuori dalla Campania. Il giorno dopo l’approvazione del decreto rifiuti da parte del Consiglio dei ministri, che prevede accordi diretti tra Campania e singole Regioni per il trasferimento in altri territori, l’Assessorato all’Ambiente della Regione ha sentito Comuni, Province e chi gestisce gli impianti e avviato i primi contatti con le altre Regioni. Tra le prime Puglia, Emilia Romagna, Marche, Calabria, Toscana e Friuli Venezia Giulia mentre si continua a lavorare così da allargare il fronte delle Regioni disposte ad accogliere i rifiuti campani.”

E’ successo il finimondo perché le altre agenzie non hanno creduto che fosse una mia notizia, ma un comunicato che a loro non è stato girato. Così ignari si sono presi cazziate per un presunto diverso trattamento tra testate che non c’è stato. Almeno stavolta. Perché sono stata io. Non ci crederanno mai, ma la verità è questa.

A loro, le altre agenzie (una in particolare, ma non facciamo nomi né sigle) vorrei dire che i giornalisti non passano solo comunicati. Che certe redazioni (quelle normali) lasciano carta bianca ai collaboratori per portare le notizie e dopo dicono loro: “Bravo” se hanno trovato qualcosa o lo cazzeano se tornano a casa a mani vuote. Che è inutile lamentarsi dopo di non essere stati avvisati perché le fonti non le tiene sotto controllo nessuno, sono tante e non sempre istituzionali. Che io sono contenta quando mi chiamano per dirmi che ho causato malumori in persone che si fingono amiche, ma tanto amiche non lo sono.

Fare il giornalista è un po’ fare il segugio, l’investigatore, la spia. Io mi diverto a farlo, anzi si può dire che è la parte più bella di questo mestiere.

L.

Il giorno della Giunta

Oggi de Magistris presenterà in maniera ufficiale la sua Giunta. Nomi e deleghe li conosciamo da venerdì, quella che per me, fino alle 21.08, era stata una splendida giornata. E il Pd no, non entra in Giunta.

Tra una cosa e l’altra, un uccellino mi ha detto chi sarà il prossimo amministratore dell’Asia e ci ho fatto un lancio. In redazione, quando ho riferito che ero a conoscenza del nuovo arrivo a Napoli, erano euforici almeno quanto me. Questo signore è un esperto in raccolta differenziata, pare anche molto capace alla luce di quello che ha già fatto. In più è testimone chiave di un processo contro i vertici dell’azienda per la quale lavorava per aver denunciato tentativi di corruzione (ha rifiutato una tangente da 100mila euro). Insomma, i pezzi andavano a incastro.  Poco dopo le 8 di sera, mi è squillato il telefono. “L’hai scritto tu il pezzo sull’Asia?”. “Sì”, senza esitazioni. “Ma come hai fatto? E’ vero, sta venendo”. E ho preso a saltellare come una cretina per piazza Bellini per la gioia.

Ho cominciato la giornata con una riunione a porte chiuse del Pdl. Solo che noi eravamo in una stanza con il balcone che affaccia sulla sala riunioni e loro, lì, avevano le finestre aperte, così, dato che urlavano, abbiamo sentito molte cose, quelle più interessanti.

La sera di nuovo a lavoro, sempre con lui perché potrebbe dire qualcosa e comunque nel frattempo aveva incontrato persone e personaggi della Giunta. Dopo una chiacchierata sempre divertente con il sindaco (oddio che strano chiamarlo “sindaco”), la telefonata che confermava la mia indiscrezione sull’Asia. Giubilo! Stato che è continuato quando ho avuti i nomi della Giunta. Solo che non sono un buon giocatore e ho preferito tenerli per me. Sì, l’ho detto in redazione, spiegando però che si trattava di indiscrezioni che potevano rivelarsi anche non fondate (ma era tutto esatto).

E poi, invece, la telefonata che mi ha rovinato la serata. “Piccerè, devi fare un pezzo sul Pdl di stamattina, mettendo insieme Cosentino che ha detto di non voler essere d’ostacolo e altra roba di consiglieri regionali che trovi in rete”. Ma no, ma perché? Cazzo è venerdì sera, dovevo tornare a casa, prendere l’auto e uscire con la socia. Uff.

Sono salita in redazione (l’orario lo consentiva). Ho fatto una telefonata per capire cosa dovesse uscire dall’articolo, cosa volesse il committente (“Ah, ti dispiace? Di’ pure al tuo capo che mi siete debitori di una serata con la socia”. Acida? Forse sì, ma stavo abbastanza incazzata). Un’altra telefonata a un collega e poi ho rimesso insieme i pezzi. Non è stato difficile, ma ho finito alle 22.30. Troppo tardi per tornare a casa, darsi una sistemata e scendere di nuovo in centro. E così addio margarita del venerdì sera. Maledizione!

L.