Archivi tag: gheddafi

Ancora regali di Pasqua

Controllare le agenzie e trovare un pezzo a firma tua – con il nome per esteso, non solo la sigla alfanumerica – per la questione dell’Asso 22 è un regalo di Pasqua. Il terzo.

L.

p.s.: torno a rilassarmi, davanti al camino, sdraiata su una poltrona in compagnia di amici speciali

Annunci

I regali di Pasqua

++ LIBIA: ‘ASSO 22’ MOLLA ORMEGGI, FORSE RILASCIATO ++
RIMORCHIATORE CON ITALIANI ANDREBBE VERSO ACQUE INTERNAZIONALI

(ANSA) – ROMA, 22 APR – Ha mollato gli ormeggi dal porto di Tripoli, dove di fatto era sotto sequestro, il rimorchiatore ‘Asso 22’, con diversi italiani di equipaggio a bordo: lo ha appreso l’ANSA da fonti qualificate, secondo le quali il rimorchiatore si starebbe dirigendo ora verso acque internazionali.

Poi segue telefonata dalla redazione: “C’è da chiamare la compagnia”. E io non ci penso un attimo e sono già a telefono con la portavoce della Augusta Offshore. Qualche minuto d’attesa e anche lei conferma. Chiamo in redazione, detto e l’adrenalina scorre a fiumi. Poi esce il lancio. Un grido: “Cazzo, no!”. Hanno sbagliato la mia sigla. 

LIBIA: ‘ASSO 22’; COMPAGNIA CONFERMA, HA LASCIATO IL PORTO

(ANSA) – NAPOLI, 22 APR – Fonti della compagnia di navigazione confermano che ‘Asso 22’ ha lasciato il porto di Tripoli. La nave si trova tuttora in acque libiche. Secondo la compagnia, quando sarà in acque internazionali si stabilirà un contatto con l’equipaggio per sapere dove sono diretti.

L.

p.s.: comunque sia (mannagg’ ‘a morte) la cosa buona è che torneranno a casa. Magari non per Pasqua, ma presto. E questo è il secondo regalo di Pasqua.

I would…

Vorrei che domattina non fosse già giovedì di una settimana infernale. Vorrei svegliarmi e sentire che l’equipaggio di Asso 22 è tornato libero e a casa, anche perché fin quando non lo saranno loro, non lo sarò nemmeno io e mi toccherà appostarmi alla Riviera di Chiaia. Vorrei godere del sole caldo di questi primi giorni di primavera. Vorrei che fosse venerdì sera per sapere se sarò sopravvissuta a una nuova prova che vivo con ansia. Vorrei rendermi conto che la campagna elettorale è qui. Vorrei avere il tempo per dare fondo al mio conto in banca per comprare il motorino nuovo. Vorrei chiarezza. Vorrei tutte cose che ora non sono possibili.

L.

“Human rights are not negotiable”

For the first time, stasera (ma lì era pieno pomeriggio) Obama ha parlato della situazione in Libia, della rivolta, dei morti, about boodshed and suffering che sono outrageus and unacceptable.

Io curiosavo su Twitter – come ha spiegato la socia, ci sono arrivata fattivamente da poco, pure essendo iscritta da tempo, per seguire Sanremo e certe altre cose (…) – e a un certo punto un pigolio da Oltreoceano ha cinguettato che Obama sarebbe intervenuto sulla vicenda e volendo si poteva seguire in diretta.

Così l’ho aspettato e ascoltato. Lui è sempre il presidente degli Usa, mica ceppa di minchia. C’eravamo, nel mio immaginario, io e lui soltanto. Mi sono sicuramente persa qualche parola, ma i contenuti no, il viaggio della Clinton in Svizzera no, che i diritti umani non sono negoziabili  no (These are Human rights, they are not negotiable).

Alla fine di tre minuti o poco più, lui ha ringraziato e se n’è andato. Io un po’ allegra (senza esagerare, eh!) perché ho ascoltato senza filtri ciò che lui diceva.

L.