Archivi tag: giorgio nugnes

Lui non mi rimprovera

Mio padre dice che non fa niente e sorride. Io la vivo come una mancanza che avrei potuto evitare con un pizzico di attenzione in più.
I sotto processo, indagati, arrestati – chiamali come ti pare – sono due. Oltre ad Achille De Simone, capolista dell’Adc di Pionati, c’è anche Marco Nonno, consigliere uscente che si ricandida con il Pdl. Sì, quello che l’anno scorso mi fece notare che il Consiglio comunale, preso dalla smania di dimostrare di essere favoreole all’arte contemporanea, aveva fatto passare un emendamento, a sua firma, con il quale accettava la donazione di una scultura che prende per culo Bassolino.
Marco Nonno è accusato di devastazione, di aver fatto il caporivolta, insieme a Giorgio Nugnes e Pietro Diodato, a Pianura quando nel 2008 nel quartiere si scatenò una guerra civile tra cittadini e forze dell’ordine perché il Governo Prodi era intenzionato a riaprire la discarica dei Pisani per frontaggiare l’emergenza rifiuti (Poi non se n’è fatto nulla).
Lo sapevo, cazzo, era una cosa che sapevo eppure l’ho dimenticata, abituata a vederlo in Consiglio, a sentirlo parlare molto tranquillamente di quanto acccadde. Non ho giustificazioni eppure mio padre mi guarda e sorride. Senza rimproverarmi.

L.

Everybody cries. And everybody hurts sometimes

Everybody hurts, Rem

Due anni fa, sabato mattina.

Ero alla Camera di Commercio alla presentazione del libro di Enrico Cardillo, sindaco ombra di Palazzo San Giacomo dimessosi il giorno prima.

Squilla il telefono di un collega.

“Si è suicidato Giorgio Nugnes”.

Sbiancammo tutti. Corremmo a Pianura col taxi, la sala stampa della Questura, le redazioni, tutti ci dicevano che non era vero, che stava male, no stava bene, era in ospedale, c’era l’ambulanza a casa, aveva tentato il suicidio ma era vivo. E noi sapevamo che non era così, continuavamo a ripeterlo, lo dicevo al mio capo che non mi credeva, a un certo punto non volevo credermi nemmeno io.

E poi arrivammo a Pianura e non c’era più alcun dubbio.

C’era una folla di gente e faceva freddo, piovigginava e non ce ne accorgevamo. Ci insultavano, provavano ad aggredirci. E forse avevano ragione.

Di Giorgio Nugnes ho molti ricordi. Sorrideva tanto. Era molto orgoglioso, scherzava, aveva sempre l’aria del giovanotto sicuro di sè che vuole conquistare il mondo. All’epoca non seguivo il Comune ma facevo un sacco di cronaca e Giorgio era uno con cui non potevi non avere a che fare. Passammo una serata in mezzo alla strada quando scoprirono un ordigno bellico nel fossato del Maschio Angioino. Me lo ricordo che andava avanti e indietro quando crollò il palazzo ai Quartieri Spagnoli. Mille occasioni che non saprei elencare. E quel sorriso che non ho visto solo il giorno in cui la Dia andò ad arrestarlo, e fu l’inizio della fine.

A.