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Ancora regali di Pasqua

Controllare le agenzie e trovare un pezzo a firma tua – con il nome per esteso, non solo la sigla alfanumerica – per la questione dell’Asso 22 è un regalo di Pasqua. Il terzo.

L.

p.s.: torno a rilassarmi, davanti al camino, sdraiata su una poltrona in compagnia di amici speciali

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Buona Pasqua

Certe volte vai a lavorare felice, anche se ti hanno sbagliato la sigla. Corri alla conferenza per sentirti dire quello che già sai: l’equipaggio dell’Asso 22 è finalmente libero e sta tornando a casa. Detti, poi chiami in redazione e loro ti dicono che sì, puoi andare a scrivere lì. Certe volte parcheggi il motorino che già ami, arrivi in redazione, sorridi anche a loro e poi scrivi. Certe volte mentre sei davanti al pc, ti arriva un sms e tu elargisci sorrisi. Di cioccolata. Poi il caposervizio ti dice che non sei stata brava, ma di più. E tu continui a sorridere.
Certe volte torni a casa, prepari la torta di compleanno di un’amica speciale, ti fai una doccia, lasci i jeans e gli stivali d’ordinanza, indossi la tuta e calzi le tue comodissime scarpe di ginnastica. Tuo padre ti accompagna fino in centro dove un vecchio amico ti aspetta, carichi tutto nella sua auto e poi attendi che arrivi il resto della compagnia e non ti pare vero che puoi poltrire sul divano. E mentre aspetti dici alla socia che la ami.
Certe volte carichi l’auto in mezzo alla strada perché al centro posto non ce n’è. Poi sali a bordo e col buio lasci la città per andare in montagna dove sai che starai bene.

L.

I would…

Vorrei che domattina non fosse già giovedì di una settimana infernale. Vorrei svegliarmi e sentire che l’equipaggio di Asso 22 è tornato libero e a casa, anche perché fin quando non lo saranno loro, non lo sarò nemmeno io e mi toccherà appostarmi alla Riviera di Chiaia. Vorrei godere del sole caldo di questi primi giorni di primavera. Vorrei che fosse venerdì sera per sapere se sarò sopravvissuta a una nuova prova che vivo con ansia. Vorrei rendermi conto che la campagna elettorale è qui. Vorrei avere il tempo per dare fondo al mio conto in banca per comprare il motorino nuovo. Vorrei chiarezza. Vorrei tutte cose che ora non sono possibili.

L.

Articolo 1

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

“Io sono un precario e me ne vanto
perché io c’ho il tempo libero
me la suono e me la canto.
(…) non ho preoccupazioni
non vivo in funzione delle rotture di coglioni.
(…)
Io sono un precario e sto da Dio,
io me ne vanto.
(…)
Io c’ho il dono, c’ho il tempo per pensare.
Io ho tanti sogni in tanti cassettini,
li apro, li socchiudo, li tolgo e li rimetto”.

A tutti quelli che proprio non capiscono. O semplicemente non ricordano più.

L.

Articolo 1 (il precario) di Valerio Mastandrea, da Parole – Note