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Un venerdì di violenza

La violenza va condannata. Sempre. In ogni sua forma, contro chiunque venga perpetrata. La città oggi è stata un immenso campo di battaglia. Mentre io alla Nato ascoltavo di attacchi italiani “andati a buon fine”, di tentativi di minare il porto di Misurata, alla Facoltà di Lettere della Federico II se le davano di santa ragione: Casapound contro i collettivi di estrema sinistra, i collettivi di estrema sinistra contro Casapound. Tre accoltellati.

Poi nel primo pomeriggio è stato il turno di Lettieri che mentre era ai Decumani, in piazza San Gaetano, è stato aggredito da un gruppo di ragazzi di sinistra. Estrema. Per fortuna nessuna conseguenza grave. Ed è in quel momento che è cominciato il mio saltare da una parte all’altra della città.

Ero a Fuorigrotta e mi è squillato il telefono. “Picceré, addò staj? Curre in zona Duomo, hanno vattuto a Lettieri. Vedi dove sta e stai insieme a lui”. E io ovviamente corro, trascinandomi dietro un collega-amico che ancora addentava la sua fetta di pizza (un mattone: pasta sfoglia, mortadella, provola).

Di Lettieri non v’era traccia al centro storico e così, dopo un giro e un parcheggio pagato inutilmente, sono andata all’Excelsior. Lì è venuto, con Cosentino e Martusciello Effe. Ha raccontato del suo spavento per le ragazze che girano sulle biciclette elettriche, aggredite anche loro. Della gente che le ha difese, del riparare in chiesa per evitare il peggio.

Noi lì, sul lungomare, con uno splendido tramonto poco distante e nel frattempo a piazza Dante sono tornati a darsele di santa ragione. Un corteo di antagonisti non autorizzato si è mosso dalla piazza, la polizia ha prima cercato di fermare il corteo, poi ha caricato, cercando di disperdere i manifestanti. Lo scontro è stato violento. La gente in strada fuggiva mentre scoppiavano i lacrimogeni, vetrine distrutte e commercianti che hanno abbassato in fretta e furia le saracinesche per proteggere i loro negozi.

“La città – ha detto Lettieri – ha già tanti problemi e non c’è bisogno di violenza”.

L.

Ancora regali di Pasqua

Controllare le agenzie e trovare un pezzo a firma tua – con il nome per esteso, non solo la sigla alfanumerica – per la questione dell’Asso 22 è un regalo di Pasqua. Il terzo.

L.

p.s.: torno a rilassarmi, davanti al camino, sdraiata su una poltrona in compagnia di amici speciali

Buona Pasqua

Certe volte vai a lavorare felice, anche se ti hanno sbagliato la sigla. Corri alla conferenza per sentirti dire quello che già sai: l’equipaggio dell’Asso 22 è finalmente libero e sta tornando a casa. Detti, poi chiami in redazione e loro ti dicono che sì, puoi andare a scrivere lì. Certe volte parcheggi il motorino che già ami, arrivi in redazione, sorridi anche a loro e poi scrivi. Certe volte mentre sei davanti al pc, ti arriva un sms e tu elargisci sorrisi. Di cioccolata. Poi il caposervizio ti dice che non sei stata brava, ma di più. E tu continui a sorridere.
Certe volte torni a casa, prepari la torta di compleanno di un’amica speciale, ti fai una doccia, lasci i jeans e gli stivali d’ordinanza, indossi la tuta e calzi le tue comodissime scarpe di ginnastica. Tuo padre ti accompagna fino in centro dove un vecchio amico ti aspetta, carichi tutto nella sua auto e poi attendi che arrivi il resto della compagnia e non ti pare vero che puoi poltrire sul divano. E mentre aspetti dici alla socia che la ami.
Certe volte carichi l’auto in mezzo alla strada perché al centro posto non ce n’è. Poi sali a bordo e col buio lasci la città per andare in montagna dove sai che starai bene.

L.

I regali di Pasqua

++ LIBIA: ‘ASSO 22’ MOLLA ORMEGGI, FORSE RILASCIATO ++
RIMORCHIATORE CON ITALIANI ANDREBBE VERSO ACQUE INTERNAZIONALI

(ANSA) – ROMA, 22 APR – Ha mollato gli ormeggi dal porto di Tripoli, dove di fatto era sotto sequestro, il rimorchiatore ‘Asso 22’, con diversi italiani di equipaggio a bordo: lo ha appreso l’ANSA da fonti qualificate, secondo le quali il rimorchiatore si starebbe dirigendo ora verso acque internazionali.

Poi segue telefonata dalla redazione: “C’è da chiamare la compagnia”. E io non ci penso un attimo e sono già a telefono con la portavoce della Augusta Offshore. Qualche minuto d’attesa e anche lei conferma. Chiamo in redazione, detto e l’adrenalina scorre a fiumi. Poi esce il lancio. Un grido: “Cazzo, no!”. Hanno sbagliato la mia sigla. 

LIBIA: ‘ASSO 22’; COMPAGNIA CONFERMA, HA LASCIATO IL PORTO

(ANSA) – NAPOLI, 22 APR – Fonti della compagnia di navigazione confermano che ‘Asso 22’ ha lasciato il porto di Tripoli. La nave si trova tuttora in acque libiche. Secondo la compagnia, quando sarà in acque internazionali si stabilirà un contatto con l’equipaggio per sapere dove sono diretti.

L.

p.s.: comunque sia (mannagg’ ‘a morte) la cosa buona è che torneranno a casa. Magari non per Pasqua, ma presto. E questo è il secondo regalo di Pasqua.

Nonostante tutto

++ LIBIA: NATO, RAID ‘CHIRURGICI’ PER EVITARE SCUDI UMANI ++
(ANSA) – NAPOLI, 6 APR – «Stiamo operando in maniera chirurgica per evitare di colpire i civili usati come scudo». Lo ha detto il contrammiraglio Russ Harding, vicecomandante della Operation Unified Protector della Nato in Libia.  «È difficile agire, per gli aerei, perchè dall’alto la visibilità non è ottimale – ha affermato il contrammiraglio – In questo caso è preferibile evitare di sganciare bombe». La priorità, come ha ribadito, è «proteggere la popolazione», anche se «è difficile farlo» se i civili «sono circondati» da carri armati. (ANSA).

Nonostante Bruxelles, nonostante le scorrettezze, nonostante mi sia sentita lasciata sola e abbia scritto i pezzi dalla piazza di Bagnoli, poco distante dalla base Nato.

L.

I would…

Vorrei che domattina non fosse già giovedì di una settimana infernale. Vorrei svegliarmi e sentire che l’equipaggio di Asso 22 è tornato libero e a casa, anche perché fin quando non lo saranno loro, non lo sarò nemmeno io e mi toccherà appostarmi alla Riviera di Chiaia. Vorrei godere del sole caldo di questi primi giorni di primavera. Vorrei che fosse venerdì sera per sapere se sarò sopravvissuta a una nuova prova che vivo con ansia. Vorrei rendermi conto che la campagna elettorale è qui. Vorrei avere il tempo per dare fondo al mio conto in banca per comprare il motorino nuovo. Vorrei chiarezza. Vorrei tutte cose che ora non sono possibili.

L.

Something new

Mentre l’Onu dava l’ok per i bombardamenti che dovrebbero servire per l’istituzione della ‘no fly zone’, la socia preparava la valigia senza salutare il mondo fin qui conosciuto. Abbiamo cominciato a salutarci con il pranzo dal giapponese la scorsa settimana, martedì, quando era ancora indecisa se accettare o meno.

Poi Napoli è una questione mondiale, quasi l’ombelico del mondo e così mentre in Libia le bombe venivano sganciate, nelle acque che la bagnano navigava un mercantile, l’Asso 22, con a bordo 8 italiani di cui 2 napoletani che è stata sequestrata. Manco a dirlo l’armatore è di Napoli. Io è da lunedì che sono appostata davanti al portone, giù alla Riviera di Chiaia. E mentre lo facevo ero a telefono e in chat con un’amica della socia per organizzare la serata, un brindisi a sorpresa.

L’armatore della compagnia, l’Augusta Offshore, ha deciso di indire una conferenza stampa alle 18.15 e di incontrare tutta la stampa del mondo per le scale del palazzo. A un certo punto, mentre il tipo parlava, nella calca infinita, ho sentito una spinta sulle gambe. Ho abbassato lo sguardo e ho visto un collega che gattoni arrivava con il suo microfono davanti, per non perdere l’intervista.

Sono tornata a casa sfatta e mi dicevo: ‘Non è il momento di crollare per la stanchezza’. Una doccia e via, di nuovo in strada perché la socia mi aspettava. Già quando è uscita da casa sua, qualcosa mi diceva che avesse sospetti. Poi abbiamo parcheggiato e siamo entrate in uno dei locali di San Pasquale. La guardavo e lei nascondeva un sorriso un po’… come dire? beffardo. E poi dentro è stato chiaro che se lo aspettava. Ha detto: “Mi ero preparata anche la faccia sorpresa”. Peccato che non l’abbia fatta.

Dopo, tornando a casa, mi ha detto: “Mentre eravamo in piazza San Pasquale, davanti a noi c’era il motorino del nostro amico (lo stesso che gattonava alla conferenza)”. No, io non l’avevo visto. E pensare che ero stata messa in guardia: “Stai attenta, quello lì ti rovina la sorpresa”.

L.