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Chattin’ room

– dov’è piazza di pietra a roma?
–  hai presente il negozio che vende tutte le cose di legno? lì vicino
–  sì, ho capito.
–  è un posto meraviglioso e ci sono tre locali uno meglio di un altro. uno è un ristorante, poi c’è un’enoteca e l’altro è un club per chiattilli stupendo
–  ♥
–  dobbiamo tornare a roma e andiamo a bere all’enoteca. calice di vino 5 euro compresi migliaia di stuzzichini. ci andavamo a cenare
–  dobbiamo tornare a roma e rimanerci
– eh. ecco un ottimo proposito per il 2011
– sì, appunto (dopo le comunali però ia)
– eh sì, altrimenti ci perdiamo il divertimento della campagna elettorale

L.

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Tra garofani rossi finisce un’altra settimana

La fortuna è che è venerdì. Le socie, che poi siamo sempre noi, sono già insieme, nella redazione dei giornalisti randagi perché oggi hanno seguito lo stesso convegno sul federalismo, organizzato (e la citazione è d’obbligo, vero socia?) dal “Circolo Filippo Turati che fa capo al Nuovo Psi”. E qui scoppia fragorosa una risata e la socia sa perché.

Intanto lei si è dimostrata un genio. Ora dubbi – se qualcuno casomai ne avesse – non ce ne sono più, il perché deve spiegarlo lei, io poso solo anticipare che l’esame l’ha passato. L’abbiamo saputo in diretta, insieme. Mentre la calca di giornalisti stava intorno a Caldoro per porgli tutte le domande che si possono immaginare, il suo telefono ha squillato e due secondi dopo ha saltellato alle spalle di un collega, sorridente, felice. L’ho vista e ho capito: era la telefonata che aspettava. Ho staccato il registratore, detto al collega dell’altra agenzia: “Continua tu” e smesso di scrivere e di essere seria perché volevo assolutamente abbracciarla, farle gli auguri, i complimenti prima che anche gli altri capissero cosa stesse succedendo e soprattutto perché si facesse tutta quella confusione in un contesto che, fino a quel momento, aveva mantenuto una parvenza di serietà.

E invece tutti in festa perché chi c’è passato lo sa cosa significa superare lo scritto dell’esame da professionista.

Poi il gioco è finito e ci siamo messe davvero a lavorare anche perché per evitare di stare lì fino a notte inoltrata, occorreva prendere tutti quelli che dovevano intervenire prima che si sedessero al tavolo. Ma l’organizzazione era perfetta e così tra un Capezzone, un De Michelis e una Stefania Craxi siamo riusciti ad andare via presto.

Intanto per le strade di Napoli la monnezza c’è ancora, la puzza nell’aria resta perché se le discariche non le abbiamo, gli stir non funzionano, “i rifiuti non si possono smaterializzare e rimangono lì se non abbiamo dove sistemarli”.

E ora noi usciamo, andiamo in giro come due quindicenni, anzi tre perché la streghetta dell’altra volta è con noi anche stasera.

L.