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“Casa, terra e lavoro”

“Sotto l’albero casa, terra e lavoro”. Caldoro forse si sente un po’ Babbo Natale, mentre lo dice. In linea di principio i provvedimenti della Regione possono anche essere buoni, ma è da vedere nei fatti cosa accade. E soprattutto se, nei bandi per il Piano lavoro, c’è davvero qualcosa anche per noi targato gs o cs.

Prima di arrivare a Santa Lucia, ho fatto in tempo a tamponare uno che si è fermato in curva, all’improvviso. Io non l’ho visto e ci sono andata a sbattere. Mo, lui ha ragione e io torto, però non è che ci si può fermare in curva come se niente fosse. Niente di rotto, ma tanta paura.

È stata una conferenza “interassessoriale” come l’ha definita Nappi, l’assessore al Lavoro. Nell’ordine ci hanno spiegato Piano Casa versione 2010 (e io l’avevo imparato a memoria, avendo seguito la cosa dalla prima stesura con Bassolino e poi i Consigli infiniti), poi il piano di sviluppo rurale e, dulcis in fundo, i primi bandi per il lavoro.

I miei ci hanno mandate in due, ma una soltanto ce l’avrebbe fatta lo stesso, come dimostra anche il fatto che tutti gli altri erano soli. Ad ogni modo, io ho seguito casa e lavoro, mentre l’altra collaboratrice il piano agricoltura.

Stavolta c’era anche la socia. Meglio così, certe cose, in due, si affrontano meglio. Perché è tutto il contorno, a volte, che complica fatti semplicissimi. Al termine della triplice conferenza – “Avanti il prossimo”, sembrava di stare a un esame all’università – io e la socia siamo andate a occupare i pc nella stanza di Nappi, che per un po’ è diventata la redazione dei giornalisti randagi.

C’è una cosa su tutte che mi ha colpito e che nei pezzi non ho scritto. Nappi, prima di andare via ha detto che se il lavoro è stato fatto in tempi record “è grazie a un gruppo di persone che in cambio ha ricevuto solo il mio grazie”. Tra queste c’è una nostra amica, quella che da quando si è insediata la nuova Giunta, noi non siamo state in grado di incontrare perché lei arrivava distrutta a sera.

L.

Piano casa versione 2010

Il Consiglio regionale, convocato per le 11, è slittato tre volte: prima alle 12, poi alle 13, infine alle 17. Nei fatti è iniziato alle 17.40. Solo nella notte, hanno approvato il Piano casa versione 2010, modificando quello vecchio. Avrei scritto un bel pezzettino se si fossero decisi prima e sarei anche stata contenta nonostante la giornata di merda.

Il Pdl sostiene che non sarà una nuova cementificazione, il Pd non ci crede e si domanda perché mai mettere mano alla precedente stesura. L’opposizione di centrosinistra ha presentato qualcosa come 300 emendamenti e subemendamenti (ben poca cosa rispetto a quelli presentati al Bilancio previsionale 2009 del Comune di Napoli, ma tant’è). Il centrodestra ha fatto la sua controproposta: un maxiemendamento che raccogliesse le varie osservazioni. Ora, in un altro contesto, per analizzare e discutere la controproposta, il Consiglio sarebbe stato spostato a nuova data, invece qui non funziona così. Le riunioni le hanno fatte in mattinata, nel pomeriggio, ancora in serata fra continue sospensioni della seduta.

Io ho trascorso la giornata nel palazzo al Centro direzionale, un posto che è una punizione perché quando esci da lì non c’è niente e alle 17, orario di chiusura degli uffici, si svuota e diventa anche un po’ insicuro.

In sala stampa i computer sono una schifezza, i cellulari non prendono e non c’era aria calda, ma condizionata freddina. Lì ho perso il mio registratore. La scorsa settimana l’ho dimenticato accanto alla mia postazione e non ha fatto più ritorno a casa nonostante le mille telefonate al posto di guardiania. Io, però, ho un sospetto, ma lascio stare che è meglio.

Se dovessi fare la lista delle cose che lì vanno male, non finirei più. Mancano di rispetto i consiglieri che fanno slittare i consigli così da finire sui giornali due giorni dopo il fatto. Mancano di rispetto gli uffici stampa dei consiglieri stessi che ti tolgono l’aria, ti pressano e leggono mentre scrivi e tu hai voglia a dire: “Ti dispiace? Mi dà fastidio”, loro non se ne fregano e stanno lì alle tue spalle fino a quando tu non chiudi il documento per farglielo capire sul serio che se ne devono andare. Mancano di rispetto quelli che lavorano come uscieri o non so cosa che entrano in sala stampa e telefonano come se niente fosse e si mettono al pc. Mancano di rispetto i consiglieri che fanno lo spicciabancone in sala stampa.

Mancano di rispetto certi colleghi imbecilli e coglioni che credono di aver conquistato il mondo e mentre tu stai facendo capa e pc perché si è impallato tutto, chiamano in redazione e dicono: “Passa il comunicato, alla tipa si è bloccato il computer e ci mette tempo a inviarti il pezzo”. No, non si fa così. Quando ho sentito il mio capo, lui ha provato ha ridimensionare la mia ira, ma ha capito che non c’era molto da fare: io avevo ragione, il lavoro degli altri va rispettato.

Forse è per questo che mi ha detto che potevo andar via alle 21. Sono rimasta per scrupolo mezz’ora in più e le cose sembravano stessero per finire, dopotutto il maxiemendamento in qualche modo era stato accettato da tutti. E invece no.

Sono fuggita dal Centro direzionale e sono corsa dalle mie ragazze. Loro mi aspettavano e quando sono arrivata mi hanno detto: “Conosci la regola: stacca il telefono e rilassati”.

L.

Di nuovo lunedì

Comincia un’altra settimana. Il week end è stato ricco di confusione e storie tipiche di targato gs o cs, tra la neve per le strade di montagna e le manifestazioni antimonnezza che ti bloccano davanti alla Prefettura e ti fanno saltare i programmi.

Questa dovrebbe essere la settimana di avvicinamento concreto al Natale perché venerdì è Vigilia. Si dovrebbe festeggiare, essere allegri. Anche per me, però, questo sarà un Natale dal sapore un po’ amaro.

Intanto mi preparo per andare in Consiglio regionale. Tra Piano casa da approvare, direttivo del Corecom e istituzione di un  Comune unico per Ischia, potrei trascorrere nel bunker l’intera giornata. Speriamo di no

L.