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Cucù la monnezza non c’è più

Ieri Berlusconi è tornato a Napoli. Ha fatto il suo proclama: due settimane e la città torna pulita, senza monnezza. E oggi ha detto che ci vorrà anche meno di quindici giorni.

La Russa, che per me, dopo aver sentito la sua imitazione fatta da Fiorello, è il ministro dell’Attacco, ha detto che è pronto a mandare l’esercito. A fare che? Forse ad arrestarla la monnezza e a metterla nelle carceri, almeno si sarà tolta dalle strade.

La nostra monnezza andrà fuori regione, le atre Province campane ne accoglieranno una parte fino a metà dicembre e intanto noi dovremmo avviare la realizzazione di questi benedetti termovalorizzatori, sperando di non accorgerci poi che non servono.

Quando arriva Berlusconi in Prefettura, nessuno sta tranquillo. Lui è il presidente del Consiglio e può dire qualunque cosa. Così, anche se ieri è venuto solo per la questione rifiuti, poi ha sottolineato che lui non rinuncia alla Carfagna come ministro per candidarla a sindaco di Napoli. E la socia se l’è vista brutta perché ha dovuto riaprire il suo pezzo, quasi già pronto. Lo stesso le è accaduto con altri articoli che stava scrivendo su altre faccende, senza dimenticare che le sono toccati i rifiuti.

Io? Rifiuti, rifiuti, rifiuti. Il mio compito era girare per negozi e uffici pubblici dopo l’ordinanza del Comune di Napoli che impone la differenziata. L’ho fatto. Nei negozi non si sapeva molto, soprattutto sull’organizzazione. Poi i vigili sono passati a distribuire l’ordinanza e alle domande dei commercianti su orari e posti per il conferimento, non hanno saputo rispondere, rimandando tutti a rivolgersi direttamente all’Asìa. Adesso è chiaro perché sono tutti scettici nei confronti di questa ordinanza?

Da Roma, a un certo punto, hanno chiesto che qualcuno girasse per le strade dove ipoteticamente sarebbe potuto passare il premier dopo essere atterrato a Napoli. Premessa: lui arriva a Capodichino, attraversa la strada, prende la tangenziale, esce al Porto e va dritto in Prefettura. È la strada più veloce e sicura. Io, però, ho fatto la strada interna: da piazza Capodichino alla Prefettura, passando per piazza Garibaldi, corso Umberto, via de Pretis, piazza Municipio e Trieste e Trento. Uno schifo un po’ generalizzato, monnezza, piccioni e gabbiani sparpagliati sui sacchetti. Nemmeno intorno alla Prefettura i rifiuti erano stati raccolti.

Eppure, in mattinata, a Roma, sempre lui aveva detto che i rifiuti per strada li vediamo solo noi della stampa.

L.

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La monnezza dove la metto?

La Prefettura, ormai, non ha più segreti: i corridoi, gli uffici, le scale e i due ascensori. A un certo punto, dopo l’ennesimo rinvio dell’approvazione del Piano sociale di zona in Consiglio comunale, è venuta pure la socia. Fino a quel momento, la compagnia non era stata proprio delle migliori, fatta eccezione per il collega dell’altra agenzia.

Oggi la Commissione parlamentare di inchiesta sulle ecomafie, e che si occupa pure di monnezza, ha tenuto delle audizioni. E io ho beccato all’uscita tutti gli ‘auditi’: sindaco, assessori, Cesaro, il procuratore. Poi è arrivata la socia, ha messo le mani nella borsa e ne ha tirato fuori un cioccolatino per me. Una pausa di dolcezza di cui avevo bisogno.

Pecorella, che è il presidente della Commissione, ha detto che Napoli e provincia rischiano il disastro ambientale da qui a 30 giorni. Roba da avere paura soprattutto se si pensa che, al momento, per le strade giacciono circa 10mila tonnellate e se non ci diamo una mossa tutti, hai voglia a dire che la discarica non la vuoi: ce l’avrai nelle piazze, nei vicoli, ovunque!

Intanto da domani, Napoli e provincia potranno sversare a Tufino. Giacomelli, l’assessore con delega alla monnezza del Comune ha fatto sapere di aver avuto l’ok dall’Ufficio flussi della Regione.  La monnezza deve essere messa da qualche parte: servono discariche nell’attesa che i termovalorizzatori siano pronti, è necessaria la differenziata perché così la quantità da mandare negli invasi si riduce.

La Iervolino era incazzata. Per le compensazioni che non arrivano, per la provincializzazione che ha definito “un’assurdità”. E ha ringraziato G.Romano, l’assessore della Regione che ha parlato delle compensazioni perché “se lo dico io è la solita Iervolino che va contro il Governo, se lo dice uno che non è di sinistra, dice una verità e va bene così”. Non ha risparmiato nessuno, nemmeno Caldoro che, dice lei: “I poteri per un’ordinanza ce li ha, anche se lui dice il contrario”.

E poi Cesaro. A domanda sulla storia dei rifiuti in Emilia Romagna ha risposto: “Ho fatto un errore a fare quell’annuncio, forse è stato per questo che è saltato l’accordo”. Lui l’ha detto, io l’ho registrato. L’ho scritto.

L.

Il presidio quasi inutile

Si vede dagli occhi che proprio non ce la faccio più. Ho bisogno di dormire per cui, tra poco, mi infilo nel letto e buonanotte a tutti.

Stamattina ero a Napoli perché ieri, dopo l’ennesima riunione in Prefettura, sono rimasta a dormire dalle ragazze. Fumata nera per la situazione rifiuti a Napoli: le altre Province non ne vogliono sapere della nostra monnezza. Solo Salerno, oggi, ha detto che ancora una volta possiamo sversare a Battipaglia qualcosina e da qualche minuto Caserta ha detto che accoglierà 1.500 tonnellate. Forse Napoli per un po’ tornerà a respirare. Da Avellino ancora nessuna risposta, mentre Benevento resta fuori dai giochi perché la sua discarica sta già inguaiata di suo.

Ho trascorso l’intera giornata davanti alla Prefettura perché ieri l’assessore G.Romano aveva detto che probabilmente ci sarebbe stata una riunione, ma “non si sa a che ora”. Fonti male informate hanno detto ai miei che l’incontro era fissato per le 11 e così ho fatto appena in tempo a tornare a casa, mettere qualcosa di pulito e tornare in centro.

Un presidio quasi inutile perché lì non è arrivato nessuno. Le poche notizie che sono riuscita ad avere sono state per lo più indiscrezioni su riunioni in corso altrove e che pure hanno causato qualche guai alle fonti (altre e stavolta bene informate) perché è ovvio che avrebbero preferito che non si sapesse nulla.

Il sonno e la stanchezza hanno cominciato a prendere il sopravvento. Caffè, passeggiate in via Roma e via Chiaia, chiacchiere, telefonate interminabili fino a quando non è arrivata la certezza che non ci sarebbe stata nessuna fottuttissima riunione oggi.

L’incontro potrebbe tenersi domani, ma visto l’ok di Caserta, potrebbe anche non esserci niente. A me, comunque, non interessa perché è domenica e io dormirò. La patata bollente passa ai miei perché “tu domani stai sciolta, riposati” e “non ti ho chiamato prima perché mi vergogno un po’ a tenerti da stamattina in piazza”.

L’ultimo lancio è passato poco dopo le 18. Poi mi sono rimessa in macchina per tornare a casa, ho scelto una strada senza traffico e ho fatto fatica a restare attenta per la stanchezza. Ora ho solo voglia di dormire.

L.