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Caldoro firma l’ordinanza e de Magistris gongola

Alla fine Caldoro ha firmato l’ordinanza per smaltire i rifiuti a San Tammaro, Savignano irpino e Sant’Arcangelo Trimonte. Quell’ordinanza che non aveva firmato in passato e che ha portato la Procura di Napoli a indagarlo per epidemia colposa. Ha il sapore di una vittoria di de Magistris la sua decisione perché il sindaco erano giorni che chiedeva quel provvedimento. Lui aveva pure fatto i conti e fatto sapere che in due di quelle tre cave c’è una disponibilità di 100mila tonnellate (nelle tre discariche andranno a finire i rifiuti che al momento intasano gli stir che, una volta liberati, potranno accogliere la monnezza). Presidé, hai voglia a dire che prima di firmare l’ordinanza dovevi avere la comunicazione delle Province che non potevano accogliere monnezza, hai voglia a spiegare che non volevi forzare e volevi dare un segnale alle altre Regioni che stanno dicendo sì (per il momento solo Liguria ed Emilia Romagna). Il messaggio che passa è che questo braccio di ferro l’ha vinto de Magistris.

Benevento e Caserta hanno già impugnato l’ordinanza. E io non so come andrà a finire oggi che è sabato e sogno il mare che non vedrò.

No, non possiamo sempre pretendere che gli altri si prendano i rifiuti di Napoli sostenendo che qui discariche e inceneritori non si devono fare perché pericolosi per la salute e poi andiamo dove queste cose già ci sono. Però, ancora una volta, Napoli ha necessità di chiedere aiuto agli altri perché da sola non ce la fa.

De Magistris aveva cominciato a parlare di San Tammaro due giorni fa, dopo l’audizione con la Commissione ecomafie. Parlava di una rassicurazione per un’ordinanza che, però, non c’era. Era rimasto sul vago o almeno ci aveva provato. Un “dispositivo rafforzato” e non una “ordinanza” si era affrettata a spiegare la Regione, inviato a Caserta, Avellino e Benevento, per svuotare gli stir di Napoli. Non voleva in alcun modo, Caldoro, forzare la mano e imporre alle Province i rifiuti napoletani. Ma quel dispositivo è stato rimandato al mittente e intanto per le strade le giacenze sono aumentate. No, Napoli non aveva più tempo.

Ieri sera, in un bar a piazza Trieste e Trento, ho trovato una cosa che in città ho visto in molti posti: uno stralcio dell’ordinanza del sindaco contro i monouso per la riduzione dei rifiuti. Non è la prima volta che un primo cittadino a Napoli fa una cosa simile, è la prima volta, però, che vedo in giro questi fogli attaccati all’ingresso di bar, locali e negozi. Forse a me de Magistris (leviamo pure il forse) non piace perché penso che parli troppo, ma il cittadino lo ascolta e si comporta di conseguenza.

Ieri è stata una settimana esatta che, come già per il passato, non ho fatto altro che occuparmi di rifiuti. Telefonate, riunioni a porte chiuse, corse (le solite) per incontrare il sindaco, le audizioni in Prefettura e di mezzo l’onomastico di mio padre e la decisione che il regalo dovevo comprarlo io.

La Provincia di Napoli, intanto, ha pure presentato il piano per le discariche. Ci hanno detto cinque, ma sono in realtà tre. Perché così, mi è stato detto – e qui è il caso di dirlo – da fonti qualificate, la stampa spara nel mucchio e pensa a cinque siti. Quei tre posti io li ho trovati. Due sono più vicini a me di quanto si possa immaginare. Ho fatto due conti, controllato i terreni a disposizione e in effetti lo “spazio” c’è, anche se piccolo, anche se servirà solo per i Comuni limitrofi. Nel terzo hanno anche avviato i lavori, anche se il sindaco ha detto che non è vero. Devono aver promesso loro grandi cose se negano anche l’evidenza.

Mi sono stancata, incazzata, ho trovato notizie, altre mi sono state sussurrate all’orecchio, sono arrivate via mail e sms, via telefono. Ho confortato colleghi che ne hanno preso solo cazziate, sono uscita sotto la pioggia e sempre con il motorino perché ero in ritardo. Poi la parte più semplice e bella: scrivere. Tenendo la penna ferma e le dita calme sulla tastiera del Mac e mantenendo la concentrazione nonostante le mosche che a causa della monnezza invadono casa. Qualcosa mi è piaciuta, qualche altra no. La certezza è che davanti c’è ancora tanta strada da fare, tante cose da imparare e meccanismi da comprendere.

L.

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Targato Gs o Cs power

Ho trascorso la giornata di ieri tra la Prefettura e una conferenza di de Magistris. I miei mi avevano assegnato un compito lungo: un pezzo sui più votati, l’altro sugli indesiderati nelle liste.

Stavo impazzendo tra cifre, numeri, preferenze che non uscivano, eletti e forse eletti. I dati arrivavano in ritardo, però, ho pensato di preparare i pezzi in attesa dei numeri definitivi (che in realtà sono arrivati questa mattina). Il compito non era facile anche se divertente: cercare particolarità, piccoli cenni biografici di vecchi e nuovi. Ho chiesto alla socia di scrivere a 4 mani e lei ha detto sì. Così, a distanza di centinaia di chilometri, abbiamo lavorato insieme. Curiosità, vita, morte e miracoli (dei voti ottenuti) sono venuti fuori e alla fine, ieri sera poco dopo le 21.30, in rete c’erano due pezzi che oggi sono copiaincollati sui giornali.

Ho finito di scriverli in redazione perché dalla Prefettura alle 20 ci hanno cacciati dicendo che dovevano chiudere, che non hanno soldi per pagare gli straordinari (parola a me sconosciuta). Il collega della redazione che era di turno, leggeva il pezzo e commentava: “Quante cose che sai!”. E’ il Targato gs o cs power, ma questo lui non poteva saperlo. Io ho sorriso e via chat ho avvisato la socia che eravamo andate a segno. Poi stamattina un’altra conferma: leggo la rassegna e il nostro lavoro è lì, un po’ ovunque.

L.

VIZIO FIRME, NO A SCIOGLIMENTO CONSIGLIO

(ANSA) – NAPOLI, 3 MAR – Non si può procedere, almeno per il momento, allo scioglimento del Consiglio comunale di Napoli. Questo perchè dopo una verifica delle 31 firme dei consiglieri dimissionari, la prefettura di Napoli ha rilevato un vizio relativo ad una delle firme presentate. (ANSA).

03-MAR-11 22:14

L’anno che sta finendo

Gennaio E’ l’anno delle elezioni regionali. Il centrodestra ha il suo candidato in pectore: Nicola Cosentino, ma arrivano guai giudiziari. Alcuni pentiti lo accusano, la Procura chiede al Parlamento l’autorizzazione a procedere che viene negata. Alla fine, fa un passo indietro e il Pdl candida Stefano Caldoro, segretario del Nuovo Psi.  Il centrosinistra litiga: primarie sì primarie no. Ci sono due nomi in ballo. Riccardo Marone, assessore regionale e bassoliniano doc, e Vincenzo De Luca, sindaco sceriffo di Salerno, che incassa anche l’appoggio di Idv. Un sabato mattina, però, Marone rinuncia e rimane De Luca. Bassolino resterà dietro le quinte per tutto il tempo della campagna elettorale. Qualcuno lo accusa di mettere i bastoni tra le ruote al centrosinistra. Lui fa spallucce.

Per noi comincia un periodo vorticoso, fatto di corse in giro per la città, motorino sempre acceso, botte alle fiancate delle auto e tante cose da scrivere.

Febbraio Prende il via la campagna elettorale. I candidati sono 4 in tutto, ma la partita è tra De Luca e Caldoro.

Io vado a Roma per l’ultima volta. Un week end tra freddo e tenerezze. Comincio a uscire in motorino, vincendo la paura di non saperlo guidare. In fondo è semplice e sei più libera di correre da una parte all’altra della città, di arrivare in centro in poco tempo, senza la schiavitù delle metropolitane che continuano a non funzionare. La socia comincia a lavorare al Comitato elettorale di De Luca. Strano a dirsi, ma nonostante l’esaurimento, siamo un po’ felici.

Marzo De Luca riempie piazza del Plebiscito. Resteranno celebri alcune sue sortite, una fra tutte: “Giggino la polpetta”. Quel ‘Giggino’ è Luigi Cesaro, presidente della Provincia di Napoli. Le elezioni regionali cambiano colore politico alla Campania. Dopo due mandati di Bassolino alla guida della Giunta, le urne consegnano lo scettro del comando a Caldoro. Il Pdl, dopo le regionali, mette in agenda la conquista del Comune di Napoli per il quale si voterà la prossima primavera.

Quando tutto finisce, io e la socia andiamo a mangiare una sera a Pozzuoli e trascorriamo tutto il tempo a raccontarci le cose che abbiamo fatto. Anche se eravamo assieme mentre accadevano. Nostalgia folle e senza senso targato gs o cs

Aprile L’Asl Napoli 1 non paga gli stipendi. A fine mese oltre 11mila dipendenti non vedono un solo euro. L’azienda sanitaria è in debito con i creditori che ottengono il pignoramento dei fondi destinati agli stipendi.                                        Un palazzo fatiscente cade e muoiono due persone che vi avevano trovato riparo. Erano polacchi, arrivati in Italia in cerca di fortuna e finiti ai margini.

Per noi è difficile tornare alla normalità dopo i primi tre mesi trascorsi con l’acceleratore costantemente pigiato. Repubblica Napoli fa 20 anni, noi andiamo alla festa e siamo belle

Maggio Una infermiera muore. Contro il mancato pagamento degli stipendi, si fa prelevare 150 ml di sangue al giorno per 5 giorni. La causa del decesso non è quella, ma il clamore per un titolo del Mattino è immenso.                                            Si insedia quella che i giornali hanno definito ‘la Giunta di mezzanotte’ perché il via libera dalla Regione arriva solo a tarda sera, quasi mezzanotte, di sabato. In occasione del primo Consiglio regionale, De Luca dice, riferendosi a un assessore: “Sica, Sica, Sic transit gloria mundi”.                                                                                       Ci sono le elezioni anche per l’Ordine dei Giornalisti. Io non ho nemmeno capito come e perché ci fossero altre liste. Riconfermato Ottavio Lucarelli, che per noi, le socie di targrato gs o cs, è molto più di un presidente.

Giugno Viene accertato lo sforamento del Patto di stabilità interna. ‪La Giunta regionale inizia ad annullare tutte le delibere, a firma Bassolino, anche quelle dei finanziamenti al Comune.

L’estate, per noi, stenta ad arrivare.

Luglio Esplode il caso P3. Sono coinvolti Flavio Carboni, Arcangelo Martino e Raffaele Lombardi. Vengono indagati anche Cosentino e Verdini. L’accusa, secondo la Procura di Roma, è di associazione per delinquere, finalizzata alla violazione della legge Anselmi sulle associazioni segrete. Salta fuori un finto dossier contro Caldoro, secondo cui il neo presidente andrebbe a trans e farebbe uso di droga. Tra i ‘complottisti’ anche un assessore della sua Giunta, Sica, che ovviamente se ne va. Una prece.                                                                                                                         Crolla un palazzo ad Afragola. Imma, una bambina di 10 anni, resta sotto le macerie per 15 ore. Poi la salvano e la prima cosa che chiede è gelato alla nocciola. Valeria Valente, assessore ai Grandi eventi del Comune di Napoli, si dimette per le elezioni del segretario provinciale del Pd. Non ce la fa. Vince, invece, Nicola Tremante e il Pd di Napoli torna finalmente ad avere un segretario dai tempi delle dimissioni di Nicolais, nel gennaio 2009 contro la Iervolino che non azzerò la sua Giunta dopo la tegola del Global service.

Noi inauguriamo delle cene dette presto con ‘annessa tragedia’ perché ogni volta che ci vediamo accade qualche guaio.

Agosto Deraglia un treno a Gianturco. Un uomo perde le gambe, tranciato in due da una lamiera. Un ragazzo finisce in coma, per fortuna si è ripreso. E a fine mese, Rosetta, a Vasto come sempre per le sue vacanze, rimane chiusa nel cimitero dove è andata a pregare sulla tomba del marito.

Poi noi ce ne andiamo in ferie. La socia in giro, io in Corsica e il tempo si ferma.

Settembre Prime avvisaglie di una nuova emergenza rifiuti. Enerambiente, società che ha appaltato da Asia, la municipalizzata che si occupa di monnezza, vanta un credito di 13 milioni: o si salda o non si raccoglie più. E Napoli è di nuovo sommersa.

La socia decide che nasce il nostro blog. (Ancora grazie per questa splendida follia)

Ottobre Riesplode l’emergenza rifiuti. A Terzigno, le mamma vulcaniche cominciano la loro protesta sulla rotonda panoramica per impedire l’accesso ai compattatori in Cava Sari. Il braccio di ferro è duro: scontri, aggressioni, notti di guerra poco fuori città. Alla fine il Governo cede alle loro richieste: Cava Sari resta solo per loro, Cava Vitiello sparisce dalla lista delle discariche da aprire.

Io comincio gli appostamenti in Prefettura, tra vertici, riunioni e conferenze, una ‘B’ di cui vado fiera (sì, torno subito coi piedi per terra) sui contenuti dell’incontro a porte chiuse. La socia fa lo scritto dell’esame da professionista e pure il compleanno. Noi festeggiamo a mezzanotte, quando cioè il giorno è già passato, perché Berlusconi decide di farci visita in Prefettura proprio quella sera e noi teniamo che fare.

Novembre La polizia arresta Antonio Iovine, capo storico del clan dei Casalesi, latitante da oltre 14 anni. Il boss non ha resistito alla voglia di dolce, il roccobabbà. Come essere presi con le mani nella marmellata.                                                                         Trent’anni fa, il terremoto che scosse l’Irpinia e l’indimenticata prima pagina del Mattino: “Fate presto”

Dicembre Ancora tanta monnezze per le strade. Ieri l’ultimo annuncio da Roma. A Palazzo Chigi si è tenuto un vertice tra Caldoro, Iervolino e vari presidenti di Provincia. Entro domani Napoli sarà pulita. Sì, ok e poi il primo gennaio cosa accadrà?

La socia fa l’orale e spacca tutto. Andiamo insieme a Roma, in meno di 24 ore conquistiamo la città e troviamo il tempo di vedere Silvio che torna a Palazzo Grazioli e andare da Tiffany a sbavare sulle vetrine nell’attesa che tocchi a noi per comprare un regalo a una nostra amica che si è laureata con il pancione.

L. (con l’aiuto più che mai fondamentale della socia perché non mi ricordavo tutto tutto)

Di nuovo lunedì

Comincia un’altra settimana. Il week end è stato ricco di confusione e storie tipiche di targato gs o cs, tra la neve per le strade di montagna e le manifestazioni antimonnezza che ti bloccano davanti alla Prefettura e ti fanno saltare i programmi.

Questa dovrebbe essere la settimana di avvicinamento concreto al Natale perché venerdì è Vigilia. Si dovrebbe festeggiare, essere allegri. Anche per me, però, questo sarà un Natale dal sapore un po’ amaro.

Intanto mi preparo per andare in Consiglio regionale. Tra Piano casa da approvare, direttivo del Corecom e istituzione di un  Comune unico per Ischia, potrei trascorrere nel bunker l’intera giornata. Speriamo di no

L.

“Sta arrivando Berlusconi”

Succede che in un uggioso pomeriggio domenicale di metà dicembre le socie – che poi siamo sempre noi – sono partite alla conquista di Roma perché domani una delle due deve fare l’orale dell’esame di giornalismo.
Succede che dopo un’oretta a ripetere, le socie abbiano deciso di uscire per conquistarla davvero ‘sta città eterna.
Succede che abbiano deciso di fare il giro delle istituzioni, a partire dal Quirinale e “Giorgio ci proteggerà”. Poi Mintecitorio, Palazzo Madama e alla fine, cammina cammina, succede che le socie si siano trovate a Palazzo Grazioli e abbiano deciso di farsi scattare anche lì una foto. “Ci sono le transenne, dovremmo restare qui, sullo spartitraffico”, ho suggerito. Ma no, si può andare, ci passa gente, perché mai dovremmo restare così lontane? E va be’, io mi sono lasciata convincere, la socia non c’ha pensato due volte et voilà: ci siamo piazzate in strada, più vicine al palazzo. E mentre le socie erano in posa, è arrivata un’auto blu con triplo lampeggiante, che per poco non le investiva. “Oh, sta arrivann’ Berlusconi”, una frase detta un po’ per gioco, ma “restiamo qui almeno cinque minuti e stiamo a vedere”. Succede che Silvio davvero è arrivato a Palazzo Grazioli mentre le socie erano lì.

E in tre, con il nostro accompagnatore, eravamo euforiche. No, non era la prima volta che vedevamo Silvio. Ma a Napoli, in Prefettura, ad Acerra, al San Carlo, in piazza o alla Mostra d’Oltremare, ci vai a lavorare. Stavolta non avevamo nulla da fare, eravamo in giro per Roma, lontane dal lavoro, senza pensieri né ansie che ti perdi Silvio e la notizia. Ecco la follia di una notte di metà dicembre per le strade di Roma.

L.

p.s.: special thanks al nostro accompagnatore in giro per Roma, tra la mia sorpresa di provare nostalgia per la capitale, l’ansia della socia e pure un po’  (un po’ si fa per dire, stava morendo) del suddetto accompagnatore, che ha girato il video dell’arrivo e l’ha postato immdiatamente su Fb. Ragazzi, in bocca al lupo. Domani tocca a voi

Sacchetti e buoi dei paesi tuoi

La socia ha già spiegato un po’ quello che è successo oggi, ma ora lo faccio pure io.

In consiglio comunale ci siamo stati pochi. Giusto il tempo di commemorare l’avvocato Giovanni Bisogni, poi un emendamento di Borriello sulle parrocchie*, poi il capogruppo Pdl che era la nonsochenumero seduta in seconda convocazione, che ci sono dei seri dubbi sulla legittimità, che domani si riunisce la conferenza dei capigruppo per decidere come usare questo strumento che abbiamo ripescato dagli anni ’70, e allora non era meglio sospendere? Detto, fatto.

Sono andata dal sindaco e non ce l’ho fatta a trattenermi.

“Sindaco, questa delibera è un po’ sfortunata….sembra na maledizione, è la settima volta che salta”

E lei “Non si può non tenere conto che di mezzo ci sono le elezioni, e allora di mezzo c’è un interesse della maggioranza attuale e di quella che aspira a essere la maggioranza futura”. Vabbè, inutile che lo spieghi. L’ha detto lei, eh.

Poi sono andata a discutere di un ufficio stampa che devo fare lunedì, e dopo a mangiare con dei colleghi. Pezzi da scrivere di corsa sulla mattinata (c’è anche la probabile nomina dell’ex difensore civico Pedersoli nel Cda della Elpis, la partecipata comunale che si occupa di affissioni e pubblicità), poi di corsa in Prefettura. Erano già tutti lì, ma a me avevano chiesto di seguire solo la conferenza.

In pratica a Natale saremo in pieno disastro ambientale. Sotto l’albero 60mila tonnellate di immondizia.

Come uscirne? Ci vorrebbe la bacchetta magica. Tutti i nostri esponenti degli enti locali sentiti hanno chiesto una deroga alla provincializzazione. Che è un concetto teoricamente valido ma praticamente fallimentare per cui ogni provincia si gestisce la munnezza sua. Solo che la Provincia di Napoli ha l’8% del territorio campano e il 53% della popolazione. Numeri alla mano, è facile capirne l’assurdità. La Iervolino dice che Caldoro dovrebbe fare un’ordinanza per obbligare gli altri a prendersi la nostra munnezza, visto che loro manco tanto cortesemente c’hanno detto che non la vogliono assolutamente. Ma noi a terra abbiamo distese di sacchetti e qualcosa dobbiamo pure fare. Caldoro dice che i poteri per farlo non ce li ha.

La legge è nazionale, spetterebbe dunque al governo intervenire. Ma quale governo? Con la crisi in atto la Campania non è più una priorità, c’è un nuovo decreto legge di cui si dovrebbe discutere ma non è sicuro che si farà né sappiamo cosa dica. La Iervolino ci ha spiegato che lo stesso Pecorella le ha dato poche speranze per un passo indietro sulla provincializzazione. Al momento la nostra immondizia non interessa molto a Roma. Fino, forse, alla prossima campagna elettorale. Io poi sono tornata a scrivere, ho cenato e ora sono qui che penso che dovrei studiare. Ma voglia zero.

*È successo che nel piano sociale di zona si sono dimenticati di considerare le parrocchie, un consigliere comunale Pdl, Ambrosino, l’ha notato e ha mandato la delibera al cardinale Sepe. La segreteria della Curia ha chiamato al segretario provinciale Pd Nicola Tremante (ex Dc) che preso dall’imbarazzo e anche perché poi non aveva capito come non scontentare la Chiesa, visto che non hanno fatto richieste specifiche, ha fatto preparare un emendamento al capogruppo Pd in consiglio.

A.