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waiting for the sun to come

C’è nebbia tra Napoli e Roma.
È mattina presto, sono sul treno per andare a lavoro dopo un weekend a casa e ho fotografato la nebbia perchè mi faceva pensare che il mondo stesse ancora dormendo, in una dimensione onirica quieta e misteriosa.
Io invece sono sveglia da un bel po’, anche se grazie a un accompagnatore volenteroso non ho dovuto prendere la metro.
La vita a Roma, la mia nuova vita va bene ma essendo tutto completamente nuovo da togliermi ogni punto di riferimento mi sento ancora un po’spaesata. Nel senso che devo ancora capire le strade, i colleghi, il lavoro. Il nuovo lavoro non è male, ma non è il mio. La vita da cronista mi manca tanto che nn passa ora in cui non mi chieda se ho fatto la cosa giusta. Anche se so la risposta. Mi fermo e mi dico, “ma che sto facendo?”. Forse migliorerà, forse, come penso, sarà sempre così.
Ci sono, per carità, delle cose divertenti. Qualche giorno fa dovevo scendere per salutare degli amici, ma l’ascensore non arrivava perché c’era il premier che conversava con la Santanché, con la quale poi ho fatto il viaggio quando l’ascensore è finalmente arrivata.
E l’altro giorno mentre una mia collega saliva si sono aperte le porte al secondo piano e lui: “quasi quasi salgo con lei al quinto”. Incorregibile.
Sabato io e la socia siamo tornate finalmente a lavorare insieme. Si trattava di fare l’ufficio stampa di una manifestazione piuttosto importante organizzata da un nostro amico. Una giornata lunghissima e incasinata, ma è stata come una boccata d’aria nei polmoni. Il nostro amico è stato contento, noi ce la siamo cavata, e abbiamo avuto pure il tempo di mangiare una pizza e inciuciare.
A.

È l’inizio di ogni mese

La giornata, ieri, è stata lunga e faticosa. Per me è cominciata venerdì sera, quando, senza farsi troppi problemi, i miei, dalla redazione, mi hanno assegnato l’evento di Forza del Sud, a Napoli per sostenere Lettieri. Io, insieme con la socia, avrei dovuto trascorrere la giornata al Trianon, con i rottamatori. E dire che avevo avvisato da una settimana che non ci sarei stata.

Ma ho capitolato e sono andata prima all’incontro di Forza del Sud. E già non è stato semplice. Caldoro su Casini e alleanze: “L’anomalia è che non c’è l’accordo solo sul Comune di Napoli”; e “Tre anni per uscire dalla crisi dei rifiuti e prima ci tocca soffrire” (sì, perché a Napoli ci sono di nuovo i cumuli e mentre Regione e Comune litigano, noi ci sorbiamo la puzza e io ho ripreso i miei monnezza tour). E mille altre cose che non erano proprio novità, ma nemmeno da tralasciare (rientro nei limiti del patto di stabilità, coordinamento delle Regioni del Sud, la leadership di Silvio “unico punto di equilibrio” e poi mo non me le ricordo tutte le cose).

Ah, e mi toccava pure la Polverini – che oramai fa della Campania la sua succursale e un sabato sì e uno no sta qui, ma per fortuna si è un po’ negata. Ho sentito tante parolacce pronunciate dal palco, poi i pezzi li ho scritti mentre ero sul’R2 e andavo al Trianon.

E lì, finalmente, ho trovato la mia socia (❤)! La mattina è salito sul palco Morconechi? con il numero 10, quello di Maradona. Il pomeriggio è toccato a de Magistris, che invece ha scelto il 99, la rivoluzione (ricordando quella del 1799 di Napoli).Il resto del pomeriggio è passato tra chiacchiere, appunti da prendere per i colleghi e battutacce agli altri. La mia a un collega: “Non ci vuole poi molto a mantenersi equidistanti dalla merda”; quella della socia, a un altro collega: “Non è nemmeno un cervello”.

Il comunicato (“Napoli è viva” negli oltre 70 interventi della giornata etc etc) l’abbiamo scritto dall’iPhone, poi la socia ha provveduto a inviarli appena ha trovato un pc, non prima, però, di esserci fermate a un bancomat che, dopo aver permesso a lei di prelevare senza problemi, ha deciso che la mia carta voleva tenersela. Insomma addio carta, no money e la socia che mi ha fatto un prestito sennò non riuscivo a tornare nemmeno a casa.

L.

p.s.: di sabato pomeriggio, il centro storico, il gelato a latte e cannella e un tuffo nel passato nel bar dove studiavo all’università non sono niente male. È l’inizio di ogni mese. As usual.

“Rottamatore anch’io”

Quella di ieri per le socie – che siamo sempre noi – è stata una bella prova. Insieme, anche se a distanza, abbiamo organizzato una conferenza stampa per Prossima fermata Napoli, i rottamatori di Renzi, che il 2 vengono in città, come ha scritto una collega oggi “si riuniscono in conclave”.
Io ero agitata, prima esperienza come ufficio stampa, e la socia da Roma mi supportava e sopportava.

Reduce da una settimana infernale trascorsa sotto la sede della Augusta Offshore per il mercantile sequestrato dai libici, ho fatto tutto da strada: mail, telefonate. Mercoledì il mio iPad ha deciso che le mail con il comunicato non le voleva mandare. Meno male che ci ha pensato la socia.

E poi ansia. Le telefonate ai colleghi, giovedì, per invitarli personalmente e la preoccupazione che nessuno venisse.

Poi la sorpresa: ieri mattina c’erano davvero tutti. Contenti i nostri committenti, contente noi. E Morconechi? che era presente ha dato il titolo: “Rottamatore anche io”, nonostante l’età. Forse più perché da poco in politica lui che è prefetto e che mi ha detto: “Bellella ‘sta
piccerella”. E va be’ oramai c’ho fatto l’abitudine.

Un primo riscontro è stato quello delle tv. Già ieri il servizio è andato in onda, compresa la Rai che fa sempre scena ovviamente. Stamattina bene anche i giornali. Qualche articolo di più qualcuno di meno, ma c’eravamo.
Insomma bella esperienza, riuscita bene. E adesso ci prepariamo a sabato prossimo e noi lavoreremo spalla a spalla perché saremo insieme.

L.