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Servizio pubblico? Ma anche no!

Caro Michele Santoro,

Uso il mio blog per spiegarti perché NON ti darò i dieci euro.

Innanzitutto, con tutta la stima che posso, ma qui c’è la crisi economica e non è che abbiamo i dieci euro da buttare, noi che viviamo di co.co.co. e co.co.pro. e quattro spiccioli al mese, altro che buonuscite milionarie. Statisticamente credo sia più utile scendere di casa, andare al tabaccaio e prendere 5 gratta e vinci da due euro, che magari finisci per guadagnarci qualcosa.

Però sono disposta a un compromesso. Se mi prendi a lavorare con te, io ti dò i dieci euro. Pure venti, va. Chi hai preso a lavorare con te, un’altra volta una Beatrice Borromeo? Perché non metti un bell’annuncio su Monster e crei così la tua squadra, perché non ci guardi in faccia, ti leggi i nostri curriculum, ti rendi conto del culo che ci facciamo ogni giorno per sopravvivere? Perché non metti su una bella selezione trasparente tra tutti i precari italiani che oggi sono costretti ad andare a Firenze per ribadire l’ovvio, e cioè che il lavoro si paga e non può minare la dignità? Sei il depositario della Libertà o no?

Caro Michele Santoro, noi non abbiamo Mamma Rai, né papà Mediaset, e nemmeno zia la7.

Quindi i dieci euro non chiederceli. Se vuoi fare un programma, rischia su te stesso. E i soldi metticeli tu.

A.

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Cinquettii musicali, ovvero “Il Sanremo di twitter”

Ci ho messo un po’ per scrivere questo post e non per qualche presunzione intellettuale ma solo perché non ho avuto tempo. In molti hanno riflettuto, e non sbagliano, che questo è stato “il Sanremo di twitter”. In generale è stato il Sanremo della rete, ma siccome il tam tam su internet non è una novità, e lo stesso facebook, pure protagonista, non è una scoperta recente, direi che possiamo considerare i cinguettii come elemento contraddistintivo di questa edizione del festival. In buona parte, credo, l’uccellino ha fatto anche da elemento propulsore, perché so per certo che molti hanno acceso la tv dopo aver seguito il dibattito sul semi-social network.

È stata, ad ogni modo, un’esperienza interessante che ha arricchito e cambiato la visione del programma più tradizionale della storia della televisione italiana di una visione collettiva e per molti dissacrante assolutamente nuova e che potrebbe aver contribuito al successo di questa edizione, per molti versi assolutamente non brillante (né per la musica né per la conduzione, tanto per fare due esempi). Quanto prima accadeva al bar o nei salotti delle case degli italiani, in definitiva, è avvenuto su twitter, dove centinaia di utenti si sono confrontati sulla qualità delle canzoni, sull’abilità della squadra, hanno riso dello stiamo uniti di Morandi e analizzato il discorso di Benigni, riso per l’inglese della Canalis che intervista un annoiato Bob De Niro e appreso direttamente da Max Pezzali della sua eliminazione insieme a Tricarico. Un mondo nuovo che la Rai dovrebbe tener d’occhio.

Per conto mio, mi sono divertita assai. C’era la socia che è sbarcata su twitter proprio in quei giorni e c’erano discussioni e battute da morir dal ridere e così  sono tornata a vedere il festival dopo anni di consapevole assenza.

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I Bros e il diritto di replica

Bros in conferenza stampa

Questa è la città dell’assurdo. Solo noi abbiamo i disoccupati che si organizzano, perché anche per loro vale che l’unione fa la forza. Solo da noi, dopo essersi costituiti in ‘Movimento di lotta per il lavoro’, prendono il nome di Bros, dal progetto della Regione Campania, mettono a ferro e fuoco Napoli perché vogliono essere ascoltati e rovesciano cassonetti, bruciano autobus e bloccano il traffico quando si chiudono le fontane dei sussidi. Solo da noi aggrediscono politici e assessori e poi organizzano una conferenza stampa perché, dopo l’ennesimo episodio di violenza, i giornalisti hanno scritto le cose senza sentire la loro versione dei fatti. Solo da noi i disoccupati organizzati chiedono di esercitare il “diritto di replica”.

E siccome noi siamo la stampa democratica, stamattina siamo andati alla conferenza che loro avevano organizzato davanti alla sede Rai di Napoli, con

La stampa bugiarda

tanto di scrivania, microfono, relatori e megafono (che, però, normalmente, non c’è).  Poi, visto che sanno come fare le cose, hanno portato i pannelli per mostrare anche con i disegni quali siano le loro competenze per la raccolta differenziata, ma soprattutto quelli contro la stampa “bugiarda” dove il naso di Pinocchio diventa una stilografica e lo stesso vale per la canna di una pistola. Per non parlare del calamaio con il cui inchiostro noi scriviamo solo bugie.

Innanzitutto loro – i Bros – non hanno aggredito l’assessore Nappi né tantomeno Mastella la scorsa settimana. Poi, cosa non secondaria, non hanno spedito loro la lettera minatoria a Mastella scrivendo ‘Pasqua’ con la ‘cq’ e cioè ‘Pascqua’. Anzi prendono le distanze da tutta questa violenza ed esprimono solidarietà anche alla mamma di Nappi che “con quello che fa il figlio non ha nulla a che vedere”. Però, per loro, lo stesso Nappi è un provocatore, uno che ha appoggiato  con la Lonardo del suo stesso partito ed ex presidente del Consiglio regionale, le vecchie politiche di formazione quando in Regione c’era il centrosinistra, poi “si sono riciclati passando al centrodestra e le cose non gli stanno bene più”.

E ancora: non è vero che vogliono il sussidio o il posto pubblico (quello resta un sogno per molti), vogliono lavorare “per quello che sappiamo fare”. Non è vero che percepivano soldi senza fare nulla: li ricevevano, a fine mese, perché facevano delle work experience. Mo, vaglielo a spiegare che tutti hanno fatto work experience, stage, tirocini, anche fuori città e senza vedere un euro a fine mese né un buono pasto o uno sconto. Ma loro sono organizzati, gli altri no. E questo può bastare a renderli diversi, titolari di un diritto, quello al lavoro, che, dicono loro, “ci viene negato”. Solo a loro, eh!

L.

✿ Buonanotte, fiorellino ✿

Mi piacerebbe aspettare la socia per la solita chiacchierata in chat. Mi piacerebbe sentire i retroscena della sua serata in piazza mentre il Napoli rimontava (la partita è finita 3 a 3, non si sarebbe  mai detto visto che lo Steaua Bucarest i suoi 3 gol li ha segnati nei primi 15 minuti di gioco). Mi piacerebbe sentire e leggere cose che magari non saranno pubblicate di ciò che ha detto un sindaco ‘pasionaria’ e incazzata come non mai perché qualcuno ha detto che è solo colpa sua se a Napoli c’è una nuova emergenza rifiuti visto che lei non fa la differenziata (poi se vogliamo dirla tutta, i cassonetti per la differenziata non ci sono nemmeno sotto casa del sindaco. Lo sa bene la socia che a riguardo ha scritto un articolo, qualche tempo fa. Perché non lo posti anche qui?).

Ma lei non torna. Dove sei andata a scrivere? Sono stanca, molto. Domani devo svegliarmi presto di nuovo e mi fa quasi strano staccare adesso e mettermi già a letto, perché una cosa così non accadeva da una vita.  Ma ho sonno e forse anche un po’ di raffreddore, l’ho sento in petto. Noi, però,  non possiamo permetterci il lusso di ammalarci, perché stare a letto significa non scrivere e non scrivere per chi viene pagato a pezzo (pap) – ma è il    caso solo mio, la socia non la pagano e basta – significa non guadagnare.

p.s.: socia, io aspetto un racconto dettagliato delle gesta della pasionaria…

altro post scrittum: sto tenendo testa in chat a una tipa che vuole sapere come ci si prepara a un test di cultura generale. Non esistono  manuali, siamo spiacenti.

L.