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Volevo solo un po’ di spazio per scrivere

La cosa bella del fare l’agenzia, a mio parere, è che il lavoro finisce subito.

No socia non mi picchiare. Volevo dire che per esempio ieri sera sono andata da Fini, al termine del discorso sono fuggita e sono andata a scrivere, alle otto e mezza avevo abbondantemente finito. Ecco, se avessi dovuto scrivere per il giornale avrei finito alle undici e mezza.L’unica cosa che mi ha fatto incazzare è che da Roma (non noi qui da Napoli) mi hanno tagliato l’attacco senza rileggerlo per cui, visto così, non ha molto senso. Non sono soddisfatta però, nella fretta di far presto, che era tardissimo e l’agenzia chiude, ho dimenticato qualcosina

Il buon presidente della Camera e i suoi ieri hanno fatto molta poca polemica. Ci aspettavamo titoloni, commenti sull’inchiesta di Roma che riguarda il premier, sullo scontro sulla legge elettorale. Molto poco, non ha voluto parlare né in arrivo né a margine, anche se al Ramada siamo arrivati insieme, tra i fischi dei disoccupati, e lui tutto sorridente m’ha stretto la mano non so perché, forse m’ha preso per una simpatizzante. A quel punto ho considerato che visto ch’era così allegro (Napoli s’è bloccata per lui, aveva ben ragione di essere allegro ieri) potevo pure fargli qualche domanda, solo che sono stata travolta dalla security.

E poi è stato il caos, nel senso che la sala era stracolma e decisamente troppo piccola perché Rivellini s’è fissato con quella orribile sala del Ramada che dice che porta bene, e allora abbiamo passato il pomeriggio assiepati lì, schiacciati dalla folla. I posti per i giornalisti c’erano, solo che davanti avevamo una muraglia di fotografi e operatori e gente che voleva vedere il palco, e dunque abbiamo preso appunto in condizioni di evidenti carenze d’ossigeno.

Comunque il vecchio Fini ha raggiunto un risultato straordinario ed inimmaginabile: venire a Napoli senza parlare delle comunali. Anche se poi in sala c’era, perché invitato, l’eterno candidato del centrodestra e dintorni, Gianni Lettieri. C’erano pure, sempre perché invitati, Graziella Pagano, don Luigi Merola, Berardo Impegno, Fabio Benincasa, Giuseppe Maisto, ex parlamentari, ex militanti. Un parterre di umanità varia ed eventuale.

Sulla legge elettorale solo un passaggio: “Il futuro è anche la libertà degli elettori di votare e scegliere i propri parlamentari”. Bye bye Porcellum.

Sulle alleanze: “Fli non è un partito ma un fortissimo movimento d’opinione trasversale, aperto non solo a chi votava centrodestra, a chi votava An, Fi, Pdl, e magari ora è deluso. È aperto al mondo moderato che non ha paura della parola compromesso, a chi per sinistra intende giustizia sociale, a chi aveva deciso di non votare. Per sole due categorie il nostro ponte levatoio è e rimarrà alzato: per i parassiti e i delinquenti”. (A quel punto immagino che molti abbiano abbandonato la sala).

Sulla Lega: “Fli non sarà mai una sorta di Lega del Meridione. Non ci interessa essere una Lega del Sud e a fronte dell’egoismo geografico della Lega ci vuole una risposta politica autenticamente nazionale”.

A.

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Rotolando verso Sud con Federico II

No, vi prego no! Mi avete già ‘ntussecato la canzone dei Negrita ‘Rotolando verso Sud‘, quando a luglio scorso fu usata come canzone per la convention di Fli, per piacere lasciate stare Federico II.

Perché a Napoli, quelli di Fli vogliono che Fini, il quale sarà in città venerdì sera proprio per rovinare qualsiasi piano di vita sociale, “ricalchi le orme del più grande meridionalista della storia” e che “ascolti e raccolga il grido che dalla Campania arriva al presidente della Camera affinché lui possa ridare speranza a Napoli e alla regione”.

Dico io: ti svegli una mattina e sei stranamente serena e tranquilla, ascolti ‘Come sei veramente‘ di Allevi  che ti mette addosso ancora più serenità, esci di casa di buon umore  e poi devi sentire che vogliono legare il nome di Federico II (che poi è il nome della mia università) a Fini  – con tutto il rispetto per Gianfranco, si intende. Perché?

Ma fuori c’è ancora il sole, nonostante il clima autunnale e bagnato di ieri e tu sai come riprenderti: un giro a via Roma, qualche piccolo acquisto e poi di corsa a casa, a scrivere e in fretta perché devi mangiare, darti una sistemata e correre di nuovo in città (anche questa è vita da targato gc o cs) visto che alle 18.00 c’è una conferenza a Santa Lucia, in Regione, con Turturro per il suo film ‘Passione’ sulla canzone napoletana e tu devi stare lì. E tutto questo, magari in tempo per andare anche al British ché oggi è martedì e c’è il corso.

Ah, quasi dimenticavo. Stamattina mi sono imbattuta in una manifestazione di protesta di sindaci dell’Alta Irpinia, contro la chiusura dell’ospedale di Bisaccia previsto dal piano approvato lo scorso luglio dalla Regione. Marciavano con le fasce tricolore e i gonfaloni dei Comuni verso Santa Lucia.

p.s.: Ho appena concluso una conversazione telefonica allucinante con un collega ‘anziano’ che ho incontrato più volte, ma non si ricorda di me e che, dopo avermi chiesto della conferenza di stamattina, ha tenuto a precisare  “devono aver fiducia in te quelli della redazione se ti mettono a seguire la politica”. In verità io sono un jolly-trottola. Ma questa è un’altra storia.

L.